Resto al Sud 2.0 ha sostituito il precedente programma dal 15 ottobre 2025. Scopri requisiti, attività ammesse, contributi a fondo perduto e procedura per candidarsi.
Resto al Sud 2.0: come funziona, requisiti e agevolazioni nel 2026
Resto al Sud 2.0 è l'incentivo pubblico che dal 15 ottobre 2025 sostiene l'avvio di nuove attività imprenditoriali e libero-professionali nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre ad alcune aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e 2016.
Gestito da Invitalia, il programma ha una dotazione di 356,4 milioni di euro e rappresenta l'evoluzione del precedente bando “Resto al Sud” (DL 91/2017), chiuso definitivamente il 14 ottobre 2025. La differenza più rilevante rispetto al passato? Il finanziamento è interamente a fondo perduto, quindi il prestito bancario del 50% non esiste più.
Possono accedere i giovani tra i 18 e i 34 anni (35 non compiuti) che si trovano in condizione di inoccupazione, disoccupazione o inattività, e che vogliono avviare un'attività nei settori della produzione, dei servizi, del turismo o delle libere professioni. Il finanziamento copre fino al 75% delle spese ammissibili per investimenti fino a 120.000 €, e fino al 70% per progetti tra 120.001 e 200.000 €.
Per candidarsi serve aver già aperto la Partita IVA o costituito la società nel mese precedente o nello stesso mese della domanda, con l'attività ancora inattiva (nessuna fattura emessa o ricevuta).
Resto al Sud 2.0: novità e vantaggi
Il finanziamento è interamente a fondo perduto, senza più il prestito bancario da restituire a differenza di quanto previsto dal precedente programma. A febbraio 2026 non esiste un programma denominato Resto al Sud 3.0. La misura attuale prosegue fino a esaurimento dei 356,4 milioni stanziati e le domande vengono valutate in ordine cronologico.
Scopri il nostro conto businessRequisiti e ammissibilità a Resto al Sud 2.0
Per accedere al finanziamento di Resto al Sud 2.0, i candidati devono rispettare dei requisiti specifici, che riguardano l’età, la residenza e la situazione lavorativa.
Chi può fare domanda a Resto al Sud 2.0?
Il programma si rivolge a chi vuole avviare un'attività da zero nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Possono candidarsi:
- Persone fisiche tra i 18 e i 34 anni (35 non compiuti alla data della domanda) che si trovino in almeno una di queste condizioni: inoccupati, inattivi, disoccupati, iscritti al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) o cosiddetti "working poor", cioè lavoratori il cui reddito genera un'imposta lorda inferiore alle detrazioni previste dall'art. 13 del DPR 917/1986.
- Imprese individuali, società di persone, cooperative, società di capitali e società tra professionisti, a patto che la maggioranza delle quote e il controllo siano nelle mani di soggetti che rispettano i requisiti di età e condizione occupazionale. Possono partecipare anche soci che non hanno i requisiti, purché non superino un terzo della compagine sociale.
Un aspetto importante riguarda i professionisti. Infatti, Resto al Sud 2.0 consente l'accesso sia ai professionisti individuali che a quelli organizzati in forma societaria, a condizione che non abbiano una Partita IVA movimentata nei 6 mesi precedenti per un'attività con codice ATECO identico fino alla terza cifra. Due aspetti da tenere a mente sulla tempistica:
- L'attività (apertura Partita IVA o costituzione della società) deve essere stata avviata nel mese precedente o nello stesso mese della domanda, e deve risultare ancora inattiva. Nessuna movimentazione in entrata o uscita.
- Chi non è ancora residente in una delle regioni ammesse deve trasferirsi entro 60 giorni dall'approvazione della domanda (120 giorni se residente all'estero).
Resto al Sud 2.0: attività finanziabili
Resto al Sud 2.0 finanzia una vasta gamma di attività imprenditoriali nei settori della produzione, dei servizi, del turismo e del commercio. I settori principali che possono ottenere il finanziamento sono i seguenti:
- Produzione e artigianato: sono incluse aziende manifatturiere, officine artigianali, attività di trasformazione di prodotti provenienti dall’agricoltura, dalla pesca e dall’acquacoltura. Per fare qualche esempio, rientrano in questa categoria la lavorazione del legno e la ceramica artistica.
- Servizi alle imprese e alle persone: ovvero le imprese che offrono consulenza aziendale, servizi digitali, marketing e assistenza alla persona (come asili privati o servizi per anziani).
- Turismo e ristorazione: vengono finanziati anche gli agriturismi, i Bed & Breakfast, le case vacanze, le agenzie di turismo e i ristoranti che valorizzano i prodotti tipici locali.
- Commercio: si possono ottenere finanziamenti per i progetti di commercio al dettaglio e che hanno un alto livello di innovazione, come gli e-commerce specializzati o le piattaforme digitali usate per la vendita di prodotti artigianali o agroalimentari.
I progetti legati alla sostenibilità ambientale - energie rinnovabili, riciclo, mobilità green - ricevono un trattamento di favore con un voucher di avvio che sale da 40.000 a 50.000 € se l'investimento è destinato a beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico.
Attività escluse da Resto al Sud 2.0
ll programma punta a generare valore economico e occupazione nel territorio. Sono escluse alcune categorie:
- agricoltura primaria, silvicoltura, pesca e acquacoltura: è invece ammessa la trasformazione dei prodotti (un frantoio è consentito, un oliveto no)
- settore finanziario e assicurativo: banche, agenzie di prestiti, servizi assicurativi
- attività immobiliari: escluse, con la sola eccezione dell'affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing (codice ATECO 68.20)
- attività legate al gioco d'azzardo e scommesse: sale giochi, centri scommesse, bar con slot machine
Finanziamenti e agevolazioni Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0 mette a disposizione due strumenti di finanziamento alternativi, entrambi a fondo perduto e non cumulabili: è possibile scegliere tra voucher di avvio o contributi per investimenti.
Quali strumenti offre Resto al Sud 2.0?
Il voucher di avvio è pensato per chi ha bisogno di una spinta iniziale senza investimenti ingenti. Copre l'acquisto di beni strumentali, attrezzature, software, servizi ICT e immobilizzazioni immateriali (brevetti, marchi, sviluppo di siti web). L'importo massimo è di 40.000 €, che sale a 50.000 € se acquisti beni innovativi, digitali o legati alla sostenibilità ambientale. Il voucher copre il 100% della spesa e non richiede cofinanziamento da parte tua.
Il contributo per programmi di investimento è lo strumento per progetti più strutturati. Le percentuali di copertura sono:
- 75% a fondo perduto per investimenti fino a 120.000 €, con un 25% a carico tuo (risorse proprie, prestiti bancari o altre fonti)
- 70% a fondo perduto per investimenti tra 120.001 e 200.000 €, con un 30% di cofinanziamento
Entrambi gli strumenti escludono alcune voci: materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, costi del personale, acquisto di terreni e immobili, consulenze legali e fiscali generiche. Sono invece ammesse le consulenze tecnico-specialistiche fornite da ETS iscritti al RUNTS.
Tutte le agevolazioni rientrano nel regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831) con il tetto massimo di aiuti pubblici ricevibili di 300.000 € nell'arco di tre anni.
A differenza del vecchio Resto al Sud, non esiste più il bonus aggiuntivo a completamento del progetto (15.000 € per le ditte individuali o 40.000 € per le società). La struttura è più semplice, con un unico contributo a fondo perduto, senza prestiti da restituire e senza coinvolgimento di banche convenzionate.
Scopri il servizio di fatturazione gratuitoCome presentare domanda per Resto al Sud 2.0
La candidatura a Resto al Sud 2.0 è interamente digitale e si gestisce sulla piattaforma Invitalia. La procedura è "a sportello": le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo, senza graduatorie. Chi arriva prima ha più probabilità di ottenere i fondi prima che si esauriscano.
Guida passo passo alla domanda Resto al Sud 2.0
Ecco quali sono i principali passaggi:
- Registrazione sulla piattaforma Invitalia: accedi all'area personale con SPID, CNS o CIE. Prima di compilare la domanda, registra la tua iniziativa economica e, se necessario, indica un delegato per la compilazione. L'invio finale resta a carico tuo (titolare o legale rappresentante).
- Scelta dello strumento: seleziona tra voucher di avvio e contributo per investimenti. Questa scelta è vincolante e non modificabile dopo l'invio.
- Compilazione della domanda: inserisci i dati anagrafici, quelli dell'impresa, la descrizione dell'attività e il piano economico. Per il voucher serve una "Descrizione dell'iniziativa economica"; per il contributo un "Piano di Impresa" completo con analisi di mercato, modello di business e proiezioni finanziarie.
- Preparazione e caricamento dei documenti: tutti gli allegati vanno firmati digitalmente (formato .p7m). I documenti necessari includono la domanda generata dalla piattaforma, le DSAN (Dichiarazioni Sostitutive di Atto Notorio) per attestare requisiti soggettivi, antiriciclaggio e casellario giudiziale, un documento d'identità valido, il certificato di attribuzione della Partita IVA (o l'atto costitutivo se la società è già costituita) e gli attestati professionali richiesti per la tua attività.
- Invio della domanda: dopo il caricamento di tutti gli allegati, invia la domanda. La piattaforma rilascia un'attestazione con protocollo, data e orario. Da quel momento, non puoi più modificare nulla.
- Per accedere alla piattaforma sono necessarie una PEC intestata e la firma digitale attiva. Se non le hai ancora, attivale prima di iniziare la procedura: sono requisiti tecnici senza i quali non puoi inviare la domanda.
Tempistiche di Resto al Sud 2.0
Sapere quanto tempo passa tra l'invio della domanda e l'arrivo dei fondi ti aiuta a pianificare le spese e l'avvio dell'attività.
Tempi di valutazione della domanda
Invitalia esamina ogni domanda entro 90 giorni dalla presentazione, seguendo l'ordine cronologico di arrivo. Durante questo periodo potresti essere contattato per chiarimenti sul piano d'impresa o per integrare la documentazione. Non sono previste graduatorie: se il progetto rispetta i requisiti e ci sono fondi disponibili, viene approvato.
Tempi di erogazione del finanziamento
Dopo l'approvazione, le tempistiche cambiano in base allo strumento scelto.
Per il voucher, l'erogazione avviene dopo la realizzazione delle spese e la relativa rendicontazione. Le spese vanno completate entro 9 mesi dall'ammissione, con possibilità di proroga fino a 12 mesi.
Per il contributo investimenti puoi invece richiedere un anticipo tramite SAL (Stato di Avanzamento Lavori) dopo 3 mesi, a condizione di aver realizzato tra il 30% e il 70% delle spese previste. Il saldo finale viene erogato entro 80 giorni dalla richiesta, previa verifica documentale. Le spese vanno completate entro 16 mesi, prorogabili fino a 20.
Tutti i pagamenti passano per un conto corrente dedicato all'iniziativa, dove deve risultare versato almeno il 10% dell'importo concesso entro 30 giorni dall'ammissione.
Casi di successo Resto al Sud: impara dalle migliori esperienze
Il programma Resto al Sud ha aiutato migliaia di nuovi imprenditori a trasformare le loro idee in attività di successo. Scopriamo quali sono alcune di queste storie e quali sono le strategie da adottare.
Storie di successo programma Resto al Sud
Ecco un paio di esempi concreti:
- Dal laboratorio artigianale all’e-commerce internazionale: un giovane imprenditore in Calabria ha usufruito dei fondi di Resto al Sud per avviare un laboratorio di ceramica artistica. Investendo in macchinari e in un e-commerce specializzato, adesso riesce a esportare i suoi prodotti in tutta Europa.
- Agricoltura innovativa in Sicilia: una giovane imprenditrice siciliana ha avviato una coltivazione di frutti esotici biologici, sfruttando il clima della regione. Questo finanziamento le ha dato l’opportunità di comprare attrezzature necessarie e di avviare una buona strategia di vendita tramite canali digitali, riducendo i costi di intermediazione.
Lezione dai casi di successo
Ecco quali sono le strategie che si devono adottare per avere successo:
Scopri di più su Finom
- Innovazione e digitalizzazione: l’innovazione digitale permette di ampliare il mercato e ottimizzare i processi produttivi.
- Valorizzazione del territorio: molti progetti riescono ad avere successo perché combinano tradizione e modernità, puntando su prodotti locali, artigianato e turismo.
- Sostenibilità e attenzione all’ambiente: le aziende che integrano soluzioni eco-friendly ottengono un grande riscontro, che sia nei finanziamenti o nell’apprezzamento da parte del mercato.
- Marketing e comunicazione digitale: la capacità di promuovere al meglio il brand è fondamentale. Avere una forte presenza online permette di raggiungere clienti oltre il proprio territorio.
- Networking e collaborazioni: le imprese che stringono partnership con altre aziende locali, enti pubblici o associazioni hanno beneficiato di un supporto maggiore.
Resto al Sud 2.0: vantaggi e limiti del programma
Come ogni incentivo pubblico, anche Resto al Sud 2.0 ha punti di forza e limiti da valutare prima di candidarsi.
Vantaggi di Resto al Sud 2.0
Il programma offre molti benefici, tra cui:
- Contributo interamente a fondo perduto: a differenza del vecchio programma, non c'è più un prestito bancario da restituire. Il finanziamento copre fino al 75% dell'investimento senza generare debito.
- Due strumenti flessibili: puoi scegliere il voucher (rapido, per spese fino a 50.000 €) o il contributo per investimenti (strutturato, per progetti fino a 200.000 €), in base alla dimensione del tuo progetto.
- Tutoring incluso: Invitalia assegna un tutor tecnico e l'Ente Nazionale per il Microcredito offre un percorso di accompagnamento gestionale, per un valore complessivo di 5.000 €. Un supporto concreto per chi è alla prima esperienza imprenditoriale.
- Accessibilità: la procedura è completamente digitale. Non servono appuntamenti in sede, e la valutazione avviene in ordine cronologico senza punteggi o graduatorie.
- Opportunità: essere un beneficiario di Resto al Sud permette di entrare in contatto con altre startup e PMI, creando così collaborazioni utili alla crescita dell’attività e favorendo il lavoro a tempo indeterminato.
Limiti di Resto al Sud 2.0
Nonostante i numerosi vantaggi, Resto al Sud presenta anche qualche svantaggio, ovvero:
- Requisiti di età più restrittivi: il tetto è sceso da 55 a 34 anni. Chi ha tra i 35 e i 55 anni e risiede nel Mezzogiorno può valutare la misura "Autoimpiego Centro-Nord" o altri bandi regionali.
- Tempistiche più lunghe: la valutazione richiede fino a 90 giorni, e l'intero percorso - dall'invio della domanda all'erogazione del saldo - può superare i 12 mesi.
- Cofinanziamento necessario per gli investimenti: se scegli il contributo per programmi di investimento, devi coprire il 25-30% dell'importo con risorse proprie o altre fonti. Per il voucher, invece, la copertura è totale.
- Spese escluse rilevanti: materie prime, costi del personale, affitti e utenze non rientrano tra le voci finanziabili. Servono risorse aggiuntive per coprire questi costi nei primi mesi di attività.
- Fondi a esaurimento: la dotazione di 356,4 milioni non è illimitata. Il vecchio programma (1,25 miliardi) ha esaurito i fondi in circa due anni. Essere rapidi nella presentazione conta.
Domande frequenti
Quali sono i requisiti di età e condizione lavorativa per partecipare a Resto al Sud 2.0?
Devi avere tra i 18 anni compiuti e i 35 non ancora compiuti alla data della domanda, ed essere in una condizione di inoccupazione, disoccupazione, inattività, oppure iscritto al programma GOL o rientrare nella categoria dei working poor.
Devo avere già la Partita IVA per candidarmi?
Sì. L'attività (Partita IVA o società) deve essere stata avviata nel mese precedente o nello stesso mese della domanda, ma non deve aver ancora prodotto fatturato. Se apri la Partita IVA troppo presto (oltre un mese prima della domanda), perdi il requisito.
Quali documenti sono necessari per fare domanda per Resto al Sud 2.0?
I documenti necessari sono la domanda firmata digitalmente (generata dalla piattaforma Invitalia), descrizione dell'iniziativa economica (per il voucher) o piano di impresa (per il contributo investimenti), DSAN per requisiti soggettivi, antiriciclaggio e casellario, documento d'identità, certificato Partita IVA o atto costitutivo, attestati professionali se richiesti per l'attività. Servono anche SPID, firma digitale e PEC.
Quanto tempo serve per ottenere il finanziamento di Resto al Sud 2.0?
Invitalia valuta la domanda entro 90 giorni. Per il voucher, l'erogazione avviene dopo la rendicontazione delle spese (entro 9-12 mesi). Per il contributo investimenti, puoi chiedere un anticipo dopo 3 mesi tramite SAL. L'intero percorso può richiedere dai 6 ai 18 mesi.
Cosa succede se non utilizzo tutti i fondi di Resto al Sud 2.0?
Le spese vanno completate entro 9 mesi per il voucher (prorogabili a 12) e 16 mesi per il contributo investimenti (prorogabili a 20). Se non rispetti le scadenze e non chiedi una proroga motivata, rischi la revoca totale o parziale del finanziamento.
Posso richiedere un finanziamento di Resto al Sud 2.0 anche se ho già un’attività?
Solo se l'attività è stata avviata nel mese precedente o nello stesso mese della domanda e non ha ancora prodotto movimentazioni IVA. Attività operative da più tempo non sono ammesse.
Come si calcola l’importo del finanziamento di Resto al Sud 2.0?
Dipende dallo strumento scelto. Il voucher copre il 100% delle spese ammesse fino a 40.000 € (50.000 € per investimenti innovativi o sostenibili). Il contributo per investimenti copre il 75% fino a 120.000 € di programma di spesa, e il 70% per importi tra 120.001 e 200.000 €.
Chi posso contattare per assistenza su Resto al Sud 2.0?
Per avere informazioni e ricevere supporto, puoi consultare il sito ufficiale di Invitalia, chiamare il numero verde o consultare gli sportelli informativi locali nelle regioni ammesse.
Ultimi articoli

Piano di ammortamento aziendale: cos'è e come leggerlo

Come lavorare da casa con Amazon: Tutte le informazioni necessarie

Prestiti senza garanzie per imprese e Partite IVA nel 2026

Miglior conto deposito per aziende nel 2026: confronto tra le migliori offerte

Prestiti a fondo perduto: cosa sono e come funzionano

Come prepararsi per ottenere credito nel 2026

Errori comuni nella richiesta di un finanziamento aziendale: 10 aspetti da evitare nel 2026




