I costi di una ditta individuale comprendono le spese di apertura, la gestione annuale e gli adempimenti obbligatori. Questa guida offre una panoramica sintetica e aggiornata per orientarti tra contributi, tasse e oneri in base alla normativa vigente, con riferimento ai valori attualmente disponibili per il 2026.

Contenuti

Tabella riassuntiva dei costi di una ditta individuale

Prima di entrare nel dettaglio, la seguente tabella ti aiuta a capire in modo immediato quali sono le voci di spesa principali, come si calcolano e da cosa dipendono. I valori indicati sono medi e possono variare in base all'attività svolta, al regime fiscale e agli adempimenti richiesti dal proprio Comune o dalla Camera di Commercio.

Contributi, diritti e aliquote possono essere soggetti ad aggiornamenti annuali da parte degli enti competenti.

Tipo di costoCosa includeImporto indicativo annuo / una tantumNote (forfettario / ordinario, variabilità)
Apertura ditta individuale
  • iscrizione Camera di Commercio (diritti e bollo)
  • PEC
  • firma digitale
  • eventuale SCIA
  • assistenza del commercialista o servizio online
150-1.500 € una tantumImporti variabili per settore e Comune. La SCIA è richiesta solo per alcune attività. Il costo del professionista cambia tra studio tradizionale e piattaforme online.
Costi fissi annui
  • contributi INPS fissi
  • diritto camerale annuale
  • commercialista / servizio contabile
  • conto corrente dedicato
  • software di fatturazione elettronica
5.800-7,500 € all'anno (valori indicativi)Costi dovuti anche con fatturato pari a zero. Nel forfettario il commercialista è generalmente più economico. Alcune spese variano in base alla Provincia e agli strumenti scelti.
Costi variabili
  • imposta sostitutiva (5% o 15%) oppure IRPEF (aliquote valide salvo modifiche di legge)
  • contributi INPS variabili oltre il minimale
  • premio INAIL (se previsto)
Variabili in base al redditoNel forfettario costi più bassi e calcolo semplificato. Nell'ordinario incidenza più elevata per IRPEF, addizionali e gestione IVA.
Costi specifici dell'attività
  • DVR (Documento Valutazione Rischi)
  • formazione obbligatoria sicurezza
  • certificazioni (HACCP, FGAS)
  • attestazioni SOA
40-3.000+ €Obblighi diversi in base al settore. Il DVR è necessario con dipendenti o attività a rischio. Le certificazioni variano molto per livello e categoria professionale.
Costi per assumere dipendenti
  • retribuzione lorda
  • contributi previdenziali
  • INAIL
  • consulente del lavoro / buste paga
Da 30.000-34.000 € all'anno (per RAL 20.000 €)Il costo aumenta del 50-70% rispetto alla RAL. Aliquote variabili per settore e contratto. Consulente 120-700 € annui per dipendente.
Costi di chiusura
  • cancellazione CCIAA
  • marca da bollo
  • parcella commercialista
  • adempimenti finali INPS/INAIL
170-400 € una tantumCosti variabili secondo Provincia e studio professionale. Possibili saldi finali di imposte e contributi per l’anno di cessazione.
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Costi di apertura ditta individuale

Aprire una ditta individuale comporta alcuni costi una tantum, che variano in base al Comune e al tipo di attività svolta. Le principali voci sono:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio, comprensiva di diritti di segreteria e imposta di bollo. L’importo medio si colloca indicativamente tra 90 e 160 €, con differenze tra Province.
  • PEC e firma digitale, indispensabili per comunicazioni ufficiali e invio pratiche. La PEC costa circa 12-20 €, mentre la firma digitale varia da 25 a 90 € in base al dispositivo.
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), richiesta solo per alcune categorie. I costi dipendono dal Comune e dalla complessità dell’attività e si collocano tra 250 e 1.000 €.
  • Assistenza del commercialista o di un servizio online, utile per gestire correttamente pratiche e codici ATECO. Le tariffe vanno da 100 a 500 €.

Queste spese rappresentano la base per avviare l’attività in modo conforme e senza errori amministrativi.

Ditta individuale: costi fissi annuali (indipendenti dal fatturato)

Alcuni costi annui di una ditta individuale sono obbligatori anche in assenza di fatturato. I principali sono:

  • contributi INPS fissi: circa 4.400–4.600 € all’anno per artigiani e commercianti, con importi soggetti ad aggiornamento annuale INPS
  • diritto camerale annuale: importo medio tra 55 e 120 €, variabile in base alla Provincia e agli aggiornamenti annuali della Camera di Commercio
  • onorario del commercialista: a partire da circa 700 € nel forfettario fino a 1.000–2.000 € per la contabilità semplificata
  • conto corrente dedicato: costo annuo compreso tra 0 e 50 €
  • software di fatturazione elettronica: costi medi tra 30 e 150 €

Nel complesso, questi costi costituiscono la base minima per mantenere attiva e in regola una ditta individuale.

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Costi variabili ditta individuale: tasse e contributi INPS/INAIL in base al reddito

Accanto ai costi fissi, una parte importante della spesa per una ditta individuale dipende dal reddito prodotto durante l'anno. Questi importi variano in base al regime fiscale scelto, alle soglie di contribuzione e al livello di rischio dell'attività:

  • Nel regime forfettario la tassazione si concentra sull'imposta sostitutiva.
  • Nel regime ordinario semplificato, invece, il reddito è tassato secondo gli scaglioni IRPEF. Per il 2026 sono confermate tre aliquote: 23% per redditi fino a 28.000 €, 33% (ridotta rispetto al precedente 35%) per la fascia tra 28.000 € e 50.000 €, e 43% oltre i 50.000 €. A queste si aggiungono le addizionali regionali e comunali.

Da ricordare anche che nel regime ordinario l'imponibile da tassare può essere ridotto grazie ai costi deducibili della ditta individuale.

Oltre ai contributi fissi, è necessario versare i contributi INPS eccedenti il minimale, applicati sulla parte di reddito che supera la soglia annuale, e il premio INAIL, determinato in base al livello di rischio dell'attività.

Queste componenti fanno sì che i costi variabili aumentino proporzionalmente in base al reddito, con differenze significative tra regime forfettario e ordinario.

Quali sono i costi per una ditta individuale in regime forfettario?

Il regime forfettario è spesso la soluzione più conveniente per chi avvia una ditta individuale con un fatturato contenuto. I costi, infatti, sono più prevedibili grazie all’imposta sostitutiva, pari al 5% nei primi cinque anni e al 15% successivamente, calcolata sul reddito determinato dal coefficiente di redditività del proprio codice ATECO.

Un ulteriore vantaggio è la riduzione del 35% dei contributi INPS per artigiani e commercianti, che può abbassare in modo significativo il costo previdenziale annuale. Inoltre, grazie alla contabilità semplificata, per assenza dell’IVA e minori adempimenti fiscali, i costi del commercialista risultano generalmente più contenuti.

Su un fatturato di 30.000 €, con coefficiente di redditività al 67%, il reddito forfettario lordo sarà pari a 20.100 €. Da tale importo possono essere dedotti i contributi INPS obbligatori versati nel corso dell’anno, riducendo la base imponibile dell’imposta sostitutiva. Ad esempio, ipotizzando contributi INPS per circa 4.000 €, la base imponibile scenderebbe a 16.100 € e l’imposta sostitutiva al 5% sarebbe pari a 805 €, a cui si aggiungono il diritto camerale e i costi di gestione.

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Costi specifici dell'attività di un ditta individuale (DVR, sicurezza, certificazioni)

Alcune attività prevedono spese aggiuntive legate alla sicurezza sul lavoro e alle certificazioni obbligatorie.

DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): è obbligatorio in presenza di dipendenti, collaboratori equiparati o in caso di attività soggette a rischi specifici. Il costo varia indicativamente da 250–400 € per attività a basso rischio, fino a oltre 1.200 € per realtà industriali o artigianali più complesse.

Formazione obbligatoria: in presenza di dipendenti, i corsi sulla sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008 sono a carico del datore di lavoro. I costi partono da circa 100–150 € per lavoratore. Il corso RSPP per il datore di lavoro oscilla generalmente tra 150 € e 400 €.

Certificazioni di settore:

  • HACCP: obbligatoria nel settore alimentare, con costi medi compresi tra 50 € e 150 €.
  • FGAS: richiesta per le attività che operano con gas fluorurati (ad esempio nel settore della climatizzazione). Il costo complessivo, comprensivo di certificazione personale e dell’impresa, parte indicativamente da 400–700 € + IVA, oltre ai costi di mantenimento annuale della certificazione.
  • Attestazione SOA: necessaria per partecipare ad appalti pubblici di importo superiore a 150.000 €, con costi che partono da circa 2.000–3.000 € e variano in base alle categorie e classifiche richieste.

Costi per assumere un dipendente con la ditta individuale

I costi per assumere un dipendente in una ditta individuale vanno ben oltre la sola retribuzione lorda. La RAL è, infatti, la base su cui si calcolano tutti gli oneri aggiuntivi, a partire dai contributi previdenziali a carico del datore, che nel 2026 si attestano mediamente tra il 28% e il 30%, variabili in base al contratto e al tipo di settore.

A questi si aggiunge il premio INAIL, obbligatorio per le attività soggette a rischio, che incide tra lo 0,5% e l'1% della retribuzione annua. Va considerato anche l'accantonamento del TFR, pari a circa il 7,4% della RAL.

Inoltre, per la gestione delle buste paga e degli adempimenti mensili è necessario il supporto di un consulente del lavoro, con un costo che varia tra 10 € e 60 € al mese per dipendente, pari a 120-700 € all'anno a seconda delle esigenze.

Nel complesso, il costo totale annuo può superare del 50-70% la retribuzione lorda. Con una RAL di 20.000 €, la spesa effettiva per la ditta individuale può, quindi, salire a 30.000-34.000 € all'anno, includendo contributi, INAIL, TFR e consulenza.

Costi di chiusura della ditta individuale

Se si decide di cessare l'attività, è necessario affrontare i costi di chiusura per la Partita IVA di una ditta individuale. La cancellazione dalla Camera di Commercio richiede il pagamento di diritti di segreteria generalmente pari a 18–20 € più una marca da bollo attualmente pari a 17,50 €.

Se l'attività risulta attiva anche per un solo giorno dell'anno, è dovuto anche l'ultimo diritto camerale, generalmente 50-60 €.

Alla parte amministrativa si aggiunge la parcella del commercialista, che per la gestione della chiusura e della dichiarazione finale si colloca generalmente tra 100 € e 300 €.

Restano poi da saldare le imposte dell'anno di cessazione, i contributi INPS (fissi e variabili) e l'eventuale saldo INAIL, calcolati in base al periodo di attività. In regime ordinario possono aggiungersi, inoltre, le addizionali e l'IVA residua.

FAQ 

Quali sono le spese di una ditta individuale?

I costi di gestione di una ditta individuale comprendono le spese di apertura, i costi fissi annuali, i costi variabili legati al reddito, eventuali certificazioni e, se previsti, i costi per i dipendenti.

Quali sono le tasse da pagare per una ditta individuale?

Le tasse dipendono dal regime fiscale scelto. Nel forfettario si paga l’imposta sostitutiva del 5% o 15%. Nel regime ordinario si versano IRPEF e addizionali regionali e comunali, oltre alla gestione dell’IVA.

Quanto costa mantenere una ditta individuale all'anno?

Mantenere una ditta individuale costa in media circa 5.800–7.500 € all’anno, includendo contributi INPS, diritto camerale, commercialista, conto dedicato e software di fatturazione, a cui si aggiungono eventuali tasse e costi variabili legati al reddito.

Quanto costano i contributi per una ditta individuale?

I contributi INPS minimi per una ditta individuale sono in media compresi tra 4.400 e 4.600 € all’anno, con importi soggetti ad aggiornamento annuale. A questi si aggiungono i contributi variabili calcolati sul reddito che supera il minimale e, se previsto, il premio INAIL legato al rischio dell’attività.

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