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Contributi IVS: come funzionano, cosa sono, e cosa prevede l’INPS per il 2022

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Contributi IVS

I contributi IVS sono stati stabiliti dall’INPS anche per il 2022. 

In questo articolo tratteremo questo tipo di contributo previdenziale con dati aggiornati per fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno. 

Contributi IVS: cosa sono?

IVS è un acronimo che significa invalidità, vecchiaia e superstiti

Già dal nome si intuisce la funzione e il significato di questi contributi: la contribuzione IVS fa parte del sistema previdenziale italiano, e prevede che ogni lavoratore versi all’INPS una certa quota che verrà restituita sotto forma di pensione se: 

  • Il lavoratore dovesse essere impossibilitato a proseguire la propria attività lavorativa, o per ragioni di età o a causa di infortuni;
  • Dovesse essere necessario permettere ai parenti del contribuente di avere una fonte di reddito in caso di morte del lavoratore stesso.

Si tratta dunque di un tipo di contributi previdenziali che supporta i contribuenti e le loro famiglie in caso di incidenti e infortuni, morte o pensione. 

Come nel caso di tasse e imposte, anche per i contributi previdenziali è importante servirsi di un ottimo sistema contabile per stabilire base imponibile e importi corretti da versare. 

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Chi è tenuto al versamento della contribuzione IVS?

Il contributo IVS è obbligatorio per tutti quei lavoratori che non rientrano tra i dipendenti della pubblica amministrazione. 

Si tratta dunque di contribuzioni previdenziali che sono dovute dalla maggior parte dei lavoratori in Italia – in generale, tutti quelli appartenenti al settore privato, ma le cui modalità di versamento variano a seconda delle categorie di lavoratori: 

  • Lavoratori autonomi: questa categoria provvede al pagamento dei contributi previdenziali in totale autonomia. Aprire partita IVA comporta infatti che gli autonomi debbano occuparsi del pagamento di imposte e contributi direttamente tramite i mezzi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, o tramite il supporto di un commercialista.
  • Lavoratori dipendenti: questa categoria troverà l’ammontare del contributo IVS in busta paga. Nei casi in cui ci sia un rapporto da lavoro dipendente, infatti, il datore di lavoro provvede al calcolo dei contributi e deve versarli, ma questi sono in parte a carico del lavoratore, che troverà una trattenuta in busta paga.
  • Collaboratori occasionali: in caso di prestazioni di lavoro occasionali, questo contributo INPS sarà per ⅓ a carico del lavoratore, e a carico del datore di lavoro per la restante parte – a patto che il lavoratore non sia iscritto presso altre forme di gestione previdenziale.

Anche l’aliquota contributiva varia a seconda della tipologia di lavoratore, come vedremo nel paragrafo seguente. 

A quanto ammontano le aliquote IVS per il 2022?

È bene specificare che le aliquote della Gestione IVS variano ogni anno, e la comunicazione delle stesse viene fatta da parte dell’INPS, che aggiorna annualmente le comunicazioni relative a questi contributi previdenziali. 

Le aliquote possono inoltre variare a seconda dell’età del lavoratore e della sua funzione – per i coadiuvanti e coadiutori, ossia per coloro che prestano abitualmente la propria attività lavorativa in imprese familiari, sono previste aliquote diverse. 

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le aliquote IVS, aggiornate per il 2022, tenendo in considerazione anche la gestione previdenziale alla quale il lavoratore è iscritto – facendo dunque differenza tra le aliquote dei lavoratori iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti e i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata. 

Aliquote IVS 2022 per artigiani e commercianti

La partita IVA ditta individuale prevede l’iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, e rientrando nella categoria delle ditte individuali anche le imprese familiari e coniugali, è bene specificare che ci saranno aliquote diverse a seconda del ruolo del lavoratore all’interno dell’impresa. 

Secondo quanto comunicato dall’INPS nella circolare di febbraio, ecco a quanto ammontano i contributi IVS: 

  • Per gli artigiani titolari di attività, e per i coadiuvanti che hanno superato i 21 anni, l’aliquota corrisponde al 24% dell’imponibile;
  • Per i commercianti – titolari o familiari con età superiore ai 21 anni – l’aliquota è al 24,48%;
  • I coadiuvanti che non hanno ancora compiuto 21 anni e rientrano nella categoria degli artigiani, l’aliquota è al 22,8%;
  • Per i coadiuvanti con un’età inferiore ai 21 anni, ma che fanno parte della categoria dei commercianti, l’aliquota è del 23,28%.

Le aliquote che abbiamo indicato riguardano il minimale – vedremo in seguito a quanto ammonta per il 2022 e come calcolare l’imponibile: coloro che superano questo scaglione di reddito dovranno versare un contributo IVS aggiuntivo la cui aliquota viene aumentata di un punto percentuale.

Va inoltre specificato che gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS che aderiscono al regime forfettario possono ottenere una riduzione del 35% sui contributi previdenziali. 

Aliquote IVS 2022 per gli iscritti alla gestione separata

La gestione separata dell’INPS comprende un gran numero di lavoratori, dai professionisti che non hanno specifiche casse previdenziali di categoria ai collaboratori e lavoratori occasionali. 

Le aliquote di questo tipo di cassa sono diverse a seconda della categoria alla quale appartiene il lavoratore e dell’iscrizione presso altre casse previdenziali, e include la contribuzione IVS. 

Le aliquote sono dunque differenziate anche in base all’adesione o meno del lavoratore alla DIS-COLL e all’ISCRO

  • L’indennità di disoccupazione mensile è prevista per tutti quei lavoratori che sono iscritti alla GS, ma che non sono titolari di partita IVA, e che perdono involontariamente la propria occupazione;
  • Anche l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa è una sorta di cassa integrazione, ma è prevista per tutti coloro che svolgono lavoro autonomo in maniera continuativa – è stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2021-2023.

Vediamo la tabella riassuntiva fornita dall’INPS con la circolare relativa alla Gestione separata per il 2022: 

  • Per i collaboratori e tutte le figure assimilate che non sono iscritti presso altre casse previdenziali ma per i quali è prevista la DIS-COLL, l’aliquota GS è al 35,03% – il 33% è per la contribuzione IVS;
  • Per le stesse figure, ma solo nei casi in cui non si prevede la DIS-COLL, l’aliquota è al 33,72% – 33% per l’IVS;
  • Professionisti, collaboratori e assimilati, che sono invece iscritti presso altre forme previdenziali obbligatorie hanno un’aliquota del 24% – che corrisponde ai contributi IVS;
  • Per i professionisti che non usufruiscono di altri tipi di assicurazioni previdenziali, l’aliquota è del 26,23% – 25% di contributi IVS.

Come si calcola la contribuzione IVS?

Anche per il calcolo dei contributi è necessario fare delle differenze a seconda della categoria di lavoratore:

  • La base imponibile corrisponde alla sottrazione di eventuali detrazioni e deduzioni dal reddito. I professionisti seguiranno le aliquote che abbiamo segnalato in base al proprio reddito imponibile – specificando che per il regime forfettario il coefficiente di redditività è predeterminato.

Per artigiani e commercianti bisogna tenere conto del minimale, ossia la fascia di reddito entro la quale si versano dei contributi fissi in base all’aliquota. Per il 2022, questo minimale corrisponde a 16.243 €. Qualora questa somma venisse superata, si pagheranno contributi variabili – sempre in base all’aliquota prevista per quel lavoratore – solo sulla parte eccedente. Questo calcolo va fatto, per il 2022, per i redditi che superano i 16.243 € fino a 48.279 €. Superata anche questa fascia, si verifica la maggiorazione di un punto percentuale dell’aliquota. 

  • Per i lavoratori dipendenti sono invece necessarie delle considerazioni differenti. Attualmente è a carico del lavoratore una percentuale sulla contribuzione IVS dovuta pari al 9,19%. Ma per il 2022 è stata prevista una diminuzione dello 0,8% per i lavoratori dipendenti – le cui attività non rientrano nella categoria del lavoro domestico – con paga mensile non superiore ai 2.692 € – tenendo conto anche della tredicesima mensilità.

Quali sono le scadenze e le modalità di pagamento per i contributi IVS

La contribuzione IVS prevede quattro rate annuali per quanto riguarda i contributi sul minimale. Andranno versati servendosi del modello F24 e secondo le seguenti scadenze: 

  • Il 16 maggio per la prima rata;
  • Il 22 agosto per la seconda rata;
  • Il 16 novembre per la terza rata;
  • Il 16 febbraio 2023 per la quarta rata.

Per le parti eccedenti il minimale ed eventuali conguagli, invece, vanno seguite le scadenze previste per il pagamento dell’IRPEF – sempre usando il modello F24.

Conclusioni

I contributi IVS sono una forma di assicurazione previdenziale che garantisce continuità reddituale ai lavoratori e alle loro famiglie in caso di infortunio, pensione o morte. 

Ecco perché in questo articolo abbiamo voluto fornirti tutte le informazioni utili a comprendere questo contributo dovuto dalla maggior parte dei lavoratori. 

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