Le sanzioni per l'invio tardivo di una fattura elettronica possono essere pesanti e possono arrivare anche per un errore banale, come confondere i giorni lavorativi con quelli di calendario o accorgersi in ritardo che la fattura è stata scartata dallo SdI. Vediamo le regole sulle scadenze, il calcolo della sanzione, come il ravvedimento operoso può ridurre l'importo e qual è il codice tributo da usare con l'F24.
Entro quando inviare la fattura elettronica: 12 giorni lavorativi o di calendario?
Esistono due principali modalità di emissione della fattura elettronica: immediata e differita. Per ognuna cambiano i termini di trasmissione allo SdI.
| Tipo di fattura | Termine di invio allo SdI |
| Fattura elettronica immediata | Entro 12 giorni di calendario dalla data di effettuazione dell'operazione |
| Fattura elettronica differita | Entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione (a condizione che le operazioni siano documentabili e riepilogabili) |
Vediamo degli esempi pratici per capire meglio l'applicazione di queste regole:
- Una società conclude una prestazione di consulenza il 10 novembre (data dell'operazione). La fattura elettronica immediata deve essere trasmessa allo SdI entro 12 giorni di calendario, quindi entro il 22 novembre. Se la fattura viene inviata il 22 novembre, la scadenza è rispettata.
- Una società spedisce la merce il 5 settembre (operazione effettuata a settembre) e decide di emettere fattura differita. In questo caso la fattura deve essere trasmessa allo SdI entro il 15 ottobre (15 del mese successivo). Se la fattura viene inviata il 18 ottobre, l'invio è tardivo.
Penali per invio tardivo della fattura elettronica
Dal 1° settembre 2024 (D.Lgs. 87/2024) sono entrate in vigore le nuove norme sulle sanzioni fiscali in Italia. Di seguito riportiamo una tabella di sintesi:
| Violazione | Quando si verifica | Sanzione (regole attuali) | Nota utile |
| Omessa/Tardiva fatturazione con evasione IVA | La fattura non è emessa oppure è emessa in ritardo e l'IVA non è stata liquidata/versata nei termini. | 70% dell'IVA, minimo 300 € | Se non emessa, costituisce una seria violazione |
| Invio tardivo / errore senza impatto sul versamento IVA | La fattura è emessa in ritardo o con errori ma l'IVA è stata comunque liquidata e versata correttamente nei termini. | Sanzione da 250 € a 2.000 € | L'importo varia in base alla gravità |
| Invio tardivo / errore per operazioni esenti, non imponibili, fuori campo IVA o transazioni in reverse charge | Transazioni in cui l'IVA non viene addebitata in modo standard | 5% del corrispettivo, minimo 300 € | Copre molte situazioni "IVA esclusa" |
| Errori puramente formali | Errori che non incidono sull'IVA, sulla base imponibile o sui pagamenti. | Nessuna sanzione | Ad esempio errori formali nei dati senza effetti fiscali |
Nota: le sanzioni possono essere ridotte tramite il ravvedimento operoso, in funzione della rapidità con cui si corregge la violazione.
Vediamo ora alcuni esempi per comprendere meglio:
- Esempio 1: Invio tardivo di una fattura con IVA dovuta.
L'IVA relativa all'operazione è pari a 1.000 €, quindi la sanzione è il 70% dell'IVA, pari a 700 € (fermo restando la sanzione minima di 300 €).
- Esempio 2: Errore su una fattura senza impatto sull'IVA.
La fattura contiene un errore che non incide sulla liquidazione o sul versamento IVA, quindi si applica una sanzione compresa tra 250 e 2.000 €, in base alla gravità.
- Esempio 3: Invio tardivo o errore su un'operazione esente IVA.
La fattura riguarda un'operazione esente IVA di 1.000 €, per cui la sanzione è il 5% del corrispettivo, ma si applica comunque il minimo di 300 €, anche se il 5% sarebbe 50 €.
- Esempio 4: Violazione formale.
La fattura presenta un errore puramente formale senza effetti su base imponibile, IVA o versamenti, quindi non è prevista alcuna sanzione.
Ravvedimento operoso e invio tardivo fattura elettronica: calcolo e riduzioni
Se l'invio della fattura elettronica avviene oltre i termini, è possibile ridurre la sanzione avvalendosi del ravvedimento operoso, a condizione che la regolarizzazione sia spontanea e avvenga prima della notifica di atti di accertamento.
A differenza del ritardato pagamento delle imposte (che si calcola con percentuali giornaliere), per la tardiva emissione della fattura il calcolo è più semplice: la riduzione si applica direttamente alla sanzione fissa o proporzionale prevista (es. 1/9 di 250 €).
Di seguito le riduzioni applicabili nel 2026 per violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024:
| Tempi | Riduzione della sanzione |
| Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla violazione o dal termine per la presentazione della dichiarazione | 1/9 del minimo |
| Se regolarizzato entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all'anno della violazione oppure entro un anno dall’omissione o dall’errore | 1/8 del minimo |
| Se regolarizzato oltre il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è avvenuta la violazione oppure oltre un anno dall’omissione o errore | 1/7 del minimo |
Nota: le riduzioni sopra indicate costituiscono solo le principali in merito alla regolarizzazione spontanea.
La disciplina del ravvedimento operoso prevede ulteriori ipotesi di riduzione applicabili anche dopo l’avvio di attività di controllo (ad esempio dopo processo verbale o comunicazione di schema di atto), con frazioni diverse del minimo edittale.
Ipotizziamo un invio tardivo della fattura senza impatto sul versamento IVA, punito con la sanzione fissa base di 250 €:
- Esempio 1: Regolarizzazione entro 90 giorni (es. al 20° giorno).
La riduzione applicabile è di 1/9 del minimo: 250 € / 9 = 27,78 €.
- Esempio 2: Regolarizzazione entro l'anno (es. dopo 6 mesi).
La riduzione applicabile è di 1/8: 250 € / 8 = 31,25 €.
- Esempio 3: Regolarizzazione oltre l'anno (es. dopo 2 anni).
La riduzione applicabile è di 1/7: 250 € / 7 = 35,71 €.
Come si applica il cumulo giuridico con le sanzioni per l'invio tardivo di fatture elettroniche?
In presenza di violazioni ripetute della stessa tipologia (es. più fatture inviate in ritardo), dal 1° settembre 2024 (art. 3, comma 2, lettera b), del Decreto Legislativo 14 giugno 2024, n. 87) è possibile applicare il cumulo giuridico anche nel ravvedimento operoso.
Questo meccanismo consente di calcolare un'unica sanzione per ogni tributo e periodo d’imposta, evitando la somma aritmetica ("fattura per fattura") che risulterebbe molto più costosa.
Facciamo un esempio pratico ipotizzando 10 fatture inviate in ritardo, dove la violazione non incide sulla liquidazione IVA e la sanzione base parte da 250 €. Consideriamo una sanzione di 250 € e ipotizziamo di voler sanare l'errore entro 90 giorni:
- Con il metodo senza cumulo (somma delle sanzioni) si paga la sanzione ridotta per ogni singola violazione. Si avrebbe, quindi: 250 € × 10 fatture = 2.500 €. Applicando il ravvedimento, si pagherebbe 1/9 del totale (2.500 € / 9 = 277,78 €).
- Con il metodo con cumulo giuridico (sanzione unica aumentata) si parte dalla sanzione singola più grave e la si aumenta, applicando la riduzione solo alla fine del calcolo.
Si prende, quindi, la sanzione base (250 €) e si applica l'aumento per la continuazione della violazione. La legge prevede un aumento da un quarto al doppio. Nel ravvedimento si applica solitamente il minimo, cioè un quarto (+25%). Si avrebbe, quindi: 250 € + 62,50 € = 312,50 €.
A questo importo, si può poi applicare la riduzione prevista dal ravvedimento operoso: 312,50 € / 9 = 34,72 €.
Grazie al cumulo giuridico, si pagano perciò 34,72 € anziché 277,78 €.
Cosa fare se una fattura elettronica viene scartata dal Sistema di Interscambio?
Può capitare che una fattura elettronica venga scartata dal Sistema di Interscambio (SdI) a causa di errori formali. In questo caso, la fattura si considera non emessa.
Per evitare sanzioni per tardiva emissione, è necessario correggere l'errore e inviare nuovamente la fattura entro 5 giorni di calendario dalla data di ricezione della notifica di scarto, in base a quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 13/E del 2018).
Ecco i codici di errore più comuni che causano lo scarto:
| Codice errore | Motivo dello scarto |
| 00001 | Nome del file non conforme alle specifiche tecniche |
| 00002 | Nome del file duplicato (è già stato inviato un file con lo stesso nome) |
| 00003 | Dimensioni del file eccessive (superiori a 5 MB) |
| 00102 | File XML non integro o firma digitale non valida |
| 00403 | Data della fattura successiva alla data di ricezione (fattura postdatata) |
| 00417 | Partita IVA del cessionario/committente errata o mancante |
Cosa deve fare il cliente se non riceve la fattura elettronica?
Se la fattura elettronica non risulta ricevuta, è opportuno verificare innanzitutto che non si tratti di un problema tecnico (ad esempio trasmissione non completata, scarto SdI, canale di ricezione non correttamente presidiato):
- Richiedi al fornitore evidenza della trasmissione allo SdI e dello stato della fattura.
- Controlla il tuo gestionale e l'area "Fatture e Corrispettivi" per verificare la presenza di eventuali notifiche o anomalie.
Se effettivamente non hai ricevuto la fattura elettronica, non devi più emettere l'autofattura con pagamento dell'IVA (TD20), salvo casi eccezionali. La nuova procedura prevede, infatti, l'invio allo SdI di una semplice comunicazione di omissione (codice TD29) entro 90 giorni dalla data in cui avresti dovuto ricevere il documento fiscale.
Questo procedimento serve solo a segnalare l'irregolarità al Fisco: non devi versare l'IVA al posto del fornitore.
Esempi pratici di calcolo delle sanzioni per invio tardivo di fattura elettronica
Vediamo alcuni esempi reali in cui una fattura è stata inviata in modo errato o non è stata inviata affatto così da comprendere meglio come vengono calcolate le sanzioni.
Esempio 1: Invio tardivo MA liquidazione IVA corretta
La Società Alfa ha emesso una fattura immediata datata 10 novembre (IVA 2.200 €). Il file è stato trasmesso allo SdI il 25 novembre (in ritardo rispetto ai 12 giorni previsti dalla normativa). Tuttavia, l'IVA di quella fattura è stata inserita regolarmente nella liquidazione di novembre e versata il 16 dicembre.
Ci troviamo, quindi, nel caso di tardiva documentazione che non ha inciso sulla liquidazione del tributo e si applica la sanzione fissa (da 250 € a 2.000 €).
Esempio 2: Invio tardivo con mancato versamento IVA
L'azienda Beta ha emesso una fattura di 10.000 € + IVA 2.200 € a settembre. La fattura non è stata inviata allo SdI e l'IVA non è stata versata nella liquidazione periodica. L'azienda se ne accorge a dicembre.
In questo caso vi è una omessa fatturazione che ha inciso sulla liquidazione (evasione temporanea) e si applica il 70% dell'imposta non versata (minimo 300 €): 2.200 € × 70% = 1.540 €.
Esempio 3: Omessa fattura per operazione Esente/Non Imponibile
Il professionista Gamma non ha emesso una fattura per una prestazione sanitaria (esente IVA art. 10) di 1.000 €.
La violazione riguarda l'omessa fatturazione di operazione senza imposta e si applica il 5% del corrispettivo (minimo 300 €).
Calcoliamo 5% di 1.000 € = 50 €. Poiché è inferiore al minimo, la sanzione dovuta è di 300 €.
Come pagare le sanzioni per invio tardivo della fattura elettronica?
Il pagamento si effettua utilizzando il Modello F24 (sezione Erario), compilabile tramite l'home banking della propria banca o i servizi online dell'Agenzia delle Entrate.
I codici tributi da utilizzare sono:
- 8911, sanzione pecuniaria per violazioni tributarie
- 1991, interessi sul ravvedimento IVA
Quando si pagano e come si calcolano gli interessi?
Nel ravvedimento gli interessi non costituiscono una maggiorazione della sanzione, ma si tratta degli interessi legali dovuti quando, oltre alla violazione, c'è anche un tributo versato in ritardo (ad esempio IVA non pagata entro la scadenza e versata successivamente).
In pratica:
- Se la violazione è solo formale (fattura tardiva, ma IVA correttamente liquidata e versata nei termini), gli interessi possono essere pari a zero, perché non c'è un'imposta "in ritardo" su cui effettuare il calcolo.
- Se, invece, la violazione ha comportato IVA (o altro tributo) versati oltre la scadenza, allora gli interessi vanno calcolati sull'imposta pagata in ritardo, per i giorni di ritardo effettivi.
La formula per il calcolo è:
Interessi = imposta dovuta × tasso legale × (giorni di ritardo / 365)
(dove i "giorni di ritardo" si contano dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento).
Esempio pratico di compilazione F24
L'azienda Beta ha emesso una fattura con IVA di 1.000 € in ritardo il 15 marzo 2026 (anziché entro il 28 febbraio). A causa di questo ritardo, l'IVA relativa non è stata versata alla scadenza ordinaria del 16 marzo. L'azienda decide di regolarizzare con ravvedimento operoso il 20 aprile 2026.
Beta dovrà, quindi, versare l'imposta (IVA) pari a 1.000 € con il codice tributo del mese, in questo caso 6003 (Versamento mensile IVA marzo).
Poiché la violazione ha comportato un mancato versamento, la sanzione base è pari al 70% dell'IVA (ovvero 700 €), che è superiore al minimo di legge di 300 €. Applicando la riduzione per ravvedimento entro 90 giorni (1/9), l'importo da versare sarà pari a 700 € / 9 = 77,78 €.
Gli interessi legali vanno calcolati sull'imposta non versata (1.000 €) per i giorni di effettivo ritardo, applicando il tasso legale vigente (pari all'1,60% annuo per il 2026 - Decreto MEF del 10 dicembre 2025): (1.000 € × 1,60 × 35) / 36500 = 1,53 €.
Nel modello F24 avremo, quindi:
| Codice Tributo | Anno rif. | Importo a debito | Note |
| 6003 | 2026 | 1.000,00 € | Versamento dell'imposta (IVA) |
| 8911 | 2026 | 77,78 € | Versamento della sanzione ridotta (1/9 di 700€) |
| 1991 | 2026 | 1,53 € | Versamento degli interessi legali |

Dove pagare?
Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:
- home banking (sito o app della tua banca)
- servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web)
- uffici postali (solo per privati senza Partita IVA, salvo casi particolari)
Domande frequenti
Entro quanto tempo devo inviare la fattura elettronica per evitare sanzioni?
I termini dipendono dalla tipologia di documento:
- La fattura immediata deve essere trasmessa allo SdI entro 12 giorni di calendario dalla data di effettuazione dell'operazione.
- La fattura differita, invece, può essere inviata entro il 15 del mese successivo, a condizione che l'operazione sia documentata da DDT o da altro documento idoneo.
Come pagare una sanzione amministrativa per invio tardivo di una fattura elettronica?
Il pagamento si effettua esclusivamente tramite Modello F24 (sezione Erario), utilizzando il codice tributo 8911 per la sanzione e indicando l'anno della violazione. Se il ritardo ha comportato un mancato versamento IVA, è necessario aggiungere anche il codice 1991 per gli interessi legali. Il pagamento può essere eseguito online tramite Home Banking o i servizi dell'Agenzia delle Entrate.
Cosa devo fare se la mia fattura elettronica viene rifiutata dal Sistema di Interscambio?
Devi correggere l'errore e trasmettere nuovamente la fattura (con lo stesso numero e data, o con una nuova fattura e nota interna) entro 5 giorni lavorativi di tolleranza, altrimenti si applica la sanzione per invio tardivo.
Il termine per l'invio della fattura elettronica è di 12 giorni lavorativi o di calendario?
Il termine è di 12 giorni di calendario, non lavorativi. Se la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno feriale successivo.
Come si contano i 12 giorni per inviare una fattura elettronica?
Il termine decorre dal giorno di effettuazione dell'operazione (consegna beni o pagamento servizi). I 12 giorni si intendono di calendario, non lavorativi, e includono sabati e domeniche. Se il dodicesimo giorno cade in un festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.
Cosa devo fare se non ricevo la fattura dal fornitore entro la data di scadenza?
Se la fattura non viene emessa nei termini previsti, il cliente deve attendere fino a 90 giorni dalla data in cui il documento avrebbe dovuto essere emesso.
Decorso tale termine, è necessario inviare allo SdI una comunicazione di omissione con codice TD29, per segnalare l'irregolarità all'Agenzia delle Entrate. Non è previsto il versamento dell'IVA in sostituzione del fornitore, salvo casi particolari.
Come faccio a sapere se la mia fattura è stata inviata correttamente?
Devi attendere la Ricevuta di Consegna (RC) o di Mancata Consegna (MC) inviata dallo SdI entro 5 giorni dall'invio. Solo queste notifiche confermano che la fattura è giuridicamente esistente. Se ricevi una Notifica di Scarto (NS), la fattura si considera non emessa e deve essere corretta e rinviata entro 5 giorni.
Posso evitare le sanzioni attraverso il ravvedimento operoso?
Sì, il ravvedimento operoso ti permette di sanare le violazioni pagando una sanzione ridotta a seconda del caso, oltre agli interessi legali e all'imposta dovuta, a condizione che non sia stata già notificata una contestazione specifica dall'Agenzia delle Entrate.
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