Il regime forfettario offre una soluzione fiscale semplificata per imprenditori e liberi professionisti. In questa guida scoprirai come funziona, i requisiti per accedervi, le regole di tassazione e il quadro normativo valido nel 2026.
Cos'è e come funziona il regime forfettario?
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato riservato alle piccole attività economiche con fatturato limitato. Questo regime è stato introdotto per semplificare la fiscalità dei piccoli imprenditori, professionisti e freelance che operano come persone fisiche.
È stato introdotto nel 2015, riuscendo a semplificare notevolmente gli obblighi fiscali per milioni di contribuenti italiani e non residenti. Nel corso degli anni sono state introdotte diverse modifiche per renderlo ancora più accessibile e vantaggioso.
Per accedere al regime forfettario è necessario rispettare specifici requisiti, tra cui un limite massimo di fatturato annuo pari a 85.000 €. Il regime è riservato esclusivamente a persone fisiche che operano in forma individuale, escludendo società, associazioni e forme societarie.
Significato e vantaggi del regime forfettario per le partite IVA
Il regime forfettario offre vantaggi concreti in diverse aree, tra cui:
- Tassazione agevolata (flat tax): le nuove attività che rispettano i requisiti previsti dalla legge beneficiano di un'aliquota ridotta del 5% per i primi cinque anni. Dal sesto anno l'aliquota sale al 15%, rimanendo comunque molto inferiore al regime ordinario.
- Esenzione IVA: le partite IVA in regime forfettario non devono addebitare IVA nelle fatture, rendendo i prezzi più competitivi per i clienti privati senza ridurre il margine del professionista. Si eliminano completamente le dichiarazioni IVA trimestrali o annuali, riducendo il rischio di errori e sanzioni e alleggerendo notevolmente il carico burocratico.
- Contabilità semplificata: non sono necessari i registri IVA, il libro giornale o gli inventari obbligatori nel regime ordinario. Per la dichiarazione dei redditi basta il modello "Redditi PF" invece dei molteplici adempimenti tradizionali, con conseguente risparmio significativo sulle spese di commercialista e sulla gestione delle fatture elettroniche.
- Contributi INPS: i contributi sono calcolati sul reddito imponibile determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività svolta, spesso inferiore al reddito reale. Inoltre, artigiani e commercianti possono beneficiare, su opzione, di una riduzione contributiva del 35%.
Come funziona il regime forfettario?
Il regime forfettario utilizza un approccio "a forfait" che presume il reddito sulla base di parametri prestabiliti dalla normativa.
Il funzionamento del regime forfettario si basa su quattro elementi principali:
- Coefficienti di redditività: L’Agenzia delle Entrate ha stabilito per ogni settore specifici coefficienti di redditività (Allegato 2 della Legge n. 145/2018), che variano dal 40% all’86% in base al codice ATECO. Tali coefficienti si applicano al fatturato per determinare il reddito imponibile.
- Costi forfettizzati: A differenza del regime ordinario, i costi operativi sono considerati forfettariamente inclusi nel coefficiente di redditività. Non è quindi prevista la deduzione analitica delle spese né la tenuta di registri dettagliati.
- Imposta sostitutiva: Il regime prevede un’unica imposta sostitutiva in luogo di IRPEF, addizionali e IRAP. Non sono previste liquidazioni periodiche né dichiarazioni IVA; l’imposta è versata con saldo e acconti secondo le scadenze fiscali ordinarie.
- Semplificazione operativa: Una volta inquadrata l’attività, è sufficiente registrare i ricavi annuali e applicare il coefficiente previsto per determinare la base imponibile, riducendo il rischio di errori e gli adempimenti amministrativi.
Differenze tra regime forfettario e regime ordinario
Ecco una tabella chiara e sintetica che confronta le principali differenze tra regime forfettario e regime ordinario:
| Caratteristica | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
| Tassazione | 15% (5% startup primi 5 anni) su imponibile forfettario | IRPEF (23%-43%) o IRES (24%) su reddito reale |
| IVA | Non si applica (senza addebito né detrazione) | Obbligatoria (debito/credito) |
| Contabilità | Semplificata (no deduzioni fiscali) | Completa (registrazione spese e ricavi) |
| Limiti di reddito | Ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui | Nessun limite |
| Contributi INPS | Calcolati su reddito forfettario, con possibile riduzione del 35% per artigiani e commercianti (su richiesta) | Aliquote standard (variano per attività) |
| Fatturazione | Elettronica B2B senza IVA | Elettronica B2B con IVA |
| Detrazione spese | No (tranne rari casi) | Sì (tutte le spese documentate) |
| Obblighi dichiarativi | Modello Redditi PF | Modello Redditi PF o 730, liquidazioni IVA, ecc. |
Requisiti e limiti per accedere al regime forfettario
Per aprire una partita IVA in regime forfettario dovete rispettare specifici requisiti pensati per riservare i benefici fiscali alle piccole attività economiche e ai professionisti con volumi d'affari contenuti.
Requisiti di accesso
Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arte o professione. Per potervi accedere, nell’anno precedente è necessario:
- Ricavi e compensi: massimo 85.000 euro (Legge 29 dicembre 2022, n. 197, Art. 1, comma 54) lordi annui (somma totale se svolgete più attività).
- Spese per personale: massimo 20.000 euro lordi per dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio (Legge 23 dicembre 2014, n. 190, Art. 1, comma 54).
Possono accedere al regime tutti i professionisti, compresi quelli iscritti ad albi e ordini (avvocati, architetti, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.). È necessario essere residenti in Italia o, se residenti in UE/Spazio Economico Europeo, produrre almeno il 75% del reddito in Italia.
Cause di esclusione
Alcune situazioni comportano l'esclusione automatica dal regime forfettario, indipendentemente dal rispetto dei limiti economici:
Superamento limiti di fatturato:
- Ricavi 85.000 - 100.000 euro: esclusione dall'anno successivo;
- Ricavi oltre 100.000 euro: esclusione immediata con obbligo IVA sulle operazioni che causano lo sforamento (Legge 29 dicembre 2022, n. 197, Art. 1, comma 54).
- Se si percepiscono redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro lordi, non si può accedere al regime. Il limite sui redditi da lavoro dipendente non si applica in caso di cessazione del rapporto di lavoro nell'anno precedente, purché non abbiate percepito altri redditi da lavoro dipendente o pensione nello stesso anno.
Forme giuridiche e partecipazioni escluse:
- Società di capitali (Srl, Spa) e società di persone (Snc, Sas);
- Associazioni professionali;
- Partecipazione a società di persone o controllo diretto o indiretto di SRL che esercitano attività riconducibili a quelle svolte individualmente.
Attività e situazioni specifiche:
- Compravendita prevalente di immobili o terreni edificabili;
- Applicazione di regimi IVA speciali o altri regimi forfettari;
- Attività svolta prevalentemente verso ex datori di lavoro degli ultimi due anni;
- Attività notarile e altre categorie specificamente escluse dalla normativa.
Regime forfettario: come si calcola la tassazione
Il regime forfettario è stato implementato per offrire vantaggi concreti sia in termini di riduzione del carico fiscale che di semplificazione degli adempimenti fiscali rispetto al regime ordinario. Tuttavia, per applicarlo correttamente è importante comprendere come scegliere il coefficiente di redditività appropriato per la propria attività. Ecco i nostri consigli su come calcolare le tasse nel regime forfettario.
Metodologia di calcolo dell'imposta
Come calcolare il proprio reddito imponibile e le relative imposte? Il processo segue questi precisi passaggi:
- Calcolo del reddito imponibile: partite dal fatturato annuale incassato e applicate il coefficiente di redditività del vostro codice ATECO (es. 40% per il commercio, 78% per le professioni intellettuali, 67% per servizi alla persona).
- Deduzione dei contributi INPS: dal reddito imponibile ottenuto, sottraete i contributi INPS versati nell'anno. Questi variano secondo la gestione di appartenenza. Per la Gestione Separata l'aliquota è del 26,07% del reddito imponibile. Gli artigiani e commercianti pagano contributi fissi più un'aliquota variabile. Gli artigiani e commercianti possono beneficiare, su opzione, della riduzione contributiva del 35%, da richiedere annualmente entro il 28 febbraio. Eventuali riduzioni del 50% per i nuovi iscritti si applicano solo nei casi e nei periodi espressamente previsti dalla normativa vigente. I professionisti con casse specifiche seguono le aliquote della propria cassa di appartenenza.
- Calcolo dell'imposta sostitutiva: sul reddito imponibile al netto dei contributi INPS, applicate l'aliquota del 5% per i primi 5 anni se avete una nuova attività con requisiti specifici, altrimenti del 15% per tutte le altre situazioni.
- Totale da versare: la somma di imposta sostitutiva e contributi INPS rappresenta il vostro carico fiscale complessivo annuale.
Esempio di calcolo del regime forfettario
Ecco un esempio pratico di calcolo dell'imposta nel regime forfettario per un consulente grafico freelance iscritto alla Gestione Separata INPS, con un fatturato lordo di €30.000 annui.
Il consulente svolge attività di consulenza grafica (professione intellettuale) con coefficiente di redditività del 78%, è iscritto alla Gestione Separata INPS con aliquota contributiva del 26,07% e applica il regime forfettario ordinario con aliquota del 15%.
Per calcolare le imposte e contributi da versare nel regime forfettario seguiamo questi passaggi:
- Calcolo del reddito imponibile: moltiplichiamo il fatturato per il coefficiente di redditività → €30.000 × 78% = €23.400
- Calcolo dei contributi INPS: applichiamo l'aliquota contributiva sul reddito imponibile → €23.400 × 26,07% €6.100
- Calcolo della base imponibile per imposta sostitutiva: sottraiamo i contributi INPS dal reddito imponibile → €23.400 - €6.100 = €17.300
- Calcolo dell'imposta sostitutiva: applichiamo l'aliquota del 15% sulla base imponibile → €17.300 × 15% = €2.595
- Totale imposte e contributi da versare: sommiamo imposta sostitutiva e contributi INPS → €2.595 + €6.100 = €8.695
- Calcolo del netto annuo: sottraiamo il totale dal fatturato → €30.000 - €8.695 = €21.305
Il consulente avrà quindi un netto mensile medio di €1.775 (€21.305 / 12) con un carico fiscale effettivo del 29% (€8.695 / €30.000) sul fatturato.
Questo esempio dimostra come nel regime forfettario il calcolo sia semplificato, permettendo di conoscere esattamente quanto versare basandosi solo sul fatturato e sul coefficiente di redditività della propria attività.
Adempimenti contabili nel regime forfettario
Nel regime forfettario gli adempimenti contabili sono ridotti rispetto al regime ordinario e limitati a obblighi essenziali:
- Fatturazione elettronica: obbligatoria dal 2024 per tutte le operazioni (B2B e B2C) con assolvimento virtuale dell'imposta di bollo;
- Conservazione documenti per 10 anni: tutte le fatture di acquisto e vendita, anche se le spese non sono fiscalmente deducibili;
- Registrazione dei corrispettivi: conservare scontrini e ricevute per operazioni con consumatori finali, senza obbligo di registrazione in partita doppia;
- Dichiarazione annuale: compilare il quadro LM del modello Redditi PF entro il 30 novembre per comunicare ricavi e calcolare l'imposta sostitutiva;
- Versamenti fiscali: pagare l'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per nuove attività) in due rate il 30 giugno e 30 novembre;
- Contributi INPS: calcolare e versare i contributi in base alla propria gestione previdenziale (Separata, Artigiani/Commercianti, o casse professionali).
Questa semplificazione elimina registri IVA e liquidazioni periodiche, riducendo significativamente gli adempimenti amministrativi.
Scopri il servizio di fatturazione gratuitoRegime forfettario: quadro normativo in vigore
Nel 2026 si applicano le regole del regime forfettario introdotte e consolidate nel 2025. Di seguito riepiloghiamo i principali elementi normativi attualmente in vigore.
Cambiamenti nei limiti di accesso
Dal 2025 la soglia di reddito da lavoro dipendente o pensione è stata innalzata a 35.000 euro annui, ampliando l’accesso al regime forfettario.
È stata inoltre introdotta una disciplina specifica per i contratti misti, che consente ai professionisti iscritti ad albi di mantenere il regime forfettario anche in presenza di rapporti con ex datori di lavoro, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
I limiti di fatturato restano invariati: accesso fino a 85.000 euro ed esclusione immediata oltre 100.000 euro.
Per artigiani e commercianti è confermata la riduzione contributiva del 35%, su opzione. È stata inoltre prevista una riduzione del 50% riservata ai nuovi iscritti nel 2025, applicabile per i primi 36 mesi.
Obblighi di fatturazione elettronica
Nel regime forfettario la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutte le operazioni. È ammessa l’emissione di fatture semplificate, anche per importi superiori a 400 euro, nei casi previsti dalla normativa.
Restano escluse da tali semplificazioni le cessioni intracomunitarie e le operazioni prive del requisito di territorialità. L’imposta di bollo, ove dovuta, è assolta in modalità virtuale tramite i sistemi dell’Agenzia delle Entrate.
Esclusione dal Concordato Preventivo Biennale (CPB)
A differenza di altre categorie di contribuenti, i forfettari sono stati esclusi dal Concordato Preventivo Biennale per il periodo 2025-2026. Questa esclusione è stata confermata dal decreto correttivo approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 giugno 2025, che ha terminato la sperimentazione avviata nel 2024. I forfettari devono quindi continuare a operare secondo le regole standard del regime, senza possibilità di concordare preventivamente i ricavi con l'Agenzia delle Entrate.
Come accedere o uscire dal regime forfettario
La gestione del passaggio dal regime ordinario a quello forfettario richiede particolare attenzione, poiché coinvolge aspetti fiscali, contributivi e amministrativi rilevanti. La normativa prevede procedure specifiche sia per l'adesione iniziale che per l'eventuale recesso, con tempistiche e modalità che, per evitare sanzioni o problematiche con l'Amministrazione finanziaria, è fondamentale rispettare.
Attivazione della Partita IVA forfettaria
L'apertura di una partita IVA in regime forfettario richiede una comunicazione specifica all'Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9/12, da presentare entro 30 giorni dall'inizio dell'attività utilizzando i servizi telematici.
La procedura consiste nell'indicare esplicitamente la volontà di optare per il regime forfettario nel quadro B del modello (codice regime "2"), specificare il codice ATECO corretto corrispondente alla propria attività e richiedere l'attribuzione del numero di partita IVA. I costi complessivi sono generalmente contenuti entro una soglia tra i 100 e i 150 euro, marche da bollo e onorari professionali inclusi.
Per chi è già titolare di partita IVA e rispetta i requisiti, il regime forfettario si applica automaticamente come "regime naturale" senza necessità di comunicazioni specifiche, purché nell'anno precedente siano stati rispettati tutti i limiti previsti.
Transizione al regime ordinario
L'uscita dal regime forfettario può avvenire in modo volontario o automatico e comporta importanti conseguenze fiscali: il soggetto viene automaticamente inserito nel regime ordinario con l'applicazione dell'IVA ordinaria, l'applicazione dell'IRPEF secondo gli scaglioni progressivi e l'obbligo di tenere una contabilità completa.
Ecco due possibili casistiche:
- Uscita volontaria: non è richiesta alcuna comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate. È sufficiente presentare la dichiarazione dei redditi ordinaria nell'anno in cui si intende abbandonare il regime forfettario, applicando le regole del regime ordinario;
- Uscita automatica: avviene quando si superano i limiti normativi: ricavi €85.000 - €100.000 (uscita dall'anno successivo), ricavi oltre €100.000 (uscita immediata con IVA sulle operazioni che causano lo sforamento), spese per personale oltre €20.000 o redditi da lavoro dipendente oltre €35.000 nell'anno precedente.
Una volta usciti dal regime forfettario, è necessario rispettare tutti gli obblighi del regime ordinario, inclusa la tenuta dei registri IVA, le liquidazioni periodiche e la dichiarazione dei redditi completa con tutte le relative complessità amministrative.
Scopri di più su FinomDomande Frequenti (FAQ)
Come certificare i corrispettivi nel regime forfettario?
Non è obbligatorio tenere un registro dei corrispettivi, ma devi conservare per 10 anni tutte le prove dei pagamenti: fatture, ricevute, estratti conto e movimenti POS. Le fatture elettroniche devono riportare "Regime forfettario - IVA non dovuta" e rispettare la conservazione digitale obbligatoria.
Chi deve fare la Certificazione Unica nel regime forfettario?
Come forfettario non emetti CU per la tua attività (no ritenute d'acconto), ma ricevi CU se hai altri redditi da lavoro dipendente o pensione. La CU ricevuta va utilizzata per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi nel modello Redditi PF.
Quanto si paga di INPS nel regime forfettario?
Dipende dalla gestione previdenziale:
Gestione Separata INPS
- Si paga una percentuale sul reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Non sono previsti contributi minimi fissi.
Artigiani e Commercianti:
- Si pagano:
- contributi fissi annui, dovuti anche in assenza di reddito;
- contributi aggiuntivi calcolati sul reddito che supera il minimale INPS.È possibile richiedere la riduzione contributiva del 35%.
Professionisti iscritti a casse previdenziali private
- I contributi dipendono esclusivamente dalle regole e dalle aliquote della propria cassa.
Quanti anni dura il regime forfettario?
Non esiste un limite temporale. Puoi rimanere nel regime indefinitamente purché rispetti i requisiti: fatturato sotto €85.000, spese per il personale sotto €20.000, redditi da lavoro dipendente sotto €35.000 e assenza di cause di esclusione previste dalla legge.
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