Aprire la Partita IVA può creare dubbi a freelance, professionisti e imprenditori, soprattutto su costi, procedura e obblighi. In questa guida trovi quando è necessaria, quali scelte fare prima dell'apertura e come completare correttamente tutti i passaggi.
Quando è obbligatorio aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando svolgi un'attività autonoma in modo abituale e continuativo, anche se non rappresenta la tua unica fonte di reddito. L'obbligo può riguardare freelance, professionisti, artigiani, commercianti e chi vende beni o servizi con regolarità.
Non esiste una soglia di 5.000 € oltre la quale devi aprire automaticamente la Partita IVA. I 5.000 € rappresentano invece la franchigia contributiva annua prevista per il lavoro autonomo occasionale ai fini della Gestione Separata INPS.
Scopri il nostro conto businessCosa scegliere prima di aprire la Partita IVA?
Prima di presentare la domanda, devi definire il tipo di attività, il codice ATECO, il regime fiscale e la gestione previdenziale. Da queste scelte dipendono adempimenti, imposte e contributi.
| Aspetto | Cosa valutare |
| Tipo di attività | Libero professionista o ditta individuale |
| Codice ATECO | Deve descrivere in modo preciso l'attività svolta |
| Regime fiscale | Regime forfettario oppure ordinario |
| Gestione previdenziale | Gestione Separata, Artigiani e Commercianti o cassa professionale, se prevista |
Libero professionista o ditta individuale
Libero professionista o ditta individuale: la scelta dipende dalla natura dell’attività svolta. In genere, chi offre prestazioni professionali basate sulle proprie competenze opera come libero professionista. Le attività commerciali e artigianali vengono invece esercitate come impresa individuale. La distinzione incide sull’iscrizione al Registro delle Imprese e sulla gestione previdenziale.
Come scegliere il codice ATECO?
Il codice ATECO identifica l'attività esercitata e deve corrispondere a ciò che fai realmente. Dal 1° aprile 2025 viene utilizzata operativamente la classificazione ATECO 2025, aggiornata nel 2026 nelle tavole di corrispondenza. La scelta può influire sul coefficiente di redditività nel regime forfettario e sugli adempimenti richiesti.
Regime forfettario o ordinario
Per scegliere tra regime forfettario e ordinario, valuta ricavi previsti, costi dell'attività e requisiti di accesso. Il forfettario prevede un'imposta sostitutiva e una gestione contabile più semplice, mentre nel regime ordinario si applicano le regole IVA ordinarie e possono essere dedotti i costi inerenti secondo le condizioni previste.
Come aprire la Partita IVA?
Per aprire la Partita IVA bisogna seguire questi passaggi:
- Preparare i documenti, tra cui documento d'identità, codice fiscale e informazioni sull'attività, come sede, codice ATECO e regime fiscale.
- Presentare la pratica corretta. Freelance e professionisti devono compilare il modello AA9/12 e inviarlo all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
- Usare la Comunicazione Unica se avvii un’impresa individuale soggetta all'iscrizione nel Registro delle Imprese. La pratica può essere compilata e trasmessa tramite DIRE o attraverso un software di mercato abilitato.
- Completare le iscrizioni presso Camera di Commercio, INPS, INAIL o SUAP, quando previste per l'attività svolta.
Il modello AA9/12 può essere inviato online o tramite raccomandata, oppure consegnato presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Per l’invio tramite DIRE servono una firma digitale, una PEC e un'utenza Telemaco abilitata all'invio delle pratiche.
Scopri il servizio di fatturazione gratuitoAprire la Partita IVA online: come funziona?
La procedura online cambia in base al tipo di attività. I freelance e i professionisti possono gestire la richiesta attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, mentre le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono utilizzare DIRE o un altro software abilitato.
Non esiste un unico tempo di apertura valido per ogni situazione. La Partita IVA viene generalmente attribuita in tempi brevi, dopo l'acquisizione della pratica, mentre per le imprese i tempi complessivi possono dipendere anche da iscrizioni e autorizzazioni.
Il commercialista non è obbligatorio. Puoi gestire la procedura in autonomia, ma il suo supporto può essere utile se hai dubbi sul codice ATECO, sul regime fiscale o sulla gestione previdenziale.
Quanto costa aprire la Partita IVA?
Per freelance e professionisti, l'attribuzione della Partita IVA da parte dell'Agenzia delle Entrate è gratuita se gestisci direttamente la pratica. I costi aumentano quando servono altri adempimenti o scegli un intermediario.
Le principali spese da considerare sono:
- il compenso del commercialista o di un altro intermediario
- PEC e firma digitale, quando necessarie
- l'iscrizione alla Camera di Commercio e il relativo diritto annuale per le ditte individuali
- eventuali autorizzazioni, pratiche comunali o iscrizioni a un albo professionale
Imposte, contributi previdenziali e gestione contabile riguardano invece il mantenimento dell'attività. Gli importi cambiano in base al tipo di lavoro, al regime fiscale e alla gestione previdenziale. Per un quadro più completo, consulta l'approfondimento su quanto costa aprire una Partita IVA.
Scopri di più su FinomCosa fare dopo l'apertura della Partita IVA?
Una volta ottenuto il numero di Partita IVA, devi completare gli adempimenti legati all’attività. Verifica prima di tutto l'iscrizione all'INPS o alla cassa professionale di riferimento.
I freelance e professionisti senza una cassa previdenziale autonoma devono in genere iscriversi alla Gestione Separata, mentre artigiani e commercianti seguono le rispettive gestioni INPS. Per approfondire, consulta l'articolo su INPS e Partita IVA.
Dovrai, inoltre, organizzare la fatturazione elettronica e la conservazione dei documenti, in base agli obblighi previsti per la tua attività. Un conto corrente per Partita IVA può aiutarti a separare le operazioni professionali dalle spese personali e a controllare meglio entrate, uscite e pagamenti.
Per partire senza errori:
- annota le scadenze di imposte, contributi ed eventuale bollo sulle fatture
- verifica che le fatture contengano i dati richiesti
- conserva ricevute e documenti relativi alle spese
- accantona una parte degli incassi per tasse e contributi
- evita di rimandare iscrizioni previdenziali o comunicazioni obbligatorie
FAQ
Quando ricevo il numero di Partita IVA dopo aver presentato la domanda?
Se la pratica è completa, il numero viene generalmente attribuito in tempi brevi. Per le ditte individuali, i tempi complessivi possono aumentare quando sono necessarie anche le iscrizioni alla Camera di Commercio e agli altri enti.
Posso utilizzare subito la Partita IVA dopo l'apertura?
Sì, una volta attribuito il numero puoi utilizzarlo dalla data di inizio attività indicata nella pratica. Prima di avviare concretamente l'attività, verifica però di aver completato eventuali iscrizioni, SCIA o autorizzazioni obbligatorie.
La Partita IVA ha una data di scadenza?
No. La Partita IVA resta valida finché l'attività è attiva. Quando cessi l’attività devi comunicarlo all'Agenzia delle Entrate; per le imprese iscritte nel Registro delle Imprese, la cancellazione e gli altri adempimenti devono essere gestiti tramite una pratica di Comunicazione Unica, trasmessa con DIRE o per mezzo di un software abilitato.
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