Gli errori comuni nel finanziamento aziendale spesso portano a rifiuti, ritardi o condizioni svantaggiose. Molte imprese sottovalutano i requisiti delle banche, la valutazione del merito creditizio e i tempi di istruttoria. Scopri i principali errori e come evitarli. 

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Perché le richieste di finanziamento aziendale vengono rifiutate in Italia?

Le domande di prestito aziendale vengono spesso rifiutate per mancanza di preparazione o per errori evitabili. 

Quando un’impresa richiede credito, le banche e gli intermediari finanziari (ex art. 106 TUB) effettuano un’approfondita valutazione della situazione economica e del livello di indebitamento prima di approvare la pratica. A imporre l'obbligatoria valutazione del rischio di credito prima dell'erogazione di prestiti è il Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR - Capital Requirements Regulation), che stabilisce i requisiti prudenziali per enti creditizi e intermediari. 

La valutazione si concentra su:

  • Merito creditizio (come indicato nella Circolare della Banca d'Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 sulla valutazione del merito creditizio delle imprese): la banca verifica la storia creditizia dell'impresa richiedente tramite la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia e le banche dati private come CRIF.
  • Bilanci, conto economico, stato patrimonialecash flow dell'azienda, per valutare la capacità di rimborso.
  • Presenza di garanzie adeguate: fideiussioni personali o accesso al Fondo di Garanzia per le PMI.
  • Sostenibilità del progetto finanziato: la banca valuta se l'utilizzo dei fondi sia coerente con gli obiettivi dichiarati.

Una valutazione negativa su anche solo uno di questi elementi può compromettere l'esito della richiesta di finanziamento.

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Quali sono gli errori comuni nel finanziamento aziendale?

Di seguito illustriamo i 10 errori più frequentemente commessi da chi richiede prestiti per aziende, che ne riducono drasticamente le probabilità di ottenimento.

Errore 1: documentazione incompleta o mal preparata

Molte richieste di finanziamento vengono respinte perché mancano bilanci aggiornati, conto economico, visura camerale, dichiarazioni fiscali, estratti conto o business plan dettagliati. Una documentazione incompleta, disorganizzata, illeggibile, non aggiornata o con dati incoerenti genera subito sfiducia e diffidenza da parte dell'istituto di credito.

Soluzione: Organizzati per tempo e prepara in anticipo tutti i documenti da allegare alla domanda di finanziamento. Ecco una checklist che può esserti utile.

DocumentoObbligatorioFinalità
Bilancio degli ultimi 2 eserciziValutazione patrimoniale e finanziaria
Conto economicoAnalisi della redditività
Dichiarazione dei redditiGeneralmente richiesta Valutazione della capacità di rimborso
Visura cameraleVerifica dell’esistenza e dello stato legale dell’impresa 
Atto costitutivo e statutoVerifica della struttura societaria
Documento d’identità e codice fiscale del titolareIdentificazione del titolare dell’azienda
Business planConsigliatoGiustificare l'utilizzo dei fondi
Estratto conto bancarioGeneralmente richiestoAnalisi dei flussi di cassa

Errore 2: business plan irrealistico

Proiezioni di ricavi esageratamente ottimistiche, costi sottovalutati, assenza di analisi di mercato e l'uso vago dei fondi richiesti rendono il piano poco convincente agli occhi della banca.

Soluzione: Punta sulla coerenza. Supporta le proiezioni finanziarie con ricerche di mercato, trend del settore e calcoli eseguiti con obiettività. Basa le stime su dati storici e analisi realistiche. Un business plan che dimostra di avere una base realistica convince più di stime gonfiate senza fondamento.

Errore 3: non conoscere il proprio merito creditizio

Debiti esistenti, ritardi, protesti, sconfinamenti e segnalazioni negative nelle banche dati creditizie possono compromettere l'approvazione della domanda di finanziamento. Ignorare la propria posizione nella Centrale dei Rischi o nei report CRIF è un errore. 

Soluzione: Prima di presentare la domanda, verifica la tua posizione creditizia e adoperati per sanare eventuali anomalie. Puoi accedere gratuitamente ai dati della Centrale dei Rischi tramite il portale Servizi online della Banca d'Italia. 

Può essere utile verificare anche la propria posizione nei principali sistemi di informazioni creditizie privati come Crif.it.

Errore 4: richiedere l’importo errato

Una cifra troppo alta aumenta il rischio percepito. Una cifra troppo bassa fa pensare a una pianificazione superficiale. Richiedere un importo sproporzionato all’effettiva esigenza può aumentare le perplessità della banca e complicare l’istruttoria.

Soluzione: Il nesso tra la somma richiesta e le esigenze reali deve essere chiaro. Giustifica l'importo richiesto con un prospetto finanziario semplice, che metta in relazione: 

  • entrate attese
  • uscite previste 
  • piano di rimborso

Errore 5: garanzie insufficienti

Le banche valutano attentamente quali tutele possono attivare in caso di insolvenza. Se l’impresa non offre beni, fideiussioni o cash flow adeguato, il rischio sale. Molte PMI sottovalutano questo aspetto.

Soluzione: Valuta realisticamente quali garanzie puoi offrire e considera il Fondo di Garanzia per le PMI come strumento complementare.

Errore 6: non confrontare le opzioni di finanziamento per imprese

Rivolgersi a una sola banca limita le possibilità e può portare a termini meno vantaggiosi. Oggi esistono canali diversi oltre alle banche tradizionali, come soluzioni fintech e fondi pubblici. 

Soluzione: Confronta diverse alternative disponibili.

OpzioneVantaggiSvantaggiCosto indicativo
Banca tradizionaleImporti elevati, consulenza direttaTempi lunghi, requisiti rigidiMedio
Banca digitale fintechRichiesta rapida, burocrazia più snellaImporti talvolta più limitatiMedio-alto
Fondo pubblicoGaranzie statali Burocrazia complessaRidotto

Errore 7: presentarsi impreparati al colloquio in banca

Non saper spiegare con chiarezza il modello di business, ignorare i propri numeri e rispondere in modo poco convincente può compromettere anche una pratica ben documentata.

Soluzione: Documentati e preparati a rispondere alle domande più frequenti, come:

  • Qual è il fatturato attuale e quale prevedi nei prossimi 12 mesi?
  • Come intendi utilizzare il finanziamento aziendale?
  • Come rimborserai il prestito qualora le entrate si riducessero?
  • Quali garanzie puoi offrire?
  • Hai altri debiti?

Errore 8: mancanza di trasparenza

Presentare dati contabili incoerenti e cercare di nascondere ritardi nei pagamenti, esposizioni debitorie già esistenti e criticità di cassa è controproducente. Gli istituti di credito incrociano i dati con bilanci depositati, banche dati creditizie, Centrale dei Rischi e dichiarazioni fiscali. Qualsiasi discrepanza emerge e rischia di compromettere la fiducia.

Soluzione: Sii trasparente. Dichiara tutto con la massima chiarezza e onestà. La trasparenza rafforza la credibilità. La disonestà invece può rivelarsi fatale.

Errore 9: richiedere il finanziamento nel momento sbagliato

Molte imprese chiedono credito quando sono già in emergenza di cassa, quando i flussi sono negativi o i debiti in crescita. Presentare una richiesta di finanziamento in un momento di tensione finanziaria riduce significativamente le probabilità di approvazione.

Soluzione: Richiedi il finanziamento quando gli indicatori aziendali (bilanci, cash flow e Debt Service Coverage Ratio) sono stabili o in crescita. Dedica il giusto tempo alla fase preparatoria, idealmente qualche mese prima del bisogno effettivo. I prestiti aziendali per liquidità risultano generalmente più sostenibili quando vengono richiesti in una fase di pianificazione e non di emergenza.

Errore 10: non coinvolgere un professionista 

Errori nella struttura della pratica, ottimizzazioni fiscali mancate o una presentazione poco efficace del dossier derivano spesso dal fai da te. La mancanza di adeguato supporto professionale rischia di ridurre le probabilità di successo. 

Soluzione: Affidati a un commercialista o un consulente finanziario, specialmente se: 

  • L'importo richiesto è sostanzioso.
  • L’operazione è complessa.
  • Vi sono criticità pregresse.
  • Si accede a strumenti agevolati come il Fondo di Garanzia PMI. 

Anche per i prestiti per Partita IVA, avvalersi dell’assistenza di un professionista può fare la differenza.

FAQ

Si possono inviare più richieste di finanziamento contemporaneamente in Italia?

Sì, ma è meglio evitare di aprire troppe istruttorie nello stesso momento. Molte richieste simultanee possono essere interpretate come un segnale di difficoltà finanziaria. È preferibile selezionare gli istituti di credito e presentare richieste mirate.

Freelance e aziende affrontano gli stessi rischi?

I rischi principali sono simili, ma i freelance con Partita IVA spesso devono soddisfare requisiti più stringenti in termini di storico reddituale. 

Una richiesta rifiutata può essere ripresentata?

Sì, ma prima di ripresentarla è bene capire le cause del rifiuto, correggere le criticità emerse e attendere il tempo necessario affinché la situazione creditizia migliori.

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