Il concordato preventivo biennale permette a Partite IVA e imprese di concordare con il Fisco l'ammontare su cui saranno calcolate le imposte per il biennio successivo. In questa panoramica vediamo cos'è, come funziona e quando conviene davvero.

Contenuti

Cos'è il concordato preventivo biennale?

Il concordato preventivo biennale è un accordo opzionale con l'Agenzia delle Entrate che consente di determinare in via preventiva la base imponibile per due periodi d'imposta consecutivi.

Le imposte sui redditi e l'IRAP vengono calcolate sul reddito concordato, mentre l'IVA continua a essere liquidata secondo le regole ordinarie. Restano inalterati anche gli obblighi contabili e la compilazione degli ISA.

VoceCon CPBSenza CPB
Base imponibile redditiConcordataA consuntivo
IVAOrdinariaOrdinaria
Obblighi contabili e ISAInvariatiInvariati
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Come funziona il concordato preventivo biennale step by step?

Il concordato preventivo biennale si articola in tre fasi:

  1. L'Agenzia delle Entrate formula una proposta di reddito sulla base dei dati storici del contribuente e dei valori ISA.
  2. Il contribuente valuta la proposta e decide se aderire entro i termini stabiliti.
  3. Con l'adesione, la base imponibile resta fissata per due periodi d'imposta, indipendentemente dall'andamento effettivo dell'attività.

A chi conviene e quando non conviene aderire al CPB nel 2026?

Il concordato preventivo biennale è più adatto alle attività con ricavi stabili e una crescita prevedibile, perché riduce l'incertezza fiscale facilitando la pianificazione dei flussi di cassa. Funziona meglio nei settori maturi, con margini costanti e un buon punteggio ISA.

È, invece, poco indicato per i business soggetti a forti oscillazioni. Margini variabili, domanda instabile o attività stagionali rendono rischioso fissare il reddito in anticipo, poiché in caso di calo le imposte restano legate a un valore più alto di quello reale.

Scenario 2026Probabile esito CBDSemaforo convenienza
Ricavi stabili e prevedibiliRiduce l'incertezza🟢
Forte crescita attesaPuò offrire un vantaggio su una crescita contenuta, ma l'eccedenza oltre 85.000 euro è soggetta alle aliquote ordinarie🟢/🟡
Possibile calo di ricavi o marginiRischio di pagare troppo🔴
Business stagionale o volatileDifficile stimare due anni🔴
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Esempi di concordato preventivo biennale (3 simulazioni rapide)

Per valutare gli effetti del concordato preventivo biennale è utile considerare tre scenari ricorrenti.

Esempio A - Reddito stabile

Un professionista dichiara da anni un reddito di circa 40.000 €. La proposta dell'Agenzia delle Entrate è pari a 42.000 €. L'incremento è contenuto e consente di fissare in anticipo la base imponibile. In assenza di variazioni rilevanti, il costo aggiuntivo è limitato e offre una maggiore certezza fiscale.

Esempio B - Crescita dei ricavi

Un'impresa riceve una proposta di 50.000 € e prevede un reddito effettivo di 70.000 €. In questo caso il concordato può risultare vantaggioso, perché la base imponibile principale resta quella concordata e l'eventuale eccedenza può essere assoggettata a imposta sostitutiva (se prevista e se sussistono i requisiti).

Esempio C - Riduzione del reddito

Un'attività accetta una proposta di 60.000 €, ma il reddito reale scende a 35.000 €. Le imposte restano comunque calcolate sul reddito concordato, con un impatto negativo sulla liquidità e senza meccanismi automatici di adeguamento.

Cos'è e come si calcola l'imposta sostitutiva del concordato preventivo biennale?

L'imposta sostitutiva del concordato preventivo biennale consente di applicare un'aliquota agevolata sulla parte di reddito che eccede il reddito di riferimento dell'anno precedente. Tuttavia, per il biennio 2025-2026, il D.Lgs. 81/2025 ha introdotto un limite decisamente rilevante.

Dal 2025, l'aliquota agevolata (tra il 10% e il 15%, in base al punteggio ISA) si applica solo fino a 85.000 € di eccedenza. Oltre tale soglia, torna la tassazione ordinaria:

  • 43% per le persone fisiche (IRPEF)
  • 24% per le società (IRES)

La base di calcolo resta la differenza tra il reddito concordato e il reddito di riferimento, al netto delle componenti straordinarie.

Questo significa che il CPB può essere vantaggioso in presenza di una crescita contenuta o moderata. In caso di incremento molto elevato, il beneficio complessivo viene ridotto drasticamente.

ElementoRegola pratica
Su cosa si applicaQuota di reddito eccedente rispetto al reddito di riferimento
Aliquota10-15% (in base all'ISA) fino a 85.000 €
Oltre 85.000 €Tassazione ordinaria (IRPEF 43% / IRES 24%)
Quando si pagaCon il saldo imposte dell'anno in cui emerge l'eccedenza
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Proroga e scadenze del concordato preventivo biennale: cosa controllare nel 2026?

Nel 2026 il concordato preventivo biennale è nella fase di piena applicazione. Per il biennio 2025-2026 l'adesione si è, infatti, chiusa il 30 settembre 2025, come previsto dal D.Lgs. 13/2024 e confermato dal D.Lgs. 81/2025. Non sono attualmente previste nuove finestre di accesso.

Per chi ha aderito, il 2026 è un anno di gestione: vanno monitorati con attenzione i versamenti delle imposte sul reddito concordato, inclusi saldo e acconti, e l'eventuale applicazione dell'imposta sostitutiva, utilizzando i corretti codici tributo. Errori o violazioni rilevanti possono comportare la decadenza dal concordato e la perdita dei benefici fiscali.

Ultime notizie sul concordato preventivo biennale

Gli aggiornamenti più utili arrivano dalla prassi dell'Agenzia delle Entrate. La circolare 9/E del 24 giugno 2025 ha chiarito regole di accesso, adesione e gestione del CPB 2025-2026, alla luce delle modifiche normative. Per la parte operativa, sono centrali le indicazioni su cessazione e decadenza e i relativi casi tipici. Sul fronte pagamenti, restano fondamentali i codici tributo F24 istituiti con la risoluzione 48/E del 19 settembre 2024 e le istruzioni sul ravvedimento speciale col provvedimento 350617/2025.

FAQ 

Chi può aderire nel 2026 al concordato preventivo biennale?

Possono aderire i contribuenti ISA in regola con il Fisco. Sono esclusi i forfettari.

Come funziona con l'IVA il concordato preventivo biennale?

L'IVA non rientra nel concordato preventivo biennale. Continua a essere calcolata e versata secondo le regole ordinarie.

Quando decade il concordato preventivo biennale?

Il concordato decade in caso di irregolarità rilevanti, errori dichiarativi, mancati versamenti o perdita dei requisiti di accesso.

Quando conviene scegliere l'imposta sostitutiva del CPB?

Conviene quando il reddito concordato è molto più alto rispetto all'anno precedente e si vuole ridurre l'impatto fiscale dell'aumento.

Quali scadenze devo controllare per il concordato preventivo biennale?

Bisogna controllare il termine di adesione, le scadenze di acconti e saldo e gli eventuali versamenti legati a opzioni o ravvedimenti.

Il CPB riduce davvero il rischio di accertamenti?

Riduce il rischio di accertamenti sul reddito concordato, ma non li elimina del tutto in caso di irregolarità.

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