Il diritto annuale della Camera di Commercio è un tributo dovuto dalle attività iscritte o annotate nel Registro delle Imprese e dai soggetti iscritti al REA. Vediamo chi deve pagarlo, come si calcola, le scadenze e le conseguenze di un versamento tardivo o omesso.

Contenuti

Che cos'è il diritto annuale della Camera di Commercio?

Il diritto annuale della Camera di Commercio è obbligatorio per le imprese e gli altri soggetti iscritti al Registro delle Imprese o al REA.

Il tributo finanzia i servizi del sistema camerale. Dal 1° gennaio dell’anno successivo alla scadenza, essere in regola è necessario per ottenere i certificati del Registro delle Imprese. 

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Chi deve pagare il diritto annuale della Camera di Commercio?

Il diritto annuale è dovuto dai soggetti iscritti al Registro delle Imprese o al REA al 1° gennaio e da chi si iscrive durante l'anno, ai sensi degli articoli 2 e 3 del D.M. 11 maggio 2001, n. 359.

Devono pagarlo:

  • imprese individuali e società
  • cooperative, consorzi, enti economici e aziende speciali
  • imprese estere con unità locali o sedi secondarie in Italia
  • soggetti iscritti esclusivamente al REA

L'obbligo resta valido anche per le imprese inattive, sospese, in liquidazione o cessate nel corso dell'anno.

Chi è esonerato dal diritto annuale della Camera di Commercio?

L'articolo 4 del D.M. 11 maggio 2001, n. 359 prevede l'esonero per:

  • imprese sottoposte a liquidazione giudiziale o coatta amministrativa, dall'anno successivo al provvedimento, salvo l’esercizio provvisorio
  • imprese individuali cessate entro il 31 dicembre, se chiedono la cancellazione entro il 30 gennaio successivo
  • società che approvano il bilancio finale di liquidazione entro il 31 dicembre, se chiedono la cancellazione entro il 30 gennaio successivo
  • società di persone sciolte senza liquidazione entro il 31 dicembre, se chiedono la cancellazione entro il 30 gennaio successivo
  • cooperative sciolte dall'Autorità governativa, dall'anno successivo al provvedimento

Sono esonerati anche startup innovative e incubatori certificati iscritti nella sezione speciale, finché mantengono i requisiti e per non oltre cinque anni, ai sensi dell'articolo 26, comma 8, del D.L. 179/2012.

La sola sospensione o cessazione dell'attività non elimina l'obbligo di pagamento.

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Quanto costa il diritto annuale della Camera di Commercio?

L’importo dipende dalla forma giuridica, dalla sezione del Registro delle Imprese, dal numero di unità locali e dalla Camera competente. In base all’articolo 18 della Legge 580/1993, le imprese individuali e i soggetti iscritti esclusivamente al REA pagano un importo fisso, mentre gli altri soggetti lo calcolano generalmente sul fatturato precedente.

Per il 2026, la Nota MIMIT n. 9347 del 16 gennaio 2026 conferma la riduzione del 50% rispetto agli importi del 2014. Il D.M. 17 marzo 2026 autorizza inoltre una maggiorazione del 20% per le Camere elencate nell'allegato A.

Importi fissi del diritto annuale

La tabella considera sia la riduzione del 50% sia la maggiorazione del 20% applicata dalle Camere autorizzate. Prima di pagare bisogna verificare l’importo della Camera competente.

TipologiaSedeUnità locale
Impresa individuale, sezione speciale44 € + 20 %11 € + 20 %
Impresa individuale, sezione ordinaria100 € + 20 %20 € + 20 %
Società semplice agricola50 € + 20 %10 € + 20 %
Società semplice non agricola o tra avvocati100 € + 20 %20 € + 20 %
Soggetto iscritto solo al REA15 € + 20 %non dovuto
Impresa con sede all'esteronon dovuto55 € + 20 %
Altri soggetti al primo anno di iscrizione100 € + 20 %20 € + 20 %

Negli anni successivi alla prima iscrizione, SNC, SAS, società di capitali, cooperative, consorzi e altri soggetti non assoggettati a un importo fisso calcolano il diritto sul fatturato.

Come si calcola il diritto annuale della Camera di Commercio in base al fatturato?

Per il 2026 si utilizza il fatturato 2025, ricavato dai righi previsti del modello IRAP 2026. Il calcolo è progressivo: ogni aliquota si applica solo alla parte di fatturato compresa nel relativo scaglione.

FatturatoImporto o aliquota
fino a 100.000 €200 €
da 100.000,01 € a 250.000 €0,015%
da 250.000,01 € a 500.000 €0,013%
da 500.000,01 € a 1.000.000 €0,010%
da 1.000.000,01 € a 10.000.000 €0,009%
da 10.000.000,01 € a 35.000.000 €0,005%
da 35.000.000,01 € a 50.000.000 €0,003%
oltre 50.000.000 €0,001%, fino a 40.000 €

Per ogni unità locale si aggiunge il 20% dell’importo calcolato per la sede, fino a 200 € per unità. Alla somma si applicano la riduzione del 50% e l’eventuale maggiorazione del 20%. Nei calcoli intermedi si mantengono cinque cifre decimali e l’arrotondamento all’euro avviene solo sul risultato finale.

Esempio di calcolo

Con un fatturato di 585.432 €, senza unità locali:

  • 200,00 € fino a 100.000 €
  • 22,50 € da 100.000,01 € a 250.000 €
  • 32,50 € tra 250.000 € e 500.000 €
  • 8,54320 € sulla parte restante

L'importo base è di 263,54320 €. Dopo la riduzione del 50% diventa 131,77160 €; con la maggiorazione del 20% arriva a 158,12592 €, ossia 158 €. Senza maggiorazione, il totale è 132 €.

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Come si paga il diritto annuale della Camera di Commercio?

Il pagamento avviene in un'unica soluzione e i soggetti già iscritti al 1° gennaio possono effettuarlo:

Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24 bisogna indicare:

Se la sede e le unità locali appartengono a Camere diverse, bisogna compilare una riga distinta per ciascuna Camera.

Per le nuove iscrizioni, il diritto può essere addebitato sul conto Telemaco durante l'invio della pratica oppure pagato con F24 entro 30 giorni. Il servizio “Calcola e paga” di Unioncamere è invece destinato alle imprese già iscritte.

Quando si paga il diritto annuale della Camera di Commercio?

Per le imprese già iscritte, la scadenza coincide con quella del primo acconto delle imposte sui redditi. Nel 2026 il termine ordinario è il 30 giugno, oppure il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

I soggetti ISA, i contribuenti forfettari e gli altri soggetti compresi nella proroga possono versare:

  • entro il 20 luglio 2026, senza maggiorazione
  • entro il 20 agosto 2026, con una maggiorazione dello 0,80%

Le nuove imprese e le nuove unità locali devono, invece, pagare durante l'invio della pratica oppure tramite F24 (con i codici tributo F24 corretti) entro 30 giorni.

Cosa succede se non si paga il diritto annuale della Camera di Commercio?

Se non versi il diritto entro la scadenza ordinaria, puoi pagarlo nei 30 giorni successivi con una maggiorazione dello 0,40%. Per i soggetti interessati dalla proroga 2026, il pagamento può invece essere effettuato entro il 20 agosto con una maggiorazione dello 0,80%.

Trascorso anche questo termine, oppure in caso di pagamento incompleto, si applicano sanzioni e interessi. Entro un anno dalla violazione puoi regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, disciplinato dall'articolo 6 del D.M. 27 gennaio 2005, n. 54, versando contestualmente tramite F24:

  • il diritto annuale della Camera di Commercio dovuto, con codice tributo 3850
  • gli interessi legali, con codice tributo 3851
  • la sanzione ridotta, con codice tributo 3852

La sanzione ridotta va verificata sul sito della Camera competente.

Dal 1° gennaio dell’anno successivo alla scadenza, il mancato pagamento impedisce il rilascio delle certificazioni del Registro delle Imprese, come stabilito dall'articolo 24, comma 35, della Legge 449/1997.

Quando si prescrive il diritto annuale?

La prescrizione del diritto annuale della Camera di Commercio è generalmente di dieci anni, ai sensi dell'articolo 2946 del Codice Civile.

L'atto di contestazione della sanzione deve invece essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla violazione. Dopo la notifica, la riscossione della sanzione si prescrive in cinque anni.

Gli atti validamente notificati interrompono la prescrizione, facendo decorrere un nuovo termine.

Come richiedere il rimborso del diritto annuale della Camera di Commercio?

Puoi chiedere il rimborso se il diritto annuale è stato:

  • pagato due volte
  • versato in misura superiore al dovuto
  • corrisposto senza che esistesse l'obbligo

In base all'articolo 10 del D.M. 11 maggio 2001, n. 359, la domanda deve essere presentata alla Camera di Commercio competente entro 24 mesi dal pagamento. Superato questo termine, il diritto al rimborso decade.

La procedura varia in base alla Camera competente. In genere bisogna indicare i dati dell'impresa, l'anno di riferimento, l'importo e il motivo della richiesta, allegando le ricevute di pagamento.

In alternativa, il credito derivante da un versamento effettuato tramite F24 con codice tributo 3850 può essere utilizzato in compensazione, indicando lo stesso codice, l’anno di riferimento e la Camera destinataria. È consigliabile verificare con l'ufficio competente l'esistenza e l'ammontare del credito.

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