Gli omaggi ai clienti sono uno strumento classico di fidelizzazione. Quando il costo è deducibile? Come funziona l’IVA? Quali documenti servono? La normativa di riferimento ha introdotto l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti: senza pagamento tracciabile, la spesa diventa indeducibile. Vediamo i dettagli in questo articolo.
Omaggi ai clienti: definizione e principi generali
Un omaggio aziendale è qualsiasi bene ceduto gratuitamente dall’impresa a soggetti esterni (clienti, fornitori, partner) con finalità promozionale. La distinzione chiave riguarda la natura del bene, se rientra o meno nell’attività propria dell’impresa.
Un’azienda che vende vino e regala bottiglie cede un bene “oggetto dell’attività”. Un’impresa informatica che regala cesti natalizi distribuisce beni “non oggetto dell’attività”. Questa differenza incide su IVA, deducibilità e documentazione. Gli omaggi ai clienti rientrano tra le spese di rappresentanza previste dall’art. 108, co. 2 del TUIR (Circolare Agenzia delle Entrate n. 34/E del 2009).
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La deducibilità degli omaggi dipende dal valore unitario del bene. Se il costo del singolo omaggio (IVA esclusa) non supera 50 €, la spesa è integralmente deducibile dal reddito d’impresa. Il valore si riferisce al regalo nel suo complesso: un cesto con sei prodotti da 10 € ciascuno vale 60 € e supera il limite.
Sopra i 50 €, l’omaggio rientra tra le spese di rappresentanza con deducibilità proporzionale ai ricavi: l’1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro, lo 0,6% tra 10 e 50 milioni, lo 0,4% oltre i 50 milioni.
Per i professionisti la regola cambia: gli omaggi alla clientela sono deducibili entro l’1% dei compensi percepiti nell’anno (art. 54, co. 5 del TUIR).
Dal 2025 l’acquisto deve avvenire con mezzi tracciabili - bonifico, carta, app di pagamento - pena la perdita della deduzione. Conserva fattura, prova del pagamento e il documento di trasporto con causale “omaggio”.
Deducibilità omaggi e condizioni particolari
La deducibilità degli omaggi a clienti e a dipendenti segue regole distinte. Per i dipendenti, il costo è deducibile come spesa per prestazioni di lavoro (art. 95 TUIR), ma il bene può diventare reddito imponibile se supera la soglia fringe benefit di 1.000 € annui (2.000 € con figli a carico) nel triennio 2025-2027.
I beni di lusso o personali, senza collegamento con l’attività aziendale, non superano il test di inerenza e l’Agenzia delle Entrate può contestarne la spesa. Per ottimizzare la deducibilità degli omaggi, una strategia frequente è restare sotto i 50 € per singolo regalo, con deduzione piena e detraibilità IVA garantita.
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La detraibilità dell’IVA sugli omaggi a clienti dipende dal costo unitario. L’art. 19-bis1, comma 1, lettera h) del DPR 633/72 stabilisce che l’IVA è detraibile per beni fino a 50 € (IVA esclusa) e indetraibile oltre questa soglia.
Questa regola vale per i beni non rientranti nell’attività propria dell’impresa. Se l’azienda regala prodotti di propria produzione o commercio, l’IVA è sempre detraibile, indipendentemente dal valore.
Un’opzione strategica è non detrarre l’IVA all’acquisto anche su beni sotto i 50 € ed evitare di assoggettare a IVA la cessione gratuita, semplificando la contabilità.
Omaggi a clienti e IVA: adempimenti e registrazione contabile
Il trattamento IVA sulla cessione gratuita varia in base al tipo di bene. Per i beni non oggetto dell’attività (gadget, cesti), la cessione è fuori campo IVA ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4 del DPR 633/72. L’impresa non deve emettere fattura, ma è opportuno predisporre un documento di trasporto con causale “omaggio”.
Per i beni oggetto dell’attività (ad esempio, un ristoratore che regala bottiglie del proprio vino), la cessione è imponibile IVA. L’impresa può documentarla con un’autofattura (TD27 per la fatturazione elettronica), con fattura senza rivalsa ex art. 18 DPR 633/72, oppure annotando l’operazione nel registro degli omaggi.
Senza rivalsa, l’IVA resta a carico dell’impresa e non è deducibile dal reddito (art. 99, co. 1 TUIR). Per omaggi a clienti esteri extra-UE, la cessione può qualificarsi come esportazione non imponibile, nel rispetto delle formalità doganali.
FAQ sugli omaggi ai clienti
Tutti gli omaggi aziendali sono deducibili?
No. La deducibilità omaggi dipende dal valore, dal destinatario e dal metodo di pagamento. Sotto i 50 € la deduzione è piena; sopra, la spesa rientra nei limiti delle spese di rappresentanza. Dal 2025 servono pagamenti tracciabili.
Quali documenti servono per giustificare l’omaggio?
Fattura di acquisto, prova del pagamento tracciabile e documento di trasporto con causale “omaggio”. Per i beni oggetto dell’attività, serve anche autofattura o annotazione nel registro omaggi.
Ci sono differenze tra omaggi a clienti italiani ed esteri?
Sì. Per clienti extra-UE la cessione può qualificarsi come esportazione non imponibile IVA, con obbligo di documentazione doganale. Per i clienti UE la cessione gratuita non rientra normalmente nelle cessioni intracomunitarie.
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