I finanziamenti a fondo perduto nel 2026 offrono un’opportunità unica per avviare o ampliare attività imprenditoriali senza obbligo di restituzione del capitale. Questa guida pratica spiega come accedere ai bandi, requisiti, settori supportati e vantaggi per giovani, startup e piccole imprese.

Contenuti

Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto nel 2026?

Il finanziamento a fondo perduto è una forma di sostegno pubblico con cui a un imprenditore o a un’azienda vengono concessi fondi senza obbligo di restituzione. Questi contributi sono particolarmente rilevanti per le piccole e medie imprese, le startup e i lavoratori autonomi.

I fondi possono essere utilizzati solo per scopi specifici indicati nelle condizioni del bando. Questi possono includere investimenti in attrezzature, creazione di posti di lavoro o iniziative ecologiche.

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Chi può accedere ai finanziamenti a fondo perduto 2026?

Se stai cercando idee per aprire un negozio in un piccolo paese, puoi anche valutare i metodi di supporto disponibili. In questo modo, potresti avere accesso a un finanziamento aggiuntivo per avviare la tua attività.

Vediamo ora chi può beneficiare di queste agevolazioni.

Giovani imprenditori

Lo Stato italiano promuove attivamente l'imprenditorialità giovanile attraverso contributi e fondi dedicati. I prestiti a tasso zero e i contributi a fondo perduto sono spesso destinati a giovani sotto i 35-36 anni che vogliono avviare un'attività. 

Per accedere ai fondi, è generalmente richiesta una partita IVA attiva o in fase di apertura, un business plan dettagliato con previsioni economiche, un documento d'identità valido e il codice fiscale. 

Startup e nuove imprese

I finanziamenti per startup a fondo perduto accelerano lo sviluppo di nuove imprese. Per qualificarsi come startup innovativa servono: sede in Italia, costituzione da meno di 60 mesi, fatturato sotto i 5 milioni e un requisito d'innovazione (R&S al 15%, brevetti o team qualificato). Presentando un business plan dettagliato e la visura camerale, nel 2026 puoi accedere a programmi come Smart&Start Italia o Resto al Sud 2.0.

Nuove Partite IVA (neo-aperti)

I finanziamenti a fondo perduto per nuove partite iva si rivolgono a chi ha aperto la propria posizione fiscale di recente. La definizione di "nuova" varia da bando a bando: alcuni richiedono l'apertura entro gli ultimi 12 mesi, altri estendono il termine a 24 mesi dalla data di presentazione della domanda. Verifica sempre le condizioni specifiche del singolo bando.

Associazioni no profit

I finanziamenti a fondo perduto per associazioni no profit nel 2026 provengono da diverse fonti. Il Fondo per il finanziamento di progetti delle organizzazioni di volontariato e APS iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), stanzia risorse annuali per attività di interesse generale. Per il Sud Italia, il programma Cultura Crea Plus ammette anche enti no profit attivi nei settori culturali e turistici, con contributi a fondo perduto fino all'80% (elevabile al 90% per imprese giovanili o femminili).

Attività commerciali già avviate

Anche le attività commerciali già avviate possono accedere a finanziamenti a fondo perduto. ON – Nuove Imprese a Tasso Zero ammette imprese esistenti da 3 a 5 anni per progetti con investimenti fino a 3 milioni di euro. Il Contratto di Sviluppo finanzia grandi investimenti strategici superiori a 20 milioni di euro. Nuova Sabatini (https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/agevolazioni-per-gli-investimenti-delle-pmi-in-beni-strumentali-nuova-sabatini) offre contributi in conto interessi per acquisti di beni strumentali da parte di imprese già attive.

Imprese in fase di acquisizione o rilevamento

Chi intende rilevare attività già esistenti può accedere a specifiche agevolazioni. ON – Nuove Imprese a Tasso Zero finanzia anche operazioni di acquisizione e rilevamento, purché l'impresa acquirente rispetti i requisiti di composizione societaria (prevalenza under 35 o donne). Il programma Resto al Sud 2.0 ammette il rilevamento di attività nel Mezzogiorno, a condizione che sia un giovane under 35 in possesso dei requisiti. 

Imprenditrici donne

Le donne sono ancora sottorappresentate in alcuni settori, come l’industria e la tecnologia. Per questo esistono bandi dedicati esclusivamente all’imprenditoria femminile, finalizzati a:

  • avviare una nuova attività
  • rilevare un’azienda esistente
  • investire nell’espansione del proprio business

Sono ammesse sia le ditte individuali sia le società con prevalenza femminile.

Disoccupati e persone con contratti precari

Lo Stato incentiva queste categorie ad avviare un’attività in proprio, offrendo finanziamenti agevolati, con una quota significativa a fondo perduto (fino al 50%). Serve spesso l’iscrizione al centro per l’impiego e la partecipazione a un corso gratuito di formazione imprenditoriale.

Imprese nel Mezzogiorno

Le regioni del Sud (come Calabria, Sicilia, Campania e Puglia) offrono condizioni molto vantaggiose, con contributi a fondo perduto fino al 60%. È necessario risiedere in una regione del Sud e avere un progetto imprenditoriale non inerente ad attività commerciali tradizionali.

Progetti green e digitali

Chi propone iniziative legate alla sostenibilità ambientale, alla transizione digitale o al risparmio energetico può accedere a fondi mirati. È spesso richiesto un piano tecnico-economico dettagliato e, in alcuni casi, una collaborazione con partner (es. università o aziende).

Finanziamenti a fondo perduto 2026: principali bandi e opportunità disponibili per i giovani

Bene, adesso ti stai chiedendo quali sono i principali bandi a carattere regionale a cui potresti presentare la tua candidatura? Vediamoli insieme!

Resto al Sud 2.0

Dal 15 ottobre 2025, il precedente bando Resto al Sud ha lasciato il posto a Resto al Sud 2.0, una misura completamente rinnovata introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024). Il programma, gestito da Invitalia con una dotazione di 356,4 milioni di euro, è riservato ai giovani tra i 18 e i 35 anni (non compiuti) residenti nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Si applica anche ai residenti in comuni delle regioni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2009 e 2016.

Per accedere al bando, oltre al requisito anagrafico, è necessario trovarsi in condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oppure essere iscritti al programma GOL o rientrare nella categoria dei "working poor" (reddito annuo inferiore a 12.000 €).

Le agevolazioni sono erogate interamente come contributi a fondo perduto (a differenza del vecchio Resto al Sud che prevedeva il 50% a fondo perduto e il 50% a prestito) e si articolano in due strumenti:

  • un voucher fino a 50.000 € per le spese iniziali di avvio (consulenze, formazione, attrezzature)
  • un contributo a fondo perduto fino a 200.000 € per programmi di investimento strutturati (macchinari, arredi, software, opere murarie)

La domanda si presenta esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia (https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20). Serve SPID/CIE, firma digitale e PEC. Le domande sono valutate in ordine cronologico fino a esaurimento fondi.

Ogni iniziativa ammessa riceve anche un tutoring obbligatorio erogato da Invitalia, articolato in quattro incontri per supportare l'avvio e la gestione dell'attività.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero

Il programma ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero (https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/ON-nuove-imprese-tasso-zero) è tra le opportunità più vantaggiose per giovani imprenditori e donne che intendono avviare un'attività autonoma in Italia. Questo strumento finanziario, gestito da Invitalia in collaborazione con il MIMIT, è stato ideato specificamente per sostenere la nascita di nuove imprese e favorire l'occupazione giovanile. Un finanziamento che puoi sfruttare al meglio per trasformare in realtà le tue idee imprenditoriali.

Possono accedere al finanziamento:

  • le imprese costituite da meno di 60 mesi
  • le persone fisiche che intendono avviare una nuova attività

La compagine sociale deve essere composta per almeno il 51% da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di qualsiasi età.

Il finanziamento può coprire fino al 90 % delle spese e viene erogato sotto forma di un mix tra contributo a fondo perduto e prestito a tasso zero da restituire entro 10 anni.

Il progetto deve prevedere un investimento minimo di 50.000 €, che può arrivare a 1,5 milioni per imprese under 3 anni e a 3 milioni per quelle tra 3 e 5 anni.

Il programma si articola in due linee di intervento, in base all’età dell’impresa:

  • Se la tua attività ha meno di 3 anni, puoi presentare un progetto con investimenti fino a 1,5 milioni di euro. In questo caso, il contributo a fondo perduto può coprire fino al 20 % delle spese.
  • Se la tua impresa è attiva da 3 a 5 anni, l’investimento può arrivare a 3 milioni di euro, ma il contributo a fondo perduto non può superare il 15 % delle spese ammissibili.

È possibile richiedere anche un aiuto per le esigenze di capitale circolante, ad esempio per l’acquisto di materie prime o per i servizi necessari allo svolgimento dell’attività.

Non sono richieste garanzie per i finanziamenti fino a 250.000 euro. Per importi superiori è invece prevista una garanzia, che riguarda soprattutto la parte a fondo perduto.

Da dicembre 2025, la presentazione delle domande avviene tramite una nuova piattaforma Invitalia. Le domande precedentemente in compilazione sono state migrate automaticamente.

Smart&Start Italia: finanziamenti per startup tech

Smart&Start Italia (https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/smartstart-italia) è un programma attivo dal 2014, pensato per offrire un sostegno concreto alle startup innovative, in particolare quelle che operano nel settore tecnologico. Il finanziamento a tasso zero copre fino all'80% delle spese ammissibili (elevabile al 90% per startup interamente composte da donne e/o giovani under 36, o con ricercatori con dottorato rientrati dall'estero), per un importo compreso tra 100.000 e 1,5 milioni di euro. Dal novembre 2025, la procedura avviene tramite la nuova piattaforma Smart&Start Invitalia.

Questo finanziamento è gestito da Invitalia. Per le startup con sede nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), una quota del finanziamento - pari al 30% dell'importo agevolato (escluso il capitale circolante) - è convertita in contributo a fondo perduto. Dal 2025 sono ammessi anche progetti italo-francesi nell'ambito del Trattato del Quirinale.

Copre costi essenziali come lo sviluppo del prodotto, la brevettazione, le assunzioni di personale specializzato e le infrastrutture tecnologiche. Rappresenta un’opportunità unica per trasformare le idee innovative in imprese sostenibili.

Possono accedere alle agevolazioni:

  • le startup innovative di piccola dimensione, costituite da non oltre 60 mesi e iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese
  • i team di aspiranti imprenditori, inclusi i cittadini stranieri in possesso dello “Startup Visa”
  • le imprese estere che intendono aprire una sede operativa in Italia

Se tu e la tua azienda avete deciso di partecipare a questo bando, la vostra startup dovrà necessariamente avere un solido business plan che possa dimostrare di essere innovativa e una nuova futura presenza nel mondo delle tecnologie. 

Contributi regionali e locali a fondo perduto: cosa sono?

Oltre ai finanziamenti nazionali, in Italia esistono anche agevolazioni regionali, ovvero contributi a fondo perduto offerti da singole regioni come la Lombardia. Questi bandi servono ad aiutare le piccole e medie imprese a crescere in settori chiave, come la digitalizzazione o l’espansione sui mercati internazionali. Tra questi, troviamo:

  • Bandi per la transizione digitale: diverse regioni pubblicano bandi annuali per sostenere le PMI che vogliono investire in tecnologie digitali. In Lombardia, ad esempio, la Regione pubblica periodicamente avvisi per l'acquisto di attrezzature, software, servizi di consulenza IT e sicurezza informatica.
  • Bando Fiere Internazionali: questa agevolazione ti permette di partecipare a fiere internazionali, sia in Italia che all’estero. Il contributo copre spese come l’iscrizione, l’affitto dello stand, la logistica e il materiale promozionale. È pensato per le micro, piccole e medie imprese con sede nella regione di riferimento.
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Finanziamenti a fondo perduto 2026: altri bandi regionali

Oltre ai principali programmi statali, esistono anche agevolazioni specializzate e settoriali.

Ad oggi, quelle accessibili agli imprenditori in base al tipo di attività, al settore o alla regione sono:

  • Cultura Cresce (https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/cultura-cresce): programma rivolti allo sviluppo dell’imprenditoria culturale e creativa nel Sud Italia (ad esempio in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria). Offre finanziamenti a startup, microimprese e organizzazioni no profit attive nei settori del turismo, dell’arte e della cultura.
  • Fondo IPCEI (Important Projects of Common European Interest) (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_3087): fondo europeo per sostenere progetti industriali strategici e ad alto contenuto tecnologico, come la microelettronica, l’idrogeno o le batterie. Si rivolge a imprese innovative con impatto a livello europeo.
  • FCS-Fondo Crescita Sostenibile R&S (https://www.mimit.gov.it/index.php/it/incentivi/fondo-per-la-crescita-sostenibile): programma di finanziamento per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale legati alla sostenibilità, alle tecnologie verdi e alle energie rinnovabili.
  • Fondo Innovazione per la Produttività (https://sni.unioncamere.it/notizie/fondo-innovazione-intervento-sostegno-della-produttivita): agevolazioni destinate a migliorare la produttività aziendale attraverso l’automazione, la digitalizzazione dei processi e l’adozione di tecnologie avanzate, principalmente nell’agricoltura.
  • Agevolazioni Green New Deal Italia (https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/green-new-deal): contributi e finanziamenti per progetti a vocazione ambientale, tra cui tecnologie sostenibili, efficienza energetica, riciclo dei materiali e riduzione delle emissioni.
  • Contratto di Sviluppo (https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/contratto-di-sviluppo): destinato a grandi investimenti strategici, è riservato a imprese che realizzano progetti di valore superiore ai 20 milioni di euro (o 7,5 milioni nel caso del turismo o dell’agroalimentare).

Come hai visto, le opportunità non mancano. Se hai un’idea valida e un progetto ben strutturato, il 2026 potrebbe essere l’anno giusto per trasformarlo in realtà grazie a un finanziamento a fondo perduto.

Rischi e limitazioni dei finanziamenti a fondo perduto 2026

Sebbene i finanziamenti a fondo perduto rappresentino un'ottima opportunità per ottenere risorse economiche, è importante non sottovalutare i seguenti aspetti:

  • Tempi lunghi per l’approvazione: l’ottenimento del finanziamento può richiedere diversi mesi. Le domande vengono esaminate in più fasi, tra cui la valutazione preliminare, l’analisi del progetto e l’approvazione finale.
  • Requisiti rigidi: per accedere ai contributi a fondo perduto, è necessario soddisfare criteri stringenti riguardanti tipo di attività, area geografica, forma giuridica, numero di dipendenti, ecc.
  • Documentazione complessa: la procedura di candidatura richiede spesso un ampio carico burocratico, che va dal business plan a preventivi, certificazioni, documenti legali e altri materiali giustificativi.
  • Vincoli sull’utilizzo dei fondi: i fondi possono essere usati solo per le finalità specificate, come l’acquisto di attrezzature o la formazione del personale. La riallocazione non autorizzata delle risorse è vietata.
  • Controlli e rendicontazione: dopo l’erogazione del finanziamento, le imprese devono fornire report regolari su spese e avanzamento del progetto. In caso di irregolarità, sono possibili sanzioni o l’obbligo di restituzione dell’importo ricevuto.
  • Concorrenza elevata: il numero di richiedenti spesso supera le disponibilità del fondo. Anche progetti validi possono non ottenere il finanziamento per via del budget limitato.

Essere consapevoli di queste difficoltà ti aiuterà a prepararti al meglio. Con un progetto solido, una documentazione curata e una buona pianificazione, potrai aumentare le tue possibilità di successo e affrontare con più serenità anche le fasi più complesse del percorso.

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Come richiedere un finanziamento a fondo perduto per la tua attività?

Se hai deciso di presentare la tua domanda di richiesta di finanziamento a fondo perduto, dovrai tenere in considerazione che sarà importante seguire la procedura in modo scrupoloso e fare attenzione a non perdere i documenti necessari e le scadenze.

I passi da intraprendere per la richiesta di un finanziamento

Il primo passo è identificare con precisione il bando più adatto alla propria attività. Per farlo, è necessario analizzare i requisiti, i settori ammissibili e le tempistiche su portali istituzionali come Invitalia o i siti regionali. 

Una volta selezionato il bando, è necessario dedicare particolare attenzione alla preparazione della documentazione. Oltre al business plan dettagliato, che rappresenta il cuore della domanda, è importante raccogliere tutta la documentazione e predisporre i preventivi tecnici per le spese ammissibili. Tutti i documenti devono essere aggiornati. Fai dunque attenzione alle scadenze, poiché un solo errore potrebbe ritardare l’erogazione dei finanziamenti e farti perdere tempo e denaro.

Dovrai presentare la domanda di iscrizione al bando online, solitamente attraverso i portali ufficiali degli enti che erogano i finanziamenti, prestando molta attenzione a rispettare le scadenze e a seguire le modalità di compilazione indicate.

Quanto dura tutto il processo?

Dopo l'invio della domanda di richiesta di fondi, i tempi di valutazione variano generalmente da 3 a 12 mesi, a seconda della complessità del bando e del numero di domande ricevute. Una volta passato questo periodo, ti consigliamo di monitorare regolarmente lo stato della pratica online e tenere a disposizione tutta la documentazione necessaria, nel caso venga richiesta un’integrazione.

Quali documenti mi servono per accedere a un finanziamento a fondo perduto 2026?

Per presentare una domanda completa e corretta per finanziare i progetti a fondo perduto, è essenziale preparare con cura tutta la documentazione necessaria. Tra i documenti essenziali vi sono:

  • Documenti personali: carta d'identità valida, codice fiscale e, se richiesto, tessera sanitaria
  • Progetto o business plan: descrizione dettagliata dell'attività o del progetto per cui si richiede il finanziamento, inclusi obiettivi, piani di spesa e benefici attesi
  • Documentazione fiscale e contabile: ultima dichiarazione dei redditi, bilancio aziendale (se applicabile) ed eventuali attestazioni ISEE (per finanziamenti legati alla situazione economica)

Perché rivolgersi a consulenti esperti per i finanziamenti a fondo perduto?

Affidarsi a consulenti esperti per i finanziamenti a fondo perduto è spesso fondamentale per aumentare le possibilità di successo nella presentazione della domanda, evitare errori formali e orientarsi tra i requisiti specifici di ogni bando.

Se dimenticate di inoltrare uno o due documenti, le conseguenze possono essere gravi. La mancanza anche di un solo documento può comportare l'esclusione dalla procedura di valutazione, a prescindere dalla qualità del progetto presentato.

FAQ 

Posso ottenere un finanziamento a fondo perduto per un'attività turistica?

Sì, è possibile. In Italia esistono diversi programmi dedicati al sostegno del settore turistico, specialmente nelle regioni del Sud o in contesti legati allo sviluppo sostenibile. Iniziative come il Contratto di Sviluppo, il PNRR Turismo, i fondi regionali o i programmi europei (come il FESR) prevedono contributi a fondo perduto per attività che puntano alla modernizzazione, alla digitalizzazione o alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un finanziamento a fondo perduto?

I finanziamenti a fondo perduto rappresentano un’opportunità concreta per avviare o rafforzare un’attività senza dover restituire il capitale ricevuto. Tra i principali vantaggi vi è proprio l’assenza di obbligo di rimborso, che rende questa offerta molto interessante per chi ha risorse finanziarie limitate. Tuttavia, bisogna considerare anche alcuni svantaggi, come i tempi lunghi per l’approvazione della domanda, i criteri di ammissibilità spesso molto rigidi e l’obbligo di utilizzare i fondi esclusivamente secondo quanto previsto dal bando.

Quali sono i criteri di valutazione di un bando per un finanziamento a fondo perduto?

Per valutare correttamente un bando è importante verificare la compatibilità tra il proprio progetto e gli obiettivi dell’iniziativa. Occorre verificare i requisiti richiesti, la zona geografica di riferimento, le spese ammissibili, le tempistiche, gli importi disponibili e le modalità di erogazione del finanziamento.

Quali sono le differenze tra un finanziamento a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato?

Un finanziamento a fondo perduto non richiede alcuna restituzione delle somme ricevute, mentre un finanziamento a tasso agevolato prevede il rimborso, ma con condizioni molto più vantaggiose rispetto ai prestiti bancari tradizionali. Le due tipologie possono coesistere nello stesso bando o essere alternative.

Quali sono le agevolazioni fiscali associate ai finanziamenti a fondo perduto?

In linea generale, i contributi a fondo perduto non sono soggetti a tassazione se derivano da fondi pubblici o europei destinati allo sviluppo economico, ma vanno comunque registrati in bilancio. In alcuni casi, possono incidere sul reddito imponibile, a meno che non siano espressamente esenti.

Posso aprire un negozio con un finanziamento a fondo perduto?

Sì, i finanziamenti a fondo perduto per aprire un negozio esistono. ON – Nuove Imprese a Tasso Zero e Resto al Sud 2.0 ammettono attività commerciali, incluso il commercio al dettaglio.

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