Aprire una ditta individuale significa avviare un’attività in proprio in modo semplice, assumendone la piena responsabilità personale e patrimoniale. In questo articolo ti spieghiamo come aprire una ditta individuale nel modo giusto, analizzando requisiti, costi, tassazione e adempimenti periodici.
Cos’è una ditta individuale?
La ditta individuale è la forma d’impresa più semplice: ha un solo titolare, non richiede un capitale minimo né un atto costitutivo. Bisogna però tenere presente che non esiste una separazione tra il patrimonio dell’impresa e quello personale, per cui, in caso di debiti, rispondi con i tuoi beni, non solo con quelli legati all’attività.
Chi può aprirla?
Per aprire una ditta individuale basta avere la maggiore età, essere cittadino italiano o dell'UE, oppure avere un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo.
In genere non sono richiesti titoli di studio particolari, salvo per le attività regolamentate che richiedono abilitazioni specifiche o determinati requisiti professionali, come ad esempio: attività alimentari e di somministrazione, installazione d’impianti, autoriparazione, acconciatura ed estetica.
Ditta individuale e libero professionista
Se eserciti una professione intellettuale (ad esempio copywriter, grafico, sviluppatore, o consulente), non è necessario aprire una ditta individuale: è sufficiente aprire la Partita IVA come libero professionista e iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS per versare i contributi. Per le piccole attività commerciali, artigianali o agricole, invece, è in genere necessario aprire una ditta individuale e quindi iscriversi alla Camera di Commercio (con il pagamento del relativo diritto camerale annuale) e, per la gestione previdenziale, iscriversi anche alla gestione Artigiani o Commercianti.
Scopri il nostro conto businessCome aprire una ditta individuale?
Per aprire una ditta individuale basta seguire, in ordine, i seguenti passaggi:
- Scegli l’attività che vuoi svolgere e individua il codice ATECO corrispondente.
- Scegli tra il regime forfettario e quello ordinario.
- Prepara una casella PEC e la firma digitale.
- Invia la Comunicazione Unica d’Impresa per aprire la Partita IVA e, contemporaneamente, iscriverti al Registro delle Imprese, all'INPS e all'INAIL.
- Presenta la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del Comune, se richiesta per l’attività svolta.
- Apri un conto aziendale (passaggio non obbligatorio ma fortemente consigliato) per separare le spese personali da quelle della tua attività e semplificare la contabilità.
- Attiva la fatturazione elettronica.
Quanto costa aprire una ditta individuale?
Tra i costi di una ditta individuale, vanno considerate per prime le spese amministrative e professionali di avvio.
- Apertura della Partita IVA: gratuita se effettuata autonomamente presso l’Agenzia delle Entrate (Modello AA9/12).
- Iscrizione al Registro delle Imprese (presso la Camera di Commercio): 18 € (sezione speciale) o 35 € (sezione ordinaria) di diritti di segreteria, 17,50 € di bollo (escluse le imprese artigiane iscritte all'Albo Artigiani) e un diritto annuale di 53 € (sezione speciale) o 120 € (sezione ordinaria).
- SCIA: spesa obbligatoria solo per le attività che la richiedono, con diritti SUAP che variano da 0 € a 250 € a seconda del Comune.
- PEC: obbligatoria per l’iscrizione al Registro delle Imprese, da 12 € a 20 € l’anno.
- Firma digitale: obbligatoria per sottoscrivere la pratica ComUnica, ha un costo di acquisto/attivazione compreso tra 25 € e 90 € l’anno, a seconda del dispositivo.
- Commercialista: per l’apertura e la gestione delle pratiche: da 100 € a 500 €.
Quali tasse e contributi paga una ditta individuale?
Le tasse e i contributi di una ditta individuale dipendono dal regime fiscale adottato:
- Regime forfettario (ricavi fino a 85.000 €): le tasse si calcolano applicando un coefficiente di redditività al fatturato e un’aliquota agevolata del 5% o del 15%. Inoltre, non si gestisce l’IVA.
- Regime ordinario: le tasse si pagano sull’utile effettivo, in base agli scaglioni dell’IRPEF (a partire dal 23%), e si applica l’IVA sulle fatture.
Oltre alle tasse, artigiani e commercianti devono versare i contributi all’INPS (almeno 4.521,36 € all'anno per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti, calcolati sul reddito minimale di 18.808 €, riducibili del 35% in regime forfettario) e, per le attività a rischio, anche all’INAIL (variabile in base all’attività svolta e al relativo rischio).
FAQ
Quanto tempo serve per aprire una ditta individuale?
Se hai già tutti i documenti, in genere servono 2-7 giorni lavorativi: la Partita IVA si ottiene subito, mentre per l'iscrizione e la SCIA possono volerci alcuni giorni.
Posso aprire una ditta individuale se sono dipendente?
Sì, ma solo se sei un dipendente privato e il tuo contratto di lavoro non contiene clausole di esclusiva o di non concorrenza.
Il conto aziendale è obbligatorio?
No, non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato per gestire al meglio incassi e spese e per semplificare eventuali controlli fiscali.
Una ditta individuale può assumere dipendenti?
Sì, ma in questo caso devi iscriverti all’INAIL, versare i contributi all’INPS e rispettare tutti gli obblighi previsti per i datori di lavoro.
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