L’acconto IVA 2026 è un adempimento essenziale nella gestione finanziaria di imprese e professionisti. Scopriamo insieme l’acconto IVA: cos’è, chi deve pagarlo e quando, come si calcola e come evitare sanzioni.
Cos’è l’acconto IVA e a cosa serve
L’acconto IVA è un versamento anticipato dell’Imposta sul Valore Aggiunto relativa all’anno in corso, calcolato in base all’IVA presunta sulle operazioni imponibili del periodo corrente.
L’acconto IVA persegue due obiettivi complementari:
- Finanza pubblica: Garantire allo Stato un flusso di cassa costante durante l’anno.
- Gestione aziendale: Frammentare l’esborso IVA in quote predeterminate, evitando picchi di debito a fine anno e riducendo il rischio di insolvenze legate a conguagli annuali elevati.
L’ammontare versato a titolo di acconto IVA viene successivamente scomputato dall’imposta dovuta nelle liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali) o nella dichiarazione annuale IVA in Italia.
Scopri il nostro conto businessChi deve pagare l’acconto IVA nel 2026
L’acconto IVA 2026 è dovuto da tutti i titolari di Partita IVA con liquidazioni mensili o trimestrali, se l’IVA di novembre (mensili) o del quarto trimestre/annuale (trimestrali) supera 103,29 €.
Casi esenti dal pagamento
Non tutti i soggetti IVA sono obbligati al versamento dell’acconto IVA. Per il 2026, l’obbligo non sussiste nei seguenti casi:
- Avvio o cessazione dell’attività:
- Inizio attività nel 2026 o negli ultimi mesi del 2025;
- Cessazione entro il 30 novembre (regime mensile) o il 30 settembre (regime trimestrale).
- Assenza di operazioni imponibili nel periodo di riferimento.
- Credito d’imposta nel periodo precedente.
- Regime forfettario applicato al soggetto.
- Categorie specifiche:
- Associazioni sportive dilettantistiche e pro loco;
- Enti non profit e organizzazioni senza scopo di lucro;
- Produttori agricoli esonerati;
- Operatori di spettacoli e giochi in regime speciale.
Altri casi particolari: cambiamenti di periodicità e operazioni straordinarie
L’obbligo e il calcolo dell’acconto IVA possono variare a causa di cambiamenti nella periodicità di liquidazione (come il passaggio da trimestrale a mensile o viceversa durante l’anno) e di operazioni straordinarie che modificano l’assetto aziendale (come cessioni, fusioni, scissioni o successioni).
Situazione dell’acconto IVA nel 2025
Nel 2025 le regole su soggetti obbligati ed esenti dall’acconto IVA non presentavano differenze sostanziali rispetto a quelle oggi vigenti. L’obbligo era legato alle stesse condizioni (periodicità mensile o trimestrale e superamento della soglia di 103,29 €), mentre i casi di esonero — inclusi regime forfettario, assenza di operazioni imponibili e categorie particolari — coincidevano con quelli attualmente applicabili.
Calcolo dell’acconto IVA: i 3 metodi con esempi
Esistono tre metodi principali per calcolare l’ammontare dell’acconto IVA: il metodo storico, il metodo previsionale e il metodo analitico.
I. Acconto IVA con metodo storico
Il metodo storico prevede il versamento dell’88% dell’IVA dovuta per il periodo corrispondente dell’anno precedente, con le seguenti specifiche per tipologia di contribuenti:
- Mensili: IVA di novembre 2025.
- Trimestrali ordinari: IVA della dichiarazione annuale IVA relativa al 2025.
- Trimestrali “speciali”: IVA del quarto trimestre 2025.
Esempio di calcolo:
1. Contribuente mensile:
IVA dovuta per novembre 2024: 1.000 €
Acconto: 1000 x 0.88 = 880 €
2. Contribuente trimestrale ordinario:
IVA dovuta in dichiarazione annuale 2024: 7.000 €
Acconto: 7.000 € × 0,88 = 6.160 €
3. Contribuente trimestrale “speciale”:
IVA dovuta per il quarto trimestre 2024: 2.500 €
Acconto: 2.500 x 0.88 = 2.200 €
II. Acconto IVA con metodo analitico
Questo metodo calcola l’IVA dovuta sull’ammontare delle operazioni imponibili nel periodo di riferimento, versando il 100% dell’IVA risultante dalla loro differenza:
- Operazioni attive imponibili (registrate e non):
- Contribuenti mensili: registrate dal 1° al 20 dicembre 2026; effettuate dal 1° novembre al 20 dicembre 2026.
- Contribuenti trimestrali: registrate dal 1° ottobre al 20 dicembre 2026; effettuate dal 1° settembre al 20 dicembre 2026.
- Operazioni passive con IVA detraibile (registrate):
- Contribuenti mensili: dal 1° al 20 dicembre 2026.
- Contribuenti trimestrali: dal 1° ottobre al 20 dicembre 2026.
Esempio di calcolo:
1. Contribuente mensile:
Operazioni imponibili effettuate nel periodo di riferimento: 10.000 €
(IVA 22% = 2.200 €)
Acquisti con IVA detraibile: 5.000 €
(IVA 22% = 1.100 €)
Acconto: 2.200 - 1.100 = 1.100 €
2. Contribuente trimestrale:
Operazioni imponibili effettuate nel periodo di riferimento: 30.000 €
(IVA 22% = 6.600 €)
Acquisti con IVA detraibile: 10.000 €
(IVA 22% = 2.200 €)
Acconto: 6.600 - 2.200 = 4.400 €
III. Acconto IVA con metodo previsionale
L’acconto IVA con il metodo previsionale si calcola sull’88% dell’IVA stimata entro fine anno, con le seguenti specifiche per tipologia di contribuenti:
- Mensili: IVA prevista per il solo mese di dicembre 2026.
- Trimestrali ordinari: IVA prevista da versare con la dichiarazione annuale.
- Trimestrali “speciali”: IVA prevista per il quarto trimestre del 2026.
Nel calcolo si deve considerare l’importo stimato al netto dell’eventuale eccedenza detraibile riportata dal periodo precedente
Esempio di calcolo:
1. Contribuente mensile:
IVA stimata per dicembre 2026): 1.500 €
Acconto: 1.500 € × 0,88 = 1.320 €
2. Contribuente trimestrale ordinario:
IVA stimata per la dichiarazione annuale: 6.000 €
Acconto: 6.000 € × 0,88 = 5.280 €
3. Contribuente trimestrale “speciale”:
IVA stimata per il quarto trimestre 2026: 5.000 €
Acconto: 5.000 € × 0,88 = 4.400 €
Scopri il servizio di fatturazione gratuitoPagamento dell’acconto IVA: quali codici indicare nel modello F24
I codici tributi F24 per il versamento dell’acconto IVA tramite il modello F24 sono:
- 6013: Acconto IVA mensile
- 6035: Acconto IVA trimestrale
Nel compilare il modello f24, è necessario prestare attenzione alle seguenti sezioni:
- Sezione Contribuente: Inserire i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto versante.
- Sezione IVA: Indicare il codice tributo corretto, l’anno di riferimento (2026), il periodo di riferimento (il mese di novembre per i mensili, il quarto trimestre per i trimestrali) e l’importo da versare.
Il versamento dell’acconto IVA deve avvenire tramite compilazione del modello f24 in modalità esclusivamente telematica.
Quando si paga l’acconto IVA? Scadenza dell’acconto IVA 2026
La data da segnare in agenda per il pagamento dell’acconto IVA 2026 è il 29 dicembre 2026. Di norma, infatti, la scadenza è il 27 dicembre, Tuttavia, se tale data cade di sabato (come quest’anno), o di domenica, il termine viene prorogato al lunedì successivo.
Il mancato rispetto delle scadenze per il pagamento dell’acconto IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e l’addebito di interessi di mora, che analizzeremo nella prossima sezione.
Come è avvenuto il pagamento dell’acconto IVA nel 2025
Nel 2025 la scadenza ordinaria del 27 dicembre cadeva di sabato. In applicazione della regola generale sul differimento dei termini fiscali, il pagamento dell’acconto IVA è stato quindi prorogato a lunedì 29 dicembre 2025. Questo caso è un esempio pratico di come il termine resti fissato al 27 dicembre, ma venga automaticamente spostato al primo giorno lavorativo utile quando cade nel fine settimana.
Sanzioni per la violazione delle regole di pagamento dell’acconto IVA
In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto IVA, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, come modificato dal decreto legislativo n. 87/2024.
Per violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024, la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’importo non versato, a cui si aggiungono gli interessi di mora, calcolati giornalmente sul tributo non versato.
Il ravvedimento operoso consente di ridurre tali sanzioni in base alla tempestività della regolarizzazione. Ad esempio, con riferimento alle violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024, il decreto legislativo n. 87/2024 stabilisce che:
- Per versamenti effettuati entro quindici giorni dalla scadenza, la sanzione è pari allo 0,1667% per ogni giorno di ritardo.
- Per regolarizzazioni avvenute oltre un anno dalla violazione, la sanzione è pari a 1/7 del minimo edittale (quindi circa il 3,57%).
Come evitare le sanzioni e ridurre i rischi
Per evitare di incorrere in sanzioni, è fondamentale:
- Calcolare correttamente l’importo dell’acconto IVA utilizzando il metodo di calcolo più appropriato alla propria situazione.
- Rispettare scrupolosamente le scadenze di pagamento.
- Utilizzare i codici tributi F24 corretti nel modello F24.
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