La proroga delle scadenze fiscali dell'Agenzia delle Entrate per il 2026 rinvia alcuni versamenti per specifiche categorie di contribuenti. In questa guida trovi le nuove date, le imposte interessate e le indicazioni utili per i pagamenti oltre il termine.
Cos'è la proroga delle scadenze fiscali 2026?
La proroga dei versamenti fiscali sposta in avanti il termine entro cui alcune categorie di contribuenti devono pagare le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Nel 2026, il provvedimento è stato introdotto per consentire l'adeguamento dei software necessari al calcolo degli ISA.
Le nuove date sono state previste dall'articolo 6 del Decreto Legge 22 maggio 2026, n. 89, i cui effetti e le date sono stati confermati e resi definitivi dalla Legge 25 giugno 2026, n. 113.
La scadenza ordinaria del 30 giugno è, quindi, slittata al 20 luglio 2026, senza maggiorazioni.
Scopri il nostro conto businessChi beneficia della proroga delle scadenze fiscali?
La proroga si applica ai contribuenti che rientrano nelle categorie indicate dalla normativa e che sono in possesso dei requisiti previsti. Possono usufruirne:
- i soggetti che applicano gli ISA o presentano una causa di esclusione dagli ISA
- i contribuenti in regime forfettario
- i contribuenti nel regime di vantaggio
- i soci di società di persone, associazioni professionali e imprese in trasparenza fiscale
Per i soci, il rinvio vale solo quando la società o l'associazione partecipata rientra a sua volta tra i soggetti ammessi alla proroga.
Nuove scadenze: entro quando pagare?
I contribuenti che rientrano nella proroga possono scegliere tra due termini. Le nuove date devono, quindi, essere considerate insieme a tutte le scadenze fiscali di luglio per i titolari di Partita IVA e gli autonomi, perché il rinvio non modifica automaticamente ogni adempimento previsto nel corso del mese.
| Termine | Quando si applica |
| 20 luglio 2026 | Versamento senza maggiorazione |
| 20 agosto 2026 | Versamento con maggiorazione dello 0,80% per i contribuenti ammessi alla proroga |
L'articolo 6 del D.L. 89/2026 consente il pagamento entro i 30 giorni successivi al 20 luglio. Il termine cadrebbe il 19 agosto, ma viene automaticamente rinviato al 20 agosto in virtù della sospensione feriale dei termini fiscali prevista dall'articolo 37, comma 11-bis, del D.L. 223/2006.
La maggiorazione dello 0,80% non è una sanzione, ma un interesse corrispettivo per il rinvio del pagamento. Va calcolata sull'intero importo dovuto e sostituisce la maggiorazione ordinaria dello 0,40%.
Scopri il servizio di fatturazione gratuitoQuali imposte rientrano nella proroga?
La proroga riguarda diversi versamenti collegati alle tasse della Partita IVA che emergono dalle dichiarazioni fiscali interessate dal provvedimento.
Tra questi rientrano:
- il saldo IRPEF 2025
- il primo acconto IRPEF 2026
- l'IRES
- l'IRAP
- le imposte sostitutive
- gli altri importi dovuti in base alla dichiarazione dei redditi
Per il primo acconto IRPEF, nel modello di pagamento viene utilizzato il codice tributo 4033. È comunque importante verificare gli importi e i codici da inserire in base alla propria posizione fiscale.
Il rinvio non si estende automaticamente a tutti gli adempimenti fiscali, ma solo ai versamenti espressamente compresi nella proroga.
Chi NON può beneficiare della proroga?
Restano esclusi i contribuenti che non rientrano nelle categorie previste dalla normativa, ossia:
- i lavoratori dipendenti
- i pensionati
- i contribuenti privi dei requisiti richiesti
- gli altri soggetti tenuti a rispettare le scadenze ordinarie
Per tali soggetti resta valido il termine ordinario del 30 giugno 2026, con possibilità di effettuare il pagamento entro il 30 luglio applicando la maggiorazione dello 0,40%.
Scopri di più su FinomCosa fare se il termine è già scaduto?
Se non hai pagato entro il 20 luglio, puoi ancora versare entro il 20 agosto 2026 applicando la maggiorazione dello 0,80%. Dal 21 agosto il pagamento diventa tardivo e potrà essere regolarizzato con il ravvedimento operoso.
Le regole vigenti sono contenute nel D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173. L'articolo 38 prevede una sanzione ordinaria del 25% per gli omessi versamenti, ridotta della metà per i ritardi fino a 90 giorni, mentre l'articolo 14 disciplina il ravvedimento.
Per regolarizzare il pagamento è necessario versare tramite il modello F24:
- l'imposta non pagata
- la sanzione ridotta
- gli interessi legali calcolati giorno per giorno
La sanzione è pari allo 0,0833% per ogni giorno di ritardo nei primi 14 giorni, all'1,25% dal 15° al 30° giorno e all'1,39% dal 31° al 90° giorno. Dal 1° gennaio 2026 gli interessi legali sono pari all'1,60% annuo (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 10 dicembre 2025).
FAQ
Chi può usufruire della proroga delle scadenze fiscali 2026?
Possono beneficiarne i soggetti ISA, i contribuenti forfettari, chi rientra nel regime di vantaggio e, in alcuni casi, i soci di società, associazioni e imprese in trasparenza fiscale.
Posso ancora pagare dopo il 20 luglio?
Sì. I contribuenti ammessi alla proroga possono pagare entro il 20 agosto 2026 applicando una maggiorazione dello 0,80%.
Cosa succede se pago dopo il 20 agosto?
Dopo questa data si applicano le regole ordinarie previste per i versamenti tardivi. Puoi regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso.
Come funziona il ravvedimento operoso dopo la scadenza?
Il ravvedimento operoso permette di versare l'imposta dovuta insieme a una sanzione ridotta e agli interessi calcolati in base ai giorni di ritardo.
La proroga vale anche per i contribuenti forfettari?
Sì. L'articolo 6 del D.L. 89/2026 include espressamente i contribuenti che applicano il regime forfettario.
Leggi gli altri articoli:
- Prestito infruttifero: cos’è, come funziona e quando conviene
- Codice tributo 1631: cos’è e come utilizzarlo per recuperare credito
- Codice tributo 1501: quando usarlo e come compilare l’F24
- Deducibilità spese telefoniche: come funziona nel 2026 e differenze tra deducibilità e detraibilità
- 1.700 € lordi: quanti sono netti per dipendenti e Partite IVA
Ultimi articoli

Fatturazione attiva e passiva: cosa sono e come gestirle

Aprire la Partita IVA nel 2026: come fare e quanto costa?

Contabilità per piccole imprese: come gestirla correttamente

Conto aziendale Tot: costi e funzionalità a confronto

Conto aziendale Vivid: piani e costi per professionisti e imprese

Codici ATECO per costruzioni e informatica: quali usare?

BBVA conto aziendale: non esiste, ecco le alternative




