Capire quanto costa aprire una Partita IVA è uno dei primi dubbi per chi vuole mettersi in proprio. In questa guida scopri i costi previsti nel 2026, le differenze tra professionisti, freelance e ditte individuali e le agevolazioni disponibili.

Contenuti

Apertura Partita IVA: quanto costa

Aprire una Partita IVA è gratuito. Le spese, però, possono cambiare in base al tipo di attività e agli adempimenti necessari per iniziare a lavorare.

Quanto costa aprire la Partita IVA da professionista o freelance senza cassa?

Professionisti e freelance senza una cassa previdenziale di categoria possono aprire autonomamente la Partita IVA senza sostenere alcun costo. Se preferisci affidare la pratica a un commercialista, dovrai, invece, considerare il suo compenso.

VoceCosto indicativo
Apertura della Partita IVA0 €
Assistenza di un commercialista (facoltativa)Circa 150 €

Quanto costa aprire la Partita IVA da professionista con cassa previdenziale?

Chi esercita una professione regolamentata può dover iscriversi a un ordine o albo e alla relativa cassa previdenziale. La Partita IVA resta gratuita, mentre gli altri costi dipendono dalla professione e dall'ente di riferimento.

VoceCosto indicativo
Apertura della Partita IVA0 €
Iscrizione a ordine o alboVariabile
Assicurazione professionale, quando previstaVariabile

Non esiste, quindi, un totale valido per tutte le professioni. Per esempio, nel 2026 l'iscrizione all'Ordine degli Ingegneri di Milano prevede 16 € per la marca da bollo e 168 € per la tassa di concessione governativa. Per chi non rientra nell'agevolazione riservata ai neoabilitati, la quota ordinaria di prima iscrizione è di 25 € fino a 35 anni e 125 € dai 36 anni. Per le iscrizioni effettuate nel secondo semestre 2026, queste quote sono ridotte del 50%, rispettivamente a 12,50 € e 62,50 €.

Nell'esempio dell'Ordine degli Ingegneri di Milano, quindi, nel secondo semestre 2026 i costi iniziali vanno da 184 € a 246,50 €, esclusi contributi previdenziali e assicurazione.

Quanto costa aprire la Partita IVA come ditta individuale?

Per una ditta individuale l'apertura della Partita IVA è sempre gratuita, ma l'avvio dell'impresa richiede generalmente anche l'iscrizione al Registro delle Imprese. A questa possono aggiungersi il diritto camerale e, quando prevista per l'attività, la presentazione della SCIA al Comune di riferimento.

VoceCosto indicativo
Apertura della Partita IVA0 €
Diritti di segreteria18 €
Imposta di bollo17,50 €
Diritto camerale annuale, sezione specialeCirca 53 €
Diritto camerale annuale, sezione ordinariaCirca 120 €
SCIA e altri possibili permessi se richiestiVariabile in base al Comune e all'attività
PECVariabile in base al gestore
Firma digitaleVariabile in base al fornitore e al dispositivo scelto

Il costo amministrativo iniziale parte, quindi, da circa 88,50 € per una ditta individuale iscritta nella sezione speciale e da circa 155,50 € per una iscritta nella sezione ordinaria, oltre all'eventuale SCIA.

Scopri il nostro conto business

Quanto costa mantenere una Partita IVA?

Una volta aperta la Partita IVA, ci sono costi di gestione aggiuntivi ricorrenti, come le tasse, i contributi previdenziali e, se strettamente necessario, ci sono anche i costi del commercialista. Vediamo nel dettaglio quali sono i costi di mantenimento della Partita IVA:

Tasse, contributi e altri costi ricorrenti

Gli importi cambiano soprattutto tra professionisti, freelance e titolari di ditte individuali:

VoceChi riguardaCosto nel 2026
Gestione Separata INPSProfessionisti e freelance senza cassa previdenziale26,07% del reddito imponibile, oppure 24% per pensionati o soggetti già assicurati presso un'altra forma di previdenza obbligatoria
Contributi artigianiDitte individuali artigianeAlmeno 4.521,36 € all'anno, calcolati sul reddito minimale di 18.808 €, oltre ai contributi sulla quota di reddito eccedente (aliquota del 24% per il 2026)
Contributi commerciantiDitte individuali commercialiAlmeno 4.611,64 € all'anno, calcolati sul reddito minimale di 18.808 €, oltre ai contributi sulla quota di reddito eccedente (aliquota del 24,48% nel 2026)
Imposta sostitutivaRegime forfettario15% del reddito imponibile, ridotto al 5% per l'anno di avvio e i quattro successivi, se si rispettano i requisiti previsti dalla normativa
IRPEFRegime ordinario23% fino a 28.000 €, 33% oltre 28.000 € e fino a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €, oltre alle eventuali addizionali regionali e comunali
Premio INAILArtigiani e altri soggetti tenuti all'assicurazione obbligatoria INAILVariabile in base all'attività e al rischio assicurato. Per gli artigiani si applica un premio speciale unitario annuale, determinato anche in base alla classe di rischio

Per i professionisti iscritti a una cassa previdenziale, i contributi dipendono, invece, dalla cassa di categoria. Possono, inoltre, aggiungersi spese per software di fatturazione, iscrizioni professionali e altri servizi necessari per gestire l'attività.

Costo del commercialista

Il costo del commercialista cambia in base al regime fiscale, al tipo di attività e ai servizi inclusi. Nel 2026, per una Partita IVA in regime forfettario il costo medio è di circa 400 - 1.000 € all'anno. Per una ditta individuale in regime ordinario o contabilità semplificata, la spesa può arrivare a circa 1.000 - 2.000 € all'anno.

Il servizio può comprendere:

  • la tenuta della contabilità
  • la dichiarazione dei redditi
  • il calcolo di imposte e contributi
  • l'assistenza per gli adempimenti fiscali e previdenziali

Le tariffe sono libere, quindi il costo effettivo dipende dal professionista scelto e dalle attività incluse nel preventivo.

Come possono agevolazioni e incentivi ridurre i costi della Partita IVA?

Il regime fiscale in cui si trova l'attività può incidere sul modo in cui vengono calcolati il reddito imponibile e le spese.

Nel regime forfettario, il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi e, in genere, non è possibile dedurre i costi effettivamente sostenuti. Gli artigiani e i commercianti che rispettano i requisiti possono inoltre richiedere il regime contributivo agevolato INPS, che prevede una riduzione del 35% dei contributi previdenziali.

Nel regime ordinario, invece, le spese inerenti all'attività possono essere dedotte secondo le regole previste dalla normativa.

Per questo, la convenienza di un regime rispetto ad un altro dipende anche dal peso dei costi sostenuti per svolgere le operazioni d'impresa.

Esistono, inoltre, degli incentivi che possono coprire una parte delle spese necessarie per avviare un nuovo progetto:

  • Resto al Sud 2.0: è rivolto agli under 35 che rispettano i requisiti previsti e avviano un'attività nel Mezzogiorno. Prevede voucher a fondo perduto e contributi agli investimenti, con importi e percentuali che cambiano in base al progetto.
  • Autoimpiego Centro-Nord: è destinato agli under 35 che possiedono i requisiti richiesti e vogliono avviare un'attività nelle regioni del Centro-Nord. Anche in questo caso sono previsti voucher e contributi a fondo perduto per sostenere le spese iniziali.

Prima di richiedere un'agevolazione, verifica sempre i requisiti, le spese ammissibili e la disponibilità delle risorse, perché le condizioni possono cambiare nel tempo.

FAQ

Il regime fiscale incide sui costi di apertura della Partita IVA?

No. L'apertura della Partita IVA è gratuita indipendentemente dal regime fiscale scelto. Il regime forfettario od ordinario incide, invece, sulle imposte, sugli adempimenti e sui costi di gestione successivi all'apertura.

Quali sono i costi minimi per aprire una Partita IVA nel 2026?

Il costo minimo è 0 € per professionisti e freelance che aprono autonomamente la Partita IVA e non devono sostenere ulteriori spese per iscrizioni o adempimenti specifici. Per una ditta individuale, invece, possono aggiungersi imposta di bollo, diritti di segreteria, diritto camerale ed eventuali costi legati alla SCIA.

Quanto costa aprire una Partita IVA da soli?

Se presenti la richiesta in autonomia, l'apertura della Partita IVA costa 0 €. Restano a tuo carico eventuali spese richieste per l'avvio dell'attività, come l'iscrizione al Registro delle Imprese o a un ordine professionale.

Leggi gli altri articoli:

Ultimi articoli