Le ENPAM Quota A e B sono due contributi obbligatori per i professionisti della sanità che determinano il pagamento della pensione.

Contenuti

In questo articolo scoprirai come iscriverti all'Enpam, come calcolare i contributi in base al tuo reddito e alle tue caratteristiche personali e quali sono le agevolazioni disponibili per ridurre il tuo impatto fiscale. Che tu sia un libero professionista giovane o uno esperto, ti forniremo gli strumenti necessari per gestire al meglio la tua posizione contributiva e pianificare il tuo futuro previdenziale.

Cos’è l’ENPAM e chi deve iscriversi?

L’ENPAM, ovvero l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, si occupa della gestione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali per tutti i medici e gli odontoiatri in Italia.

Ma cos’è esattamente, chi può iscriversi, come fare e quando è possibile usufruire di costi deducibili per ridurre il carico fiscale?

Che cos’è l’ENPAM?

L’ENPAM è un ente che opera sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dell'Economia e delle Finanze, con lo scopo di garantire la sicurezza economica e il benessere lavorativo a tutti i medici e gli odontoiatri, attraverso la gestione dei fondi pensionistici e assistenziali.

Le prestazioni offerte dall’ENPAM sono molte, e includono: le pensioni di vecchiaia, le pensioni di invalidità, le pensioni di reversibilità, i sussidi per malattia, i sussidi per maternità e la riduzione dell’impatto fiscale tramite pagamento dell’IRPEF. Generalmente, l’ente è finanziato dai contributi versati dagli iscritti, obbligatori per i medici e gli odontoiatri che operano in Italia. 

Chi è obbligato all’iscrizione?

Che sia in ambito pubblico o in ambito privato, l'iscrizione all’ENPAM è obbligatoria per tutti i medici e gli odontoiatri che esercitano la loro professione in Italia. Quindi, è obbligatorio che si iscrivano i medici di medicina generale, i medici specialisti, i medici ospedalieri, i medici liberi professionisti e tutti gli odontoiatri. Inoltre, l’iscrizione è obbligatoria anche per tutti i medici che operano in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

L’iscrizione viene fatta in modo da garantire la copertura previdenziale e assistenziale, ed è un requisito fondamentale per poter operare la professione del medico o dell’odontoiatra in Italia, perché permette agli specialisti di ottenere l’abilitazione professionale e di essere inseriti negli albi professionali. 

Come iscriversi all’ENPAM?

Per iscriversi all’ENPAM, è necessario seguire una procedura specifica e presentare determinati documenti obbligatori.

Ecco una tabella con i passaggi e i documenti necessari:

PASSAGGIO DESCRIZIONE DOCUMENTI NECESSARI
1: Registrazione onlineAccedere al sito ufficiale dell'ENPAM e registrarsi come nuovo utente.Un qualsiasi documento di identità e il codice fiscale. 
2: Compilazione del modulo di iscrizioneCompila il modulo di iscrizione disponibile direttamente sul sito.Modulo di iscrizione già compilato con nome, cognome, data di nascita, nome utente, numero di cellulare, indirizzo e-mail, codice PEC, certificato di laurea e certificato di abilitazione professionale. 
3: Invio della documentazioneInviare tutta la documentazione necessaria tramite posta, oppure tramite PEC (Posta Elettronica Certificata).Tutti i documenti che vengono richiesti nel modulo di iscrizione, quindi un documento di identità e il codice fiscale.
4: Conferma dell’iscrizioneInfine, aspettare la conferma dell’iscrizione da parte dell’ENPAM, per poi ottenere il numero di matricola.Non c’è bisogno di alcun documento aggiuntivo, perché rimane solo da confermare l’iscrizione.

Contributi ENPAM: Quota A e Quota B

I contributi che vengono versati all’ENPAM sono divisi in due categorie principali:

  • Quota A: un contributo fisso annuale obbligatorio per tutti i professionisti iscritti all’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri.
  • Quota B: un contributo proporzionale ai redditi da libera professione e che quindi varia in base all'ammontare dei guadagni che avvengono annualmente.

I contributi in Quota A e Quota B presentano differenze significative. Vediamo insieme le caratteristiche di ciascuna quota per capire meglio come funziona il sistema contributivo e identificare quale delle due si applica al tuo caso.

Quota A ENPAM 2025: importi e caratteristiche

La Quota A è un contributo fisso annuale, obbligatorio per tutti i medici e odontoiatri iscritti all’ENPAM. Il suo versamento è essenziale per garantire la copertura previdenziale e assistenziale offerta dall’ente, a prescindere dal reddito prodotto attraverso l’attività professionale.

Per quanto riguarda il 2025, gli importi da versare sono stati decisi in base all’età degli iscritti, ma sono soggetti a rivalutazione annuale in base alle decisioni del Consiglio di Amministrazione dell’ENPAM e ai cambiamenti legati al costo della vita.

La Quota A copre numerosi benefici, tra cui la pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità e l’indennità di malattia e maternità. Fornisce dunque un sostegno economico in caso di eventi imprevisti — come malattie o infortuni — che potrebbero compromettere la capacità di lavorare. In questo modo, il professionista è tutelato dal rischio di perdere il proprio reddito e può contare su una solida rete di sicurezza per il futuro.

Contributo fisso annuale

Il contributo fisso annuale è una somma prestabilita che ogni iscritto all’ENPAM è tenuto a versare, indipendentemente dal proprio reddito.

Per il 2025, l’importo è stato suddiviso in base all’età dell’iscritto nel seguente modo:

FASCIA DI ETÀIMPORTO (ALL’ANNO)
Per tutti gli studenti € 145,81
Fino a 30 anni€ 261,61
Da 30 fino a 35 anni€ 566
Da 35 fino a 40 anni€ 1.062,12 
Da 40 anni fino all’età pensionabile per la Quota A€ 1.961,56
Iscritti oltre i 40 anni ammessi a contribuzione ridotta (solo gli iscritti prima del 31 dicembre 1989, perché dal 1990 non si può più chiedere la contribuzione ridotta)€ 1.062,12 

A questa somma va aggiunto anche un contributo annuale di € 95,54, destinato alla copertura di maternità, adozione e interruzione di gravidanza.

Quota B ENPAM 2025: importi e caratteristiche 

Per i liberi professionisti iscritti all’ENPAM, la Quota B è un contributo obbligatorio calcolato tramite il Modello D. Si tratta di un contributo proporzionale al reddito derivante dalla libera professione, applicato alla parte di reddito che eccede la soglia già coperta dalla Quota A.

Il calcolo avviene in base a scaglioni di reddito, con un’aliquota ordinaria del 19,5% e un’aliquota ridotta all’1% per i redditi che superano un determinato importo.

Contributo proporzionale ai redditi da libera professione

Il contributo proporzionale ai redditi da libera professione è una somma che ogni libero professionista iscritto all’ENPAM deve versare in base ai propri guadagni. La Quota B varia in base agli anni di iscrizione e al reddito annuale.

L’ENPAM ha diviso, per il 2025, tale quota nel seguente modo:

CHIQUANTO
Liberi professionistiAliquota intera (19,50% fino a €140.000,00)
Iscritti al fondo della medicina ENPAMAliquota intera (19,50%) e metà aliquota (9,75%)
Tirocinanti in medicinaAliquota intera (19,50%) e aliquota ridotta (2%)
Medici, specializzandi e dottorandi che hanno svolto attività intramoeniaAliquota intera (19,50%) e aliquota ridotta (2%)
Iscritti INPS senza redditi da attività intramoeniaAliquota intera (19,50%) e metà aliquota (9,75%)
Pensionati del Fondo di previdenza generaleAliquota intera (19,50%) e metà aliquota (9,75%)
Non pensionati del Fondo di previdenza generaleAliquota intera (19,50%) e metà aliquota (9,75%)

Calcolo della ENPAM Quota B nel Regime Forfettario

Nel regime forfettario, la Quota B viene calcolata applicando il coefficiente di redditività al reddito lordo dichiarato dal professionista. Questo coefficiente varia in base alla natura dell’attività svolta e serve a determinare la quota di reddito imponibile su cui verrà applicata l’aliquota contributiva.

Vediamo come funziona nel dettaglio e come incide sul calcolo finale del contributo.

Applicazione del coefficiente di redditività con esempi pratici

Ecco due esempi pratici che dimostrano come viene calcolato questo coefficiente:

Esempio 1: 

  • Reddito lordo annuo: €30.000
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Reddito imponibile: €30.000 x 78% = €23.400
  • Quota B: €23.400 x 19,50% = €4.563

Esempio 2:

  • Reddito lordo annuo: €50.000
  • Coefficiente di redditività: 67%
  • Reddito imponibile: €50.000 x 67% = €33.500
  • Quota B: €33.500 x 19,50% = €6.352,50

Esenzioni e riduzioni

Esistono alcune agevolazioni previste dall’ENPAM per aiutare i giovani professionisti e chi ha altre coperture previdenziali, in modo tale da sostenere l’inclusione e la sostenibilità previdenziale.

Agevolazioni per giovani professionisti e chi ha altre coperture previdenziali

Ci sono due categorie importanti per i giovani professionisti e due per chi ha altre coperture previdenziali. Vediamole insieme.

Agevolazioni per giovani professionisti:

  • Sconti per i contributi: per i giovani professionisti iscritti all’ENPAM ci sono sconti importanti sui contributi di Quota A e Quota B durante i primi anni di attività.
  • Aliquote ridotte: questa agevolazione è per i giovani appena iscritti all’ENPAM e consiste nel ridurre per un determinato periodo le aliquote contributive al fine di alleggerire il loro carico fiscale.

Esenzioni per chi ha altre coperture previdenziali:

  • Quota B ridotta: esenzione per i professionisti che sono già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, permettendo loro una riduzione dell’aliquota dal 19,50% al 9,50%.
  • Esenzioni parziali o totali: in caso di difficoltà economiche o minor attività professionale, sarà possibile richiedere delle esenzioni parziali o totali della Quota B.

Quando e come versare i contributi ENPAM

Pagare i contributi ENPAM è importante per poter garantire la copertura previdenziale e assistenziale dei professionisti iscritti all’ente.

L’ENPAM mette a disposizione vari metodi di pagamento per poter versare i contributi, agevolare i professionisti ed evitare sanzioni e interessi di mora. Tra le opzioni di pagamento ci sono PagoPA e domiciliazione bancaria, ma c’è anche la possibilità di pagare a rate per rendere più facile la gestione dei contributi.

Scadenze per il pagamento dei contributi 2025

Al fine di evitare sanzioni e interessi di mora, è importante sapere le scadenze per il pagamento dei contributi ENPAM nel 2025. Vediamo le date per la Quota A e la Quota B.

Date principali per ENPAM Quota A e Quota B

Date principali per le scadenze della Quota A:

  • Pagamento unico: la scadenza è prevista per il 30 aprile.
  • Pagamento in quattro rate: 30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre.
  • Pagamento in otto rate: 30 aprile, 31 maggio, 30 giugno, 31 luglio, 31 agosto, 30 settembre, 31 ottobre, 30 novembre.

Date principali per le scadenze della Quota B:

  • Unico pagamento: la scadenza è prevista per il 31 ottobre.
  • Pagamento in due rate: 31 ottobre, 31 dicembre.
  • Pagamento in cinque rate: 31 ottobre, 31 dicembre, 28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno.
  • Pagamento in nove rate: 31 ottobre, 30 novembre, 31 dicembre, 31 gennaio, 28 febbraio, 31 marzo, 30 aprile, 31 maggio, 30 giugno.

Modalità di pagamento

L’ENPAM mette a disposizione dei suoi clienti professionisti vari tipi di pagamento, tra cui PagoPA, domiciliazione bancaria e opzioni rateizzate.

Vediamo nel dettaglio come funzionano questi metodi di pagamento:

PagoPA

PagoPA è un sistema di pagamento pubblico che permette di pagare in modo sicuro e tracciabile. I bollettini si possono scaricare dall’area riservata del sito ENPAM e possono essere pagati negli uffici postali, tabacchi o mediante home banking.

Domiciliazione bancaria 

Con questo metodo sarà possibile addebitare i contributi in modo automatico sul conto corrente bancario. Ricorda che è necessario attivare la domiciliazione bancaria entro il 31 marzo per il 2025.

Opzioni rateizzate

Con questa opzione sarà possibile richiedere di effettuare i pagamenti in quattro o otto rate per la Quota A e in due, cinque o nove rate per la quota B.

Cosa succede in caso di ritardo o mancato pagamento?

Esistono sanzioni e interessi di mora in caso di ritardi o mancati pagamenti dei contributi ENPAM. Le sanzioni vengono calcolate basandosi sulla durata del ritardo e potrebbero imporre un aumento serio all’importo che doveva essere pagato. Gli interessi di mora, invece, sono una percentuale che viene aggiunta e applicata al debito che non è stato pagato, che cresce in base al passare del tempo.

Sappi che il mancato pagamento dei tuoi contributi può portare a una perdita temporanea, ma comunque importante, di alcuni diritti previdenziali e assistenziali.

Sanzioni e interessi di mora

In caso di ritardo nel pagamento dei contributi ENPAM, vengono applicate sanzioni e interessi di mora. Ecco i dettagli:

  • Ritardo entro 90 giorni: sanzione pari all’1% del contributo dovuto per ogni mese o frazione di mese di ritardo.
  • Ritardo oltre 90 giorni: la sanzione è calcolata in base ai giorni o mesi di ritardo ed è pari al tasso di riferimento maggiorato di 3 punti percentuali.
  • Interessi di mora: scattano se il pagamento non viene effettuato entro 60 giorni dalla notifica dell’importo dovuto.

Oltre alle penalità economiche, il mancato versamento dei contributi può comportare la sospensione dei diritti previdenziali, inclusi l’accesso alle prestazioni assistenziali o alla pensione.

Ciò significa che, fino alla regolarizzazione del debito, potresti non poter usufruire di benefici fondamentali come l’assistenza sanitaria integrativa o i sussidi per incapacità lavorativa.

Per evitare situazioni critiche, è fondamentale:

  • Monitorare le scadenze dei pagamenti.
  • Contattare l’ENPAM in caso di difficoltà economiche, per valutare opzioni come la rateizzazione del debito.
  • Richiedere assistenza per il calcolo degli importi dovuti o la pianificazione dei versamenti.

Ricorda: mantenere i contributi in regola non solo ti protegge da sanzioni, ma ti assicura una copertura previdenziale piena e continua per il tuo futuro professionale.

ENPAM Quota A e B: Agevolazioni ed esoneri

In modo tale da sostenere i professionisti iscritti all’ente, l’ENPAM offre sia agevolazioni che esoneri. Con queste misure, l’ente mira a rendere il suo sistema contributivo più equo e gestibile, soprattutto per aiutare i giovani medici e tutti i soggetti che hanno altre coperture previdenziali. 

Vediamo in cosa consistono queste misure.

Chi può ottenere l’esonero dalla ENPAM Quota B?

L’esonero della Quota B è destinato a varie categorie di professionisti. Ecco quali:

  • Medici e odontoiatri con qualifica professionale estera: i professionisti che esercitano in Italia senza essere iscritti all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, in quanto in possesso di una qualifica ottenuta all’estero, possono beneficiare dell’esonero dalla Quota B.
  • Professionisti con doppia iscrizione previdenziale: i medici obbligati a versare i loro contributi previdenziali a un altro ente possono richiedere l’esonero parziale o totale dalla Quota B.
  • Medici pensionati: i medici che sono andati in pensione nel corso dell’anno possono usufruire di un esonero parziale dalla Quota B, calcolato in base ai mesi di attività svolta.

Riduzioni per giovani medici e altre categorie

L’ENPAM prevede anche riduzioni delle aliquote contributive per incentivare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e sostenere anche altre categorie di lavoratori professionisti. Vediamo quali:

  • Giovani medici: chi frequenta corsi di specializzazione e i neo-laureati possono usufruire di aliquote contributive ridotte per i loro primi anni di attività.
  • Medici con attività intramoenia: i medici che svolgono la loro attività all’interno delle strutture del SSN possono richiedere una riduzione dell’aliquota contributiva.
  • Riduzioni per difficoltà economiche: chi è temporaneamente in difficoltà economica o ha una attività professionale poco profittevole, può richiedere riduzioni delle aliquote o esoneri parziali.

Prestazioni ENPAM legate ai contributi di Quota A e B

L’ENPAM mette a disposizione dei suoi clienti delle prestazioni previdenziali e assistenziali collegate ai contributi che vengono versati dagli iscritti all’ente. Questi benefici variano in base alla Quota A e Quota B.

Pensione di ENPAM Quota A: Prestazioni correlate

Questa pensione di Quota A è basata sui contributi obbligatori che vengono versati da medici e odontoiatri. Con questa pensione verrà garantito un assegno previdenziale che non dipendente dall’attività svolta e che viene calcolato seguendo i criteri del regolamento dell’ente.

Calcolo e importo stimato

Il calcolo avviene basandosi su un sistema di punti, con il montante pensionistico che cresce con ogni anno di contribuzione. Il valore del punto cambia basandosi sull’anno di riferimento e il coefficiente di rivalutazione che viene applicato.

Pensione di ENPAM Quota B

La pensione di Quota B riguarda, invece, i contributi che vengono versati in modo proporzionale al reddito professionale dichiarato. Questa forma previdenziale è riservata ai liberi professionisti e permette di avere un trattamento pensionistico che viene misurato con i guadagni effettivi.

Benefici derivanti dai versamenti proporzionali

I contributi della Quota B permettono di incrementare in modo significativo l’importo della pensione finale, perché le somme versate vengono convertite in un aumento del montante contributivo. Inoltre, questa pensione beneficia di una rivalutazione annua basata sui rendimenti del fondo ENPAM.

Altri benefici offerti dall’Enpam

Ci sono altri benefici che l’ENPAM offre ai suoi clienti, tra cui:

  • Assistenza sanitaria: include le coperture integrative per le prestazioni mediche, per i ricoveri e per le terapie.
  • Sussidi: contributi economici riservati a specifiche situazioni difficili, come la malattia o un infortunio.
  • Mutui agevolati: finanziamenti con tassi vantaggiosi per comprare la prima casa o per esigenze a livello professionale.

ENPAM Quota A e B: Novità per il 2025

Per quanto riguarda le novità per il 2025, l’ENPAM ha intenzione di apportare modifiche per migliorare la sostenibilità del sistema previdenziale e fornire più supporto ai professionisti. Queste novità riguardano le aliquote, le modalità di calcolo dei contributi e gli aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo.

Modifiche alle aliquote e ai contributi

Per la Quota A, i contributi minimi che devono essere versati obbligatoriamente, vengono rivalutati annualmente in base al 100% dell’incremento percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, con un’ulteriore maggiorazione di tre punti percentuali. 

Per la Quota B, invece, i contributi previdenziali vengono calcolati in percentuale sul reddito professionale netto. Tali contributi si possono pagare i contributi di Quota B tutti in un’unica soluzione o a rate.

Confronto con il 2024 e impatti economici

Rispetto al 2024, i contributi minimi per la Quota A sono aumentati del 3,8% per il 2025. Questo incremento ha sicuramente un impatto economico significativo per gli iscritti, in particolare per i più giovani, poiché comporta un aumento rilevante dell’onere contributivo. Tuttavia, tale adeguamento è finalizzato a garantire maggiore sostenibilità del sistema previdenziale a lungo termine.

Aggiornamenti sui coefficienti di trasformazione

A partire dall’inizio del 2025, i coefficienti di trasformazione sono stati aggiornati, determinando una riduzione di quasi del 2% degli assegni pensionistici rispetto al 2024. Questi coefficienti, soggetti a revisione biennale, variano in base all’età del pensionato e sono influenzati dall’andamento del PIL e dalla speranza di vita.

Consigli pratici su ENPAM Quota A e B per medici e odontoiatri

I consigli per il 2025 includono:

  • Monitorare costantemente la posizione contributiva;
  • Adottare strategie fiscali mirate, per ridurre l’impatto delle tasse;
  • Valutare le opportunità offerte dai contributi aggiuntivi volontari.

Questi consigli servono per ottimizzare la posizione contributiva di medici e odontoiatri e per migliorare le prospettive pensionistiche future.

Come monitorare la propria posizione contributiva

Medici e odontoiatri possono utilizzare il servizio online offerto dall’INPS per controllare la propria posizione contributiva. Dopo aver effettuato l’accesso all’estratto conto contributivo, è possibile verificare i contributi versati nel tempo, segnalare eventuali discordanze e ottenere una stima della pensione futura. Per evitare errori e garantire la correttezza dei dati, è consigliabile controllare periodicamente questo servizio.

Come ridurre l’impatto fiscale

Per ridurre l’impatto fiscale, che comprende il pagamento dell’IRPEF, ovvero l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, e di altri oneri tributari, esistono diverse strategie utili che possono essere adottate da medici e odontoiatri. Queste strategie permettono di ottimizzare le risorse finanziarie personali e di gestire la propria fiscalità in modo più consapevole, sfruttando al meglio le opportunità di deduzione e agevolazione previste dalla normativa vigente.

Le principali strategie utili sono le seguenti:

  • Pianificazione fiscale strategica, ovvero l’organizzazione delle proprie attività economiche in modo da usufruire al meglio delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.
  • Investimenti in strumenti per il risparmio energetico, che consentono di beneficiare di sgravi fiscali per interventi di riqualificazione energetica;
  • Regimi fiscali agevolati, come il Regime Forfettario dedicato ai piccoli contribuenti, che prevede una tassazione semplificata.

Deduzioni e strategie di pianificazione

Queste deduzioni e strategie sono utili per ridurre il carico fiscale in modo efficace. Vediamo in cosa consistono:

  • Compilare correttamente la dichiarazione dei redditi, assicurandosi di sfruttare al meglio tutte le deduzioni e detrazioni fiscali previste dalla legge.
  • Investire in strumenti finanziari con agevolazioni fiscali, come i piani di previdenza complementare e altre forme di investimento agevolato;
  • Costituzione di società che hanno regimi fiscali vantaggiosi, scegliendo la forma giuridica che più si adatta alle proprie esigenze per ottimizzare la gestione fiscale.

Perché versare contributi aggiuntivi volontari

Questa opzione può essere vantaggiosa per i seguenti motivi:

  • Copertura dei periodi di inattività, permettendo di compensare i periodi di inattività e garantendo una continuità contributiva.
  • Aumento dell’importo della pensione, poiché i contributi volontari incrementano il montante contributivo, consentendo di ottenere una pensione più elevata.

Opportunità per migliorare la pensione futura

Per migliorare la futura pensione, sarà possibile sfruttare le seguenti opportunità:

  • Previdenza complementare, aderendo a fondi pensione integrativi per aumentare il proprio reddito pensionistico.
  • Contribuzione aggiuntiva, che permette di incrementare il montante contributivo.
  • Incentivi fiscali, sfruttando i vantaggi fiscali disponibili per ridurre l’impatto economico immediato.

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