Apri il conto

Ultimi articoli

Contenuti
Contenuti

Codice tributo 9001: ecco a cosa si riferisce e come procedere

Condividi post

Codice tributo 9001

Il codice tributo 9001 corrisponde a un codice inserito in un modulo F24 precompilato che l’Agenzia delle Entrate invia ai contribuenti in caso di irregolarità nel pagamento di tasse, tributi, imposte e contributi.

Coloro che hanno ricevuto una lettera con questo tipo di modulo si saranno chiesti come procedere in questi casi: in questo articolo ti parleremo di questo codice tributo F24, delle opzioni a disposizione del contribuente e di come procedere al pagamento.

Che cos’è il codice tributo 9001?

I contribuenti che effettuano annualmente la dichiarazione dei redditi per il versamento di contributi, imposte e tributi, lo fanno solitamente attraverso modello F24 semplificato o ordinario a seconda del pagamento.

L’Agenzia delle Entrate effettua regolarmente dei controlli per verificare la correttezza dei dati trasmessi dai contribuenti, e qualora ci fossero inesattezze invia una comunicazione di irregolarità al contribuente.

Dunque il codice tributo 9001 fa riferimento a un debito fiscale del contribuente nei confronti del fisco.

Questo tipo di debito è particolarmente frequente quando si fanno degli errori nello stabilire quali siano le deduzioni e le detrazioni che riducono l’imponibile. Per stabilire con certezza chi abbia ragione tra il contribuente e l’Agenzia, la contabilità è l’unico strumento utile.

FINOM ti permette di limitare gli errori, creando per lavoratori autonomi e imprenditori un sistema intuitivo e rapido.

Il servizio di fatturazione permette di creare fatture in pochi minuti – anche da mobile.

Inoltre, l’account business permette la riconciliazione automatica di fatture e spese, dando anche accesso alle carte FINOM – che garantiscono fino al 3% di cashback.

Cosa fare quando si riceve la comunicazione dall’Agenzia delle Entrate con codice 9001?

Al ricevimento dell’avviso bonario, perché in questo consiste la comunicazione che viene inizialmente ricevuta dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente potrà procedere in due modi: 

  • Contestare il debito: qualora il contribuente riscontrasse un errore da parte dell’Agenzia, potrebbe ovviamente procedere con la contestazione.

La contestazione avviene attraverso la comunicazione in autotutela, che può essere trasmessa attraverso il canale Civis, attraverso l’invio di una PEC all’ufficio indicato nella comunicazione, presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, o telefonando al numero verde del centro assistenza dell’Agenzia.

  • Procedere con il pagamento: in questo caso, si possono utilizzare più metodi per finalizzare i pagamenti – come vedremo nel dettaglio – secondo precise scadenze.

Come procedere con il pagamento del codice tributo 9001

Qualora il contribuente si rendesse conto di aver effettivamente commesso degli errori nella dichiarazione dei redditi, dovrebbe allora procedere con il pagamento.

Innanzitutto è bene specificare che è possibile rateizzare il pagamento del debito, ma a seconda della somma da versare il numero massimo delle rate cambia:

  • Se la somma arriva fino a 5.000 €, il numero massimo di rate di cui il contribuente può usufruire è 6;
  • Se la somma supera i 5.000 €, il numero massimo di rate è 20.

Il contribuente può anche decidere di effettuare il pagamento in un’unica soluzione: in questo caso, il pagamento andrà effettuato entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Con il pagamento immediato è possibile beneficiare di una riduzione del debito pari al 10%.

In caso di dilazione, la prima rata andrà pagata entro i primi 30 giorni, mentre le altre rate devono essere pagate ogni tre mesi.

Quando si riceve questa comunicazione, l’Agenzia invia anche un modello F24 precompilato: questo può essere utilizzato per effettuare il pagamento. Bisogna ricordare che i titolari di partita IVA possono effettuare il pagamento solo tramite il servizio telematico presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Inoltre, bisogna tener presente che quando si sceglie di rateizzare il pagamento si devono anche calcolare gli interessi di dilazione: per pagarli si può sempre utilizzare il modello F24, ma con il codice tributo 9002.

Cosa accade quando si salta una rata o si paga in ritardo

Come anticipato, le scadenze per versare il debito sono ben definite, ma un contribuente potrebbe trovarsi nella condizione di dover pagare in ritardo o di non poter far fronte a tutte le rate.

In questi casi, i provvedimenti presi dall’Agenzia delle Entrate saranno diversi a seconda del caso specifico:

  • Quando non si fa richiesta di rateizzazione e non si versa l’importo entro i 30 giorni previsti, si perde il diritto allo sconto del debito e l’Agenzia incarica un agente di riscossione per riscuotere il debito;
  • Quando si fa richiesta di rateizzazione e si salta la scadenza della prima rata, o si salta una delle rate, si perde il diritto alla dilazione e anche in questo caso viene incaricato un agente di riscossione.

Ci sono poi i casi in cui la rateizzazione è stata richiesta, ma si verificano ritardi che rientrano nei “lievi inadempimenti”. In questi casi non si perde il diritto alla dilazione, a patto che si proceda con la regolarizzazione dei pagamenti entro i termini previsti per la rata successiva. Questi termini prevedono 90 giorni di tempo quando si tratta dell’ultima rata. Ecco i casi di lieve inadempimento:

  • Si effettua il pagamento della rata ma solo in parte – a patto che la cifra mancante non superi il 3% dell’importo totale della rata, e comunque non superi i 10.000 €;
  • Si effettua il pagamento della prima rata con un ritardo non superiore ai 7 giorni.

Conclusioni

Il codice tributo 9001 fa parte dei moduli F24 precompilati inviati dall’Agenzia delle Entrate in caso di debito con il fisco. Ecco perché è fondamentale sapere come procedere qualora si ricevesse tale comunicazione.

Condividi post

Post correlati

Prova subito FINOM gratis

Il servizio di fatturazione elettronica semplice e con il servizio clienti più veloce in Italia

Provalo per €0