Nel regime forfettario il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o ai compensi incassati. In questa guida scoprirai cos'è il reddito imponibile, quali regole valgono nel 2026 e come funziona il calcolo.

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Cos'è il reddito imponibile nel regime forfettario?

Nel regime forfettario il reddito imponibile corrisponde alla parte dei ricavi o compensi che diventa tassabile dopo l'applicazione del coefficiente di redditività legato al codice ATECO. È questo coefficiente a sostituire il tradizionale calcolo analitico dei costi: invece di sottrarre ogni singola spesa sostenuta, il sistema attribuisce in modo automatico una quota di costi presunti e considera la restante percentuale come reddito effettivo.

La percentuale cambia in base all'attività svolta. Le professioni intellettuali, ad esempio, hanno coefficienti più elevati rispetto al commercio o all'artigianato, perché si presume che abbiano strutture meno onerose. Proprio questa logica di costi riconosciuti in maniera standardizzata dà il nome al regime, definito “forfettario”.

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Volume d'affari e reddito professionale nel regime forfettario

Nel regime forfettario è essenziale distinguere ricavi, compensi e volume d'affari, poiché svolgono funzioni diverse: ricavi e compensi rappresentano quanto effettivamente incassato in base all'attività svolta, mentre Il volume d'affari è il totale dei ricavi/compensi.

Questa distinzione è rilevante perché il calcolo dell'imponibile si basa esclusivamente sugli incassi, mentre il volume d'affari è il parametro utilizzato per verificare il rispetto dei limiti di accesso e di permanenza nel regime. Una corretta separazione dei diversi dati consente di monitorare con precisione la propria posizione fiscale.

Reddito imponibile nel regime forfettario: limiti e requisiti 2026

Per il 2026 restano confermati i requisiti economici del regime forfettario previsti dall'art. 1 della Legge 190/2014. Per accedere o rimanere nel regime, i ricavi o compensi dell'anno precedente non devono superare gli 85.000 €.

È, inoltre, prevista una soglia di decadenza immediata pari a 100.000 €. Il superamento della soglia di 100.000 € comporta l’uscita dal regime forfettario a partire dall’anno successivo.

Accanto ai limiti di fatturato, continuano ad applicarsi le cause di esclusione elencate dalla normativa, tra cui la partecipazione in società di persone o S.r.l. fiscalmente collegate, l'utilizzo di regimi IVA speciali e lo svolgimento di un'attività di lavoro dipendente con redditi superiori a 35.000 € annui, salvo cessazione del rapporto.

Sul piano operativo, per effetto delle modifiche introdotte dall'art. 18 del DL 36/2022, dal 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica è esteso a tutti i contribuenti forfettari e resta pienamente valido anche nel 2026.

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Reddito imponibile nel regime forfettario: come si determina?

Nel regime forfettario la determinazione del reddito imponibile richiede di individuare correttamente gli importi che concorrono alla base di calcolo. Si considerano esclusivamente i ricavi o compensi effettivamente incassati nel periodo d'imposta, mentre restano esclusi gli importi non ancora riscossi e le somme che non rappresentano un reale aumento del reddito, come rimborsi o anticipazioni.

Rientrano, invece, nella determinazione dell'imponibile i contributi INPS nel regime forfettario, se obbligatori e versati nell'anno.

Calcolo del reddito imponibile nel regime forfettario: formula generale

Nel regime forfettario il reddito imponibile si determina applicando una formula standard, prevista dalla normativa fiscale:

Ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività − contributi previdenziali obbligatori versati 

L'importo ottenuto rappresenta la base su cui viene applicata l'imposta sostitutiva, pari al 15% oppure al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti di legge.

Un esempio sintetico permette di chiarire ulteriormente il procedimento: con 30.000 € incassati, un coefficiente del 78% e 4.000 € di contributi previdenziali versati, il reddito imponibile sarà pari a: (30.000 € × 78%) - 4.000 € = 19.400 € .

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Calcolo del reddito regime forfettario per professionisti

Per i professionisti, l'elemento centrale nel calcolo del reddito imponibile resta il coefficiente di redditività. Tuttavia, dall'importo calcolato è possibile dedurre i contributi previdenziali. I contributi versati alla Gestione Separata INPS o alle casse professionali, infatti, riducono la base imponibile solo se obbligatori e pagati nell'anno, secondo le regole previste dall'ente di appartenenza.

Questo aspetto è rilevante perché, nel regime forfettario, i contributi previdenziali rappresentano l’unico elemento deducibile che consente di ridurre l’imponibile e, di conseguenza, l'importo dell’imposta sostitutiva da versare.

Calcolo del reddito netto nel regime forfettario

Il reddito netto nel regime forfettario rappresenta l'importo che rimane dopo il pagamento dell'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito imponibile. È il dato di riferimento per valutare la reale disponibilità economica dell'attività.

Una volta applicata l'aliquota prevista dalla normativa (15 o 5%), il risultato consente di avere una visione chiara del carico fiscale complessivo e dell'effettivo esito economico dell'anno.

Come calcolare il reddito imponibile nel regime forfettario: casi particolari

Nel regime forfettario esistono alcune situazioni particolari in cui il calcolo del reddito imponibile richiede una maggiore attenzione, perché non è sufficiente applicare un unico coefficiente in modo automatico.

Un caso frequente riguarda le attività svolte con più codici ATECO. In queste situazioni ogni attività deve essere considerata in modo separato, applicando il relativo coefficiente di redditività ai compensi o ai ricavi riferibili a ciascun codice. I redditi così determinati vengono poi sommati per ottenere l'imponibile complessivo, evitando distorsioni nel calcolo.

Per artigiani e commercianti incidono anche le regole contributive specifiche. L'eventuale riduzione contributiva del 35% influisce sull'importo dei contributi effettivamente versati e quindi sulla quota deducibile, senza modificare il meccanismo di calcolo del reddito. Allo stesso modo, i contributi fissi obbligatori restano deducibili nei limiti del reddito imponibile, se effettivamente versati.

Restano esclusi dal reddito imponibile tutti gli importi che non costituiscono un reale guadagno, come le fatture non incassate, gli indennizzi o risarcimenti assicurativi non reddituali, o i rimborsi.

I premi INAIL non rientrano nel calcolo del reddito imponibile perché non sono contributi previdenziali obbligatori.

I bonus e gli incentivi devono, invece, essere valutati caso per caso: entrano nel calcolo solo quando rappresentano un'integrazione del reddito professionale e non un semplice sostegno o rimborso.

Errori da evitare nel calcolo del reddito imponibile nel regime forfettario

Nel regime forfettario alcuni errori ricorrenti possono compromettere la corretta determinazione del reddito imponibile.

Tra i più frequenti troviamo:

  • considerare costi reali tra gli elementi deducibili, quando nel forfettario non sono rilevanti
  • utilizzare il volume d'affari al posto degli incassi effettivi
  • applicare un coefficiente di redditività diverso da quello previsto per il proprio codice ATECO
  • non sottrarre i contributi previdenziali deducibili, se obbligatori e versati nell'anno

Prestare attenzione a questi aspetti consente di ottenere un imponibile conforme alle regole del regime e di evitare scostamenti nella stima dell'imposta dovuta.

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