L’auto aziendale ad uso promiscuo è uno dei fringe benefit più diffusi in ambito aziendale. In questa guida vediamo cosa significa, come funziona nel 2026 e quali sono gli effetti fiscali per imprese e dipendenti.

Contenuti

Auto aziendale ad uso promiscuo: cosa significa e quando si applica

Un’auto aziendale ad uso promiscuo è un veicolo concesso al dipendente per un uso misto, ossia per il lavoro e la vita privata.

Il lavoratore può, infatti, utilizzare il veicolo anche nel tempo libero, ad esempio per spostamenti familiari o viaggi personali. Questo benefit rientra tra i compensi in natura e concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente secondo l’art. 51 del TUIR, con effetti in busta paga sul piano fiscale e contributivo.

Differenza tra uso promiscuo, uso esclusivo e «auto in pool»

Per sapere se un’auto rientra nell’uso promiscuo, è utile confrontarla con le altre tipologie previste per le imprese:

  • Uso esclusivo aziendale, l’auto è utilizzabile solo per attività lavorative e durante l’orario di lavoro. Nessun uso personale è consentito.
  • Auto in pool, il veicolo è condiviso tra più dipendenti ed è utilizzabile su prenotazione solo per esigenze di servizio.

Nel caso di uso promiscuo, invece, l’auto è assegnata a un singolo dipendente che può usarla liberamente anche fuori dall’orario di lavoro.

Chi può guidare l'auto (familiari) e quando serve l’autorizzazione scritta?

Anche i familiari possono guidare l’auto aziendale a uso promiscuo, purché l’utilizzo sia autorizzato dall’azienda e coerente con la copertura assicurativa prevista. Senza autorizzazione, infatti, possono sorgere problemi in caso di incidenti o multe.

Scopri il nostro conto business

Tassazione 2026 del fringe benefit auto aziendale ad uso promiscuo: percentuali, formule e casi particolari

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 48), applicabile dal 2025 e in vigore anche nel 2026, il valore di questo fringe benefit, per i veicoli assegnati a partire dal 2025, non si basa più sulle precedenti fasce di emissione di CO₂, ma su un sistema semplificato con tre aliquote fisse, legate al tipo di alimentazione, che rientra tra le «Misure per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi»:

Tipo di alimentazionePercentuale tassabile
Elettrica (EV)10%
Ibrida plug-in (PHEV)20%
Altri veicoli (non elettrici né ibridi plug-in)50%

Il valore imponibile si calcola, in via ordinaria, sulla base di una percorrenza convenzionale annua di 15.000 km, secondo i valori delle Tabelle ACI 2026, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025.

Il valore del fringe benefit viene, quindi, calcolato con la seguente formula:

Costo chilometrico ACI × 15.000 km × percentuale tassabile

Periodo transitorio: fino a quando resta valido il sistema a fasce CO₂?

Per alcuni veicoli assegnati in uso promiscuo prima del 2025 continua ad applicarsi il precedente sistema basato sulle emissioni di CO₂, secondo il regime transitorio e i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate (circolare n. 10/E del 2025). L’applicazione dipende dalle date di assegnazione e consegna del veicolo, oltre che dalle condizioni contrattuali.

Rientrano nel regime transitorio anche i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e concessi in uso promiscuo tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2025: in questi casi si applicano ancora le vecchie aliquote.

Nei casi in cui si applica il regime transitorio, restano valide le seguenti percentuali:

Emissioni CO₂ (g/km)Percentuale tassabile
Fino a 6025%
61-16030%
161-19050%
Oltre 19060%

Contributo del dipendente: come riduce il valore del fringe benefit?

Se il lavoratore partecipa economicamente al costo dell’auto aziendale ad uso promiscuo, ad esempio con una trattenuta mensile o rimborsando parte delle spese, il valore del fringe benefit si riduce fino a concorrenza del valore convenzionale, a condizione che il contributo sia documentato e tracciabile.

Esempio: se il benefit è di 125 € al mese e il lavoratore versa 30 €, l’importo tassabile scende a 95 €.

Il contributo dev’essere documentato e tracciabile, altrimenti non è detraibile dal valore del fringe benefit.

Auto aziendale ad uso promiscuo in busta paga: alcuni esempi pratici

Ipotizziamo tre auto aziendali con un costo chilometrico ACI medio in base alle tabelle ACI 2026 e una percorrenza annua di 15.000 km:

Tipo di autoModello esempioCosto ACI/km% fringe 2026Valore annuoImporto mensile
TermicaAudi A4 2.0 TDI0,5449 €50%4.086,75 €340,56 €
Ibrida plug-inBMW Serie 3 PHEV0,7662 €20%2.298,60 €191,55 €
ElettricaTesla Model 30,4740 €10%711 €59,25 €

Come evidenziato, l’impatto fiscale è molto più contenuto per le auto a basse emissioni.

Effetti su IRPEF e contributi

Il valore mensile del fringe benefit:

  • Si somma allo stipendio lordo, aumentando IRPEF e contributi.
  • Si applica solo per i mesi effettivi di utilizzo, anche in modo parziale (es. assegnazione dal 10 gennaio).
  • Può restare fiscalmente irrilevante se il valore annuo non supera le soglie di 1.000 € o di 2.000 € (per chi ha figli a carico), previste per il triennio 2025-2027 dalla Legge di Bilancio 2025, tenendo conto del valore complessivo degli altri eventuali fringe benefit concessi.

Domande frequenti poste agli HR

Chi gestisce paghe e contratti si trova spesso a rispondere a dubbi pratici sull’auto aziendale ad uso promiscuo. Ecco i più comuni:

  • Il fringe benefit si calcola anche per un solo giorno? Sì. In caso di assegnazione per una frazione di mese, il trattamento in busta paga richiede un ricalcolo proporzionale o un conguaglio secondo le prassi aziendali.
  • Cosa succede in caso di cessazione del rapporto di lavoro? Il fringe benefit si calcola fino al mese della cessazione. Eventuali differenze vengono aggiustate nel conguaglio di fine rapporto.
  • Serve un conguaglio a fine anno? Sì, soprattutto se l’auto non è stata assegnata per tutti i 12 mesi o se il dipendente ha versato un contributo personale. In quel caso, l’importo va ricalcolato e rettificato.
Scopri il servizio di fatturazione gratuito

Deducibilità dei costi e IVA per l’auto aziendale ad uso promiscuo: quando 20% e quando 70%?

La deducibilità dell'auto aziendale ad uso promiscuo al 70%, in base al TUIR, si applica se:

  • l’auto è assegnata a un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta
  • l’uso è anche personale e al di fuori dell’orario di lavoro
  • l’assegnazione è documentata per iscritto
  • l’uso è coerente con le mansioni svolte

La percentuale si applica, in generale, ai costi relativi al veicolo, come acquisto, leasing, carburante e manutenzione.

Deducibilità al 20%, 100% per beni strumentali e 80% per agenti: limiti e regole

Se l’auto non è concessa ad uso promiscuo, la deducibilità si riduce al 20%, come nel caso di veicoli aziendali a uso generico o condiviso.

Fanno eccezione due categorie:

  • i veicoli strumentali all’attività d’impresa (es. taxi, auto per trasporto merci) con deducibilità al 100%
  • gli agenti e i rappresentanti con deducibilità all’80%

In tutti i casi, i costi sono deducibili fino a un massimo di 18.075,99 €, che sale a 25.822,84 € per gli agenti di commercio.

IVA al 40% sulle spese di acquisto, uso e manutenzione dell’auto aziendale

In via generale, l’IVA sulle auto aziendali ad uso promiscuo è detraibile al 40%, sia per l’acquisto che per le spese di gestione (leasing, carburante, ricariche, manutenzione, noleggi brevi).

La detrazione è ammessa se le fatture sono intestate all’azienda e l’utilizzo del veicolo è coerente con l’attività d’impresa e adeguatamente documentato.

Assegnazione e autorizzazioni per l’uso promiscuo dell’auto aziendale

La lettera di assegnazione ufficializza l’uso dell’auto aziendale da parte del dipendente. Va firmata da entrambe le parti e deve indicare:

  • uso previsto (lavoro e vita privata)
  • eventuali contributi da parte del dipendente
  • autorizzazione ai familiari, se ammessa
  • regole per danni, sinistri e multe
  • eventuale presenza di GPS o controlli telematici, nel rispetto della normativa privacy e dello Statuto dei lavoratori
  • modalità di restituzione (data, dotazioni, carburante)

Car policy aziendale: struttura, contenuti minimi e regole pratiche

Oltre ai singoli documenti, è utile predisporre una car policy aziendale, ossia un regolamento che definisce i criteri di assegnazione, le modalità d'uso del veicolo, la politica per i rifornimenti, la gestione delle multe e della manutenzione, l'utilizzo di dispositivi GPS e le modalità di restituzione.

Una policy chiara evita malintesi e semplifica la gestione dell’auto aziendale ad uso promiscuo.

Scopri di più su Finom

Restituzione e revoca dell’auto aziendale ad uso promiscuo

La restituzione dell’auto aziendale a uso promiscuo può avvenire in caso di:

  • fine rapporto (dimissioni, pensione, licenziamento)
  • cambio di ruolo senza benefit auto
  • revoca per esigenze organizzative, nei limiti previsti dagli accordi contrattuali o dalla car policy aziendale
  • violazioni della car policy

È sempre meglio comunicare la revoca con un preavviso scritto e indicare la data nonché la modalità di riconsegna.

Verbale di riconsegna dell’auto aziendale

La riconsegna dell’auto va formalizzata con un verbale firmato che riporti:

  • data e ora
  • chilometraggio
  • carburante/ricarica residui
  • stato del veicolo e dotazioni
  • restituzione di chiavi e carte carburante

Eventuali danni o mancanze vanno annotate e, se previsto dagli accordi e nel rispetto della normativa vigente, possono essere addebitate al dipendente.

Modelli di lettere per restituzione e revoca dell’auto

Ecco due brevi esempi di lettere, facilmente personalizzabili, per la restituzione o revoca dell’auto aziendale ad uso promiscuo:

Lettera di revoca dell’auto aziendale

[Nome Azienda]

[Indirizzo Azienda]

[Luogo], [Data]

Al Sig./Sig.ra [Nome Dipendente]

Oggetto: Revoca dell’assegnazione dell’automobile aziendale

Con la presente La informiamo che, a partire dal giorno **[data effettiva]**, viene revocata la concessione dell’auto aziendale modello **[marca/modello]**, targa **[…]**, assegnataLe in uso promiscuo in data **[data assegnazione]**.

La invitiamo a restituire il veicolo presso la nostra sede **[indirizzo]** entro il **[termine indicato]**, con condizioni e modalità conformi al verbale di riconsegna previsto.

Cordiali saluti,

________________________

Firma del datore di lavoro

______________________

Firma del dipendente

Lettera di riconsegna volontaria da parte del dipendente

[Nome Dipendente]

[Indirizzo Dipendente]

[Luogo], [Data]

Alla cortese attenzione di

[Nome Azienda]

[Reparto/Responsabile Auto]

Oggetto: Restituzione volontaria dell’auto aziendale

Con la presente, io sottoscritto/a **[Nome Dipendente]**, autorizzato all’uso promiscuo del veicolo **[marca/modello], targa […]**, consegno volontariamente l’auto in data **[data consegna]**, presso la sede aziendale **[indirizzo]**.

Sono consapevole che eventuali danni, mancata manutenzione o dotazioni incomplete verranno valutati e gestiti secondo la car policy aziendale.

Distinti saluti,

_____________________

Firma del dipendente

L’auto aziendale ad uso promiscuo conviene? Confronti e casi d’uso

L’auto aziendale ad uso promiscuo è una formula comoda e molto apprezzata, ma non sempre è la scelta più conveniente per aziende e dipendenti.

Auto aziendale ad uso promiscuo vs rimborso chilometrico

Una delle alternative più diffuse è il rimborso chilometrico, con cui il dipendente usa un’auto propria e l’azienda rimborsa i km percorsi per lavoro, sulla base delle tariffe ACI.

Vantaggi del rimborso per l’aziendaVantaggi dell’auto aziendale per il dipendente
  • Nessun fringe benefit da gestire in busta paga
  • Nessun costo diretto per il veicolo, l’assicurazione o la manutenzione
  • Maggiore flessibilità amministrativa
  • Nessun investimento iniziale o spesa per l’acquisto
  • Uso anche personale del mezzo, inclusi weekend e vacanze
  • Comfort e prestazioni spesso superiori alla media.

Esempio: per 15.000 km annui, un rimborso ACI può costare all’azienda circa 7.800-8.500 € lordi, basato su un’auto come la Volkswagen Passat 2.0 TDI, con un costo chilometrico compreso tra circa 0,52 e 0,57 €/km secondo le tabelle ACI 2026 (15.000 × ~0,55 €). 

Con un’auto aziendale a uso promiscuo elettrica, invece, il valore imponibile per il dipendente può risultare molto più contenuto, mentre il costo complessivo per l’azienda dipende da diversi fattori (acquisto, noleggio, gestione e fiscalità). Ad esempio, per un modello come la Citroën ë-C3 elettrica (0,3295 €/km), il valore imponibile annuo per il dipendente può scendere in modo significativo (circa 494 €).

Leasing vs noleggio a lungo termine per auto ad uso promiscuo

La scelta tra leasing finanziario e noleggio a lungo termine (NLT) incide non solo sul piano operativo, ma anche su quello fiscale e contabile.

AspettoLeasingNoleggio lungo termine
Proprietà finaleL’auto diventa di proprietàL’auto resta di proprietà della società di noleggio
Durata tipica36-60 mesi24-48 mesi
Gestione operativaA carico dell’aziendaInclusa nel canone
Costi imprevistiMaggiori (manutenzione, sinistri)Ridotti (canone fisso tutto incluso)
BilancioL’auto va iscritta a cespiteIl costo rientra tra i servizi (OPEX)

Per l’uso promiscuo, il noleggio spesso si rivela più pratico e prevedibile, soprattutto se il canone comprende anche la gestione carburante/ricariche e la parte assicurativa.

Indicatori chiave per l’azienda: TCO, emissioni, retention e rischi

Per valutare se l’auto aziendale ad uso promiscuo conviene davvero, l’azienda dovrebbe guardare oltre il costo iniziale. Tra gli indicatori più utili troviamo:

  • TCO (Total Cost of Ownership), il quale misura il costo totale dell’auto, includendo acquisto/noleggio, manutenzione, carburante, fringe benefit e gestione amministrativa.
  • Emissioni, in quanto i veicoli elettrici o plug-in aiutano a ridurre l’impatto ambientale e migliorano l’immagine ESG dell’azienda.
  • Retention, poiché un’auto aziendale è spesso percepita come un benefit importante e può contribuire a trattenere delle figure chiave.
  • Rischi, multe, incidenti o usi impropri, i quali vanno gestiti con policy chiare e sistemi di controllo (GPS, controlli telematici).

Valutare questi aspetti aiuta a prendere decisioni più strategiche, in linea con gli obiettivi aziendali di efficienza, sostenibilità e welfare.

FAQ

I familiari possono guidare l’auto aziendale ad uso promiscuo? È necessaria un’autorizzazione scritta da parte dell’azienda?

Sì, purché l’utilizzo sia autorizzato dall’azienda e coerente con la copertura assicurativa prevista.

Come si calcola il valore del fringe benefit dell’auto aziendale in busta paga mese per mese nel 2026?

Nel 2026 si calcola, in via ordinaria, mediante la formula: costo ACI/km × 15.000 km × percentuale in base all’alimentazione (10%, 20% o 50%), poi si divide per 12 per ottenere il valore mensile in busta paga. Le percentuali sono confermate dalla normativa vigente per il triennio 2025-2027.

Se il dipendente partecipa al costo dell’auto con una trattenuta in busta paga, il valore del fringe benefit si riduce?

Sì, il valore del fringe si riduce, fino a concorrenza del valore convenzionale, della quota versata dal dipendente, purché sia documentata e tracciabile.

In quali casi l’azienda può dedurre al 70% i costi di un’auto aziendale concessa ad uso promiscuo?

Quando l’auto è assegnata a un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta, usata anche per scopi personali e l’assegnazione è documentata per iscritto.

L’IVA detraibile al 40% per le auto aziendali si applica anche alle spese di manutenzione e noleggio?

In via generale, l’IVA è detraibile al 40% anche su manutenzione, riparazioni e noleggi brevi, se le fatture sono intestate all’azienda.

Cosa succede se il dipendente deve restituire l’auto aziendale prima della scadenza o se l’auto presenta danni al momento della riconsegna?

La restituzione anticipata va formalizzata. Eventuali danni o mancanze rilevati nel verbale possono essere addebitati al dipendente, se previsto dagli accordi e nel rispetto della normativa vigente.

Come devono essere gestite multe, pedaggi e altre spese accessorie legate all’uso promiscuo dell’auto aziendale?

Dipende dalla car policy: di solito multe e pedaggi personali sono a carico del dipendente, ma vanno sempre gestiti con tracciabilità.

Leggi gli altri articoli:

Ultimi articoli