Il codice tributo 1040 identifica il versamento delle ritenute d’acconto sui compensi per le prestazioni in regime di lavoro autonomo. Scopri cos’è, chi deve utilizzarlo, quando versarlo e come compilare correttamente il modello F24.

Contenuti

Codice tributo 1040: che cos’è e a cosa si riferisce?

Il codice tributo 1040 viene impiegato per il versamento delle ritenute d’acconto sui compensi prestati in lavoro autonomo.

Ogni volta che un’azienda o un committente pagano un compenso soggetto a ritenuta d’acconto, è tenuto a trattenere una percentuale sull’importo e a versarla allo Stato tramite un modello F24. Questo pagamento anticipa l’IRPEF dovuta dal collaboratore, riducendo l’importo finale che quest’ultimo dovrà successivamente versare in sede di dichiarazione dei redditi.

Quando si applica il codice tributo 1040?

Il codice tributo 1040 è obbligatorio per tutti i soggetti che agiscono come un sostituto d’imposta, ossia coloro che pagano dei compensi soggetti a ritenuta. Tra questi troviamo:

  • Liberi professionisti (architetti, avvocati, commercialisti, consulenti, ecc.), per cui si applica una ritenuta del 20% sul compenso;
  • Agenti e rappresentanti di commercio, con una ritenuta del 23% calcolata su una base imponibile variabile (50% o 20% delle provvigioni, in base alla continuità dell’attività);
  • Lavoratori occasionali, i cui compensi sono soggetti a una ritenuta del 20%;
  • Autori e inventori, con aliquote ridotte in base all’età e alla natura del compenso;
  • Soci di associazioni in partecipazione, per i quali si applica una ritenuta del 20% sugli utili percepiti.

Quando si versa il codice tributo 1040?

Il pagamento della ritenuta d’acconto avviene tramite il modello F24 e deve essere effettuato entro il 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuto il pagamento del compenso. Se la scadenza cade in un giorno festivo o durante il fine settimana, il termine si sposta al primo giorno lavorativo utile successivo.

Il mancato rispetto delle scadenze comporta delle sanzioni, oltre che la maturazione di interessi per ogni giorno di ritardo.

Come funziona la ritenuta d’acconto con il codice tributo 1040?

La ritenuta d’acconto è un meccanismo fiscale che permette allo Stato di riscuotere in modo anticipato una parte delle imposte sui redditi dovute dai lavoratori autonomi. Essa viene applicata ai compensi erogati da aziende, professionisti o altri soggetti che operano con Partita IVA e che agiscono come sostituti d’imposta.

Che cos’è la ritenuta d’acconto?

La ritenuta d’acconto è un’anticipazione dell’IRPEF trattenuta dal committente al momento del pagamento di un compenso per lavoro autonomo o per prestazioni occasionali.

L’obiettivo della ritenuta è quello di garantire un’entrata fiscale immediata per lo Stato, evitando che il professionista debba versare l’intero importo delle tasse in un’unica soluzione alla fine dell’anno fiscale.

Aliquote applicabili e calcolo

Per determinare l’importo della ritenuta d’acconto, è necessario conoscere l’aliquota fiscale applicabile e la base imponibile su cui deve essere calcolata.

Le aliquote della ritenuta d’acconto variano in base alla tipologia di compenso. Ecco un riepilogo delle principali categorie:

Tipologia di compensoAliquotaBase imponibile
Lavoro autonomo (liberi professionisti)20%100%
Prestazioni occasionali20%100%
Agenti e rappresentanti di commercio (senza dipendenti)23%50%
Agenti e rappresentanti di commercio (con dipendenti)23%20%
Diritti d’autore (autore con più di 35 anni)20%75%
Diritti d’autore (autore con meno di 35 anni)20%60%
Utili da associazioni in partecipazione20%100%
Non residenti (compensi per lavoro autonomo)30%100%

Facciamo un esempio pratico per capire meglio come si applica la ritenuta d’acconto con il codice tributo 1040.

Immaginiamo che un consulente fornisca una prestazione professionale ed emetta una fattura di 1.500 € per il suo compenso. Poiché si tratta di un lavoro autonomo, il committente, cioè l’azienda che riceve la fattura, è obbligato ad applicare la ritenuta d’acconto del 20% sull’importo.

Questo significa che l’azienda trattiene 300 € (il 20% di 1.500 €) e versa al consulente solo l’importo netto di 1.200 €. Tuttavia, i 300 € trattenuti non restano all’organizzazione, ma devono essere versati all’Agenzia delle Entrate utilizzando il codice tributo 1040 nel modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento.

Se, quindi, la fattura del professionista è stata saldata il 20 marzo 2025, la ritenuta d’acconto dovrà essere versata entro il 16 aprile 2025.

Come pagare il codice tributo 1040 con il modello F24

Per effettuare correttamente il versamento delle ritenute d’acconto relative al codice tributo 1040, è necessario utilizzare il modello F24, il modulo standard per il pagamento di imposte, tasse e contributi.

Compilazione del modello F24

Il codice tributo 1040 deve essere inserito nella sezione “Erario” del modello F24, specificando l’importo da versare e i dettagli relativi al periodo di riferimento.

Le principali sezioni da compilare sono:

  • Codice tributo → indicare 1040;
  • Rateazione/Regione/Provincia/Mese rif. → inserire il mese di riferimento in formato numerico (es. 03 per marzo, 07 per luglio);
  • Anno di riferimento → indicare l’anno fiscale in cui è avvenuto il pagamento del compenso (es. 2025);
  • Importi a debito versati → inserire l’importo della ritenuta d’acconto da versare.

Ecco un esempio di come deve essere compilata la sezione “Erario” del modello F24:

Come pagare il codice tributo 1040 con il modello F24

Non è necessario inserire alcuna indicazione nelle sezioni “Codice ufficio”“Codice atto”, che vanno lasciate in bianco.

Modalità di pagamento

Una volta compilato il modello F24, il pagamento può essere effettuato in diversi modi:

  • In banca → È possibile pagare l’F24 presso lo sportello bancario del proprio istituto di credito, presentando il modulo compilato;
  • In posta → Il pagamento può essere effettuato presso gli uffici postali, ma solo per i soggetti non titolari di Partita IVA;
  • Online → Il metodo più rapido ed efficiente è il pagamento telematico tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate o il servizio home banking della propria banca.

Ricorda che i titolari di Partita IVA sono obbligati a pagare l’F24 esclusivamente online. Per effettuare il versamento, quindi, si dovrà:

  1. Accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate;
  2. Effettuare il login con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS;
  3. Selezionare il servizio “F24 web” dalla sezione "Pagamenti";
  4. Compilare il modello F24 online, inserendo il codice tributo 1040 e i dati richiesti per il versamento;
  5. Verificare e confermare il pagamento;
  6. Conservare la ricevuta.

Ravvedimento operoso per codice tributo 1040

Il ravvedimento operoso è uno strumento che consente ai contribuenti di regolarizzare un pagamento omesso o effettuato in ritardo andando a ridurre le sanzioni previste dalla normativa fiscale.

Se il versamento della ritenuta d’acconto con codice tributo 1040 non avviene entro la scadenza prevista, il ravvedimento operoso permette, quindi, di mettersi in regola con il Fisco pagando una sanzione ridotta assieme agli interessi di mora.

Cos’è il ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso è una procedura prevista dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 che permette ai contribuenti di sanare errori od omissioni nel pagamento delle imposte, beneficiando di sanzioni ridotte rispetto a quelle standard.

Può essere, quindi, utilizzato per sanare il mancato versamento del codice tributo 1040 in caso di:

  • Omesso pagamento della ritenuta d’acconto entro la scadenza prevista;
  • Pagamento in ritardo rispetto alla data del 16 del mese successivo;
  • Errori nella compilazione del modello F24, che hanno comportato un versamento insufficiente.

L’importante è che il pagamento avvenga prima di un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal 1° settembre 2024, per effetto del D.Lgs. 87/2024, sono entrate in vigore delle modifiche significative al regime del ravvedimento operoso che hanno ridotto le sanzioni per omessi o tardivi versamenti. La sanzione ordinaria è stata ridotta dal 30% al 25% dell'imposta dovuta.

Le nuove riduzioni delle sanzioni in base al ritardo nel versamento sono le seguenti:

  • Entro 14 giorni dalla scadenza: 0,0833% per ogni giorno di ritardo (pari a 1/15 del 12,5% per ciascun giorno)
  • Dal 15° al 30° giorno: 1,25% dell'importo dovuto (pari a 1/10 del 12,5%)
  • Dal 31° al 90° giorno: 1,39% dell'importo dovuto (pari a 1/9 del 12,5%)
  • Dal 91° giorno fino a un anno: 3,125% dell'importo dovuto (pari a 1/8 del 25%)
  • Oltre un anno: 3,57% dell'importo dovuto (pari a 1/7 del 25%)

Come si effettua il calcolo di sanzioni e interessi per il codice tributo 1040 con ravvedimento operoso?

Per regolarizzare un pagamento con il ravvedimento operoso, è necessario versare:

  1. L’importo della ritenuta d’acconto dovuta (codice tributo 1040);
  2. La sanzione ridotta, calcolata in base ai giorni di ritardo;
  3. Gli interessi legali, calcolati sul periodo di ritardo.

Gli interessi vengono applicati sulla base del tasso legale vigente, che può variare di anno in anno.

Esempio di calcolo

Immaginiamo che un’azienda abbia l’obbligo di versare 1.000 € di ritenuta d’acconto con il codice tributo 1040, ma per una svista si dimentichi di farlo entro la scadenza prevista, ossia il 16 aprile 2025.

Se il reparto contabilità si accorge subito del ritardo e versa l’importo il 25 aprile, ovvero con 9 giorni di ritardo:

  • La sanzione sarà dello 0,0833% per ogni giorno dalla scadenza, quindi:
    0,0833% × 9 giorni = 0,7497% di 1.000 € → 7,50 € di sanzione
  • Gli interessi legali sono calcolati considerando un tasso annuo dello 2%:
     1.000 € × 2% × (9/365 giorni) = 0,493 € (arrotondato a 0,49 €) di interessi

Il totale da versare sarà, quindi, pari a: 1.000 € + 7,50 € + 0,49 € = 1.007,99 €

Se l’azienda si accorge del mancato pagamento solo più tardi e lo effettua il 5 giugno, con 50 giorni di ritardo, il ravvedimento è ancora possibile, ma con una sanzione leggermente più alta:

  • La sanzione, in questo caso, sarà pari all’1,39% dell’importo dovuto: 
    1,39% di 1.000 € = 13,90 € di sanzione
  • Gli interessi legali vengono calcolati per 50 giorni di ritardo: 
    1.000 € × 2% × (50/365 giorni) = 2,74 € di interessi

Il totale da versare sarà, quindi, pari a: 1.000 € + 13,90 € + 2,74 € = 1.016,64 €

Codice tributo 1040: Errori comuni e come evitarli

Compilare correttamente il modello F24 con il codice tributo 1040 è fondamentale per evitare problemi con l'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, molti contribuenti commettono errori che possono portare a pagamenti errati o a sanzioni.

Errori frequenti nella compilazione dell’F24

Uno degli errori più frequenti è l’inserimento errato del codice tributo 1040 o il suo posizionamento nella sezione sbagliata del modello F24. Se il codice non è corretto, l’importo versato potrebbe essere associato a un’imposta diversa.

Il versamento della ritenuta d’acconto con codice tributo 1040 deve essere effettuato entro il 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuto il pagamento del compenso. Molti contribuenti commettono l’errore di indicare un mese di riferimento errato nel modello F24 o di dimenticare la scadenza, con il conseguente rischio di incorrere in sanzioni e nel pagamento degli interessi di mora.

Come evitare le sanzioni

Se ti accorgi di aver saltato una scadenza, è fondamentale intervenire il prima possibile in modo da ridurre al minimo la sanzione. Il pagamento tramite ravvedimento operoso si effettua sempre con il modello F24, utilizzando il codice tributo 1040 per l’importo dovuto e il codice tributo 8948 per la sanzione ridotta (che sostituisce il precedente codice tributo 8906 - risoluzione n. 18/E del 28 aprile 2023). Per gli interessi di mora, invece, deve essere utilizzato il codice tributo 1991.

Per evitare errori, ti consigliamo di adottare alcune buone pratiche:

  • Verifica sempre i dati prima di confermare il pagamento. Un errore nel codice tributo o nel mese di riferimento potrebbe causare dei successivi problemi fiscali.
  • Utilizza strumenti di pagamento sicuri. Il versamento online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate o attraverso l’home banking riduce il rischio di commettere degli errori rispetto ai pagamenti manuali.
  • Segna le scadenze in agenda. Il 16 di ogni mese è la data di riferimento per il versamento del codice tributo 1040.
  • Consulta un commercialista in caso di dubbi. Un esperto fiscale può aiutarti a evitare potenziali errori e a gestire correttamente il versamento della ritenuta d’acconto.

FAQ

Cosa significa il codice tributo 1040 nel modello F24?

Il codice tributo 1040 nel modello F24 identifica il versamento delle ritenute d’acconto sui compensi per lavoro autonomo, prestazioni occasionali e provvigioni. Il committente trattiene una percentuale del compenso dei collaboratori e la versa all’Agenzia delle Entrate come anticipo sull’IRPEF dovuta dal professionista.

Qual è il codice tributo per gli interessi sul 1040?

Il codice tributo per gli interessi relativi al mancato o tardivo versamento del codice tributo 1040 è il codice 1991. Esso deve essere utilizzato nel modello F24 insieme al codice tributo 1040 per il pagamento della ritenuta non versata in precedenza e al codice 8948 per le sanzioni.

Come si calcola la sanzione per il pagamento ritardato dell’F24 codice tributo 1040?

La sanzione per il pagamento tardivo del codice tributo 1040 si calcola in base ai giorni di ritardo e può essere ridotta con il ravvedimento operoso:

Periodo di ritardo dalla scadenzaSanzione ridotta
Entro 14 giorni0,0833% per ogni giorno di ritardo (pari a 1/15 del 12,5%)
Dal 15° al 30° giorno1,25% dell’importo dovuto (pari a 1/10 del 12,5%)
Dal 31° al 90° giorno1,39% dell’importo dovuto (pari a 1/9 del 12,5%)
Dal 91° giorno fino a 1 anno3,125% dell’importo dovuto (pari a 1/8 del 25%)
Da 1 anno in su3,57% dell’importo dovuto (pari a 1/7 del 25%)

Alla sanzione si aggiungono, inoltre, gli interessi legali calcolati per i giorni di ritardo.

A cosa corrisponde il codice tributo 1040?

Il codice tributo 1040 è utilizzato per il pagamento delle ritenute d’acconto applicate ai compensi per lavoro autonomo, collaborazioni occasionali e provvigioni. I sostituti d’imposta lo impiegano per trattenere e versare all’Agenzia delle Entrate un anticipo sull’IRPEF dovuta dal professionista.

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