Il compenso dell’amministratore di una S.r.l. definisce come chi ricopre questa carica sia retribuito, tassato e assicurato in una società a responsabilità limitata. Scopri come si stabilisce il compenso, la tassazione IRPEF, i contributi INPS e la documentazione necessaria.

Contenuti

Che cos'è il compenso dell’amministratore di una S.r.l.?

Il compenso dell’amministratore di una S.r.l. rappresenta la remunerazione riconosciuta a chi ricopre questa carica per l'attività di gestione e rappresentanza della società. Si tratta di un corrispettivo per le funzioni svolte nell'interesse della S.r.l., distinto dalla distribuzione degli utili che spetta ai soci in base alla partecipazione.

Secondo quanto sancito dall'articolo 50, comma 1, lettera c-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), il compenso è classificato come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente ai fini fiscali, benché non derivi da un vero e proprio rapporto di subordinazione. Tale classificazione ha importanti conseguenze sulla tassazione del compenso dell’amministratore di una S.r.l.

Chi può ricevere il compenso da amministratore di una S.r.l.?

L’amministratore, che sia un socio o un soggetto esterno nominato per le sue competenze specifiche, può ricevere un compenso, se previsto. Nel caso di un amministratore unico, il compenso deve essere deliberato dall’assemblea dei soci in occasione della nomina o in un’assemblea successiva.

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Quali forme di compenso dell’amministratore di una S.r.l. possono essere utilizzate?

Esistono diverse modalità per remunerare l’amministratore di una S.r.l., ciascuna con caratteristiche e implicazioni fiscali specifiche.

Compenso fissoIl compenso fisso è l'importo periodico prestabilito (mensile, trimestrale o annuale) che l'amministratore riceve a prescindere dai risultati della società. Questa forma garantisce stabilità e prevedibilità nella remunerazione.
Compenso variabileIl compenso variabile è legato ai risultati economici della S.r.l. o al raggiungimento di specifici obiettivi. Può comprendere bonus, premi di risultato o incentivi basati su parametri di performance concordati. Si tratta di una modalità che allinea gli interessi dell'amministratore con quelli della società.
Fringe benefitsfringe benefits sono beni e servizi erogati dalla società all'amministratore in aggiunta al compenso pecuniario. In genere comprendono l'uso di auto aziendale, alloggio, computer, telefono cellulare e assicurazioni sanitarie. Fino a determinati limiti previsti dalla legge, questi benefici possono godere di una tassazione agevolata.
Trattamento di fine mandato (TFM)

Il TFM è un'indennità che matura durante il periodo di incarico e viene corrisposta alla cessazione del mandato. Si calcola accantonando una quota del compenso annuo, generalmente la dodicesima parte, e viene rivalutato secondo gli indici ISTAT. 

Può essere soggetto a tassazione ordinaria o separata, e per beneficiare di quest’ultima il diritto al TFM deve risultare da un atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto.

Quali sono le alternative al compenso dell’amministratore di una S.r.l.? 

Oltre al compenso diretto, esistono varie alternative che possono integrare o sostituire la remunerazione tradizionale dell'amministratore. Si tratta di strumenti che incidono diversamente sulla tassazione e sui contributi rispetto a un normale compenso.

Distribuzione degli utiliSe l'amministratore è anche socio, può ricevere dividendi dalla distribuzione degli utili. La tassazione degli utili sulla S.r.l. prevede una ritenuta del 26% sui dividendi senza contributi INPS, generalmente più vantaggiosa rispetto all’IRPEF progressiva sul compenso. Tuttavia, gli utili possono essere distribuiti solo se il bilancio chiude in positivo e dopo aver accantonato le riserve obbligatorie.
Rimborsi chilometriciGli amministratori possono ricevere rimborsi per l'utilizzo del veicolo personale per spostamenti e trasferte lavorative. Se calcolati secondo le tabelle ACI, questi rimborsi non costituiscono reddito imponibile.
Indennità di trasfertaLe indennità per trasferte fuori dal comune in cui ha sede l’azienda possono essere corrisposte senza documentazione analitica entro determinati limiti giornalieri, godendo di una tassazione agevolata.
RoyaltiesSe l'amministratore è titolare di diritti di proprietà intellettuale, come brevetti, marchi e software, può concederne l'uso alla società in cambio di royalties periodiche.
Rimborsi spese

I rimborsi spese si dividono in: 

  • analitici, documentati con ricevute
  • forfettari, con importo predeterminato

Solo i rimborsi analitici per spese inerenti e documentate non costituiscono reddito imponibile per l'amministratore, ai sensi dell’art. 51, comma 5, del TUIR.

Stock optionsNelle S.r.l. innovative o start-up e in altre società di capitali possono essere previsti dei piani di stock option che consentono all'amministratore di acquisire quote della società a condizioni predeterminate, allineando i suoi interessi con la crescita aziendale.

Come viene stabilito il compenso dell’amministratore di una S.r.l.?

Il compenso dell’amministratore di una S.r.l. è stabilito all'atto di nomina o con delibera dell'assemblea dei soci, secondo l'articolo 2389 del Codice civile a cui la giurisprudenza fa riferimento in assenza di una norma specifica per le S.r.l.

Qual è il ruolo dello statuto e dell'atto di nomina?

Il compenso dell’amministratore di una S.r.l. può essere previsto direttamente nello statuto societario, indicando l'importo e i criteri di determinazione. In alternativa può essere deciso nell'atto di nomina dell'amministratore, dove occorre specificare l'importo e le modalità di erogazione.

Quando serve la delibera per il compenso dell'amministratore di una S.r.l.?

Il compenso dell’amministratore di una S.r.l. senza delibera assembleare è ammesso quando l'importo è già quantificato nello statuto sociale, come indicato nell'articolo 2389 del Codice civile.

Tuttavia, l'assenza di una delibera esplicita quando richiesta può comportare pesanti conseguenze: 

  • non deducibilità del costo per la società
  • nullità del compenso dell’amministratore
  • possibili contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate

È possibile il compenso dell'amministratore di una S.r.l. senza busta paga?

Il compenso dell'amministratore di una S.r.l. senza busta paga è la norma per gli amministratori non dipendenti. A differenza dei lavoratori subordinati, l'amministratore non riceve una busta paga tradizionale ma un prospetto di liquidazione che indica:

  • importo lordo del compenso
  • ritenute IRPEF applicate
  • addizionali regionali e comunali
  • contributi INPS
  • importo netto erogato

La società agisce come sostituto d'imposta, trattenendo le imposte e versandole all'Agenzia delle Entrate. Alla fine dell'anno l'amministratore riceve la Certificazione Unica (CU) che attesta i compensi percepiti e le ritenute subite, necessaria per la dichiarazione dei redditi. 

È possibile il compenso dell'amministratore di una S.r.l. con Partita IVA?

Un caso particolare è quello dell'amministratore che emette fattura con Partita IVA. Questo è possibile in presenza di una connessione diretta tra l'attività professionale dell'amministratore e le sue funzioni. Secondo quanto indicato nella circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 67/2001, se l'attività di amministratore rientra nell'oggetto della professione esercitata, i compensi vengono attratti nel reddito di lavoro autonomo.

Per il compenso dell’amministratore di una S.r.l. con Partita IVA in regime forfettario:

  • L'amministratore emette fattura senza IVA.
  • Si applica il coefficiente di redditività del 78% per attività professionali.
  • Sul reddito imponibile si applica l'imposta sostitutiva del 15% o del 5% nei primi 5 anni di attività. 
  • La società applica una ritenuta d'acconto del 20%, salvo dichiarazione di regime forfettario.
  • Non si versano contributi INPS separati se l'amministratore è iscritto a una cassa professionale obbligatoria e sussiste connessione oggettiva tra l'attività professionale e quella amministrativa.

Questa soluzione può essere fiscalmente vantaggiosa ma richiede che sussistano i requisiti di connessione oggettiva tra professione e incarico amministrativo. L'Agenzia delle Entrate valuta caso per caso se le competenze professionali siano direttamente collegate alle funzioni di amministrazione svolte.

La scelta tra le diverse modalità di remunerazione dell'amministratore deve considerare non solo gli aspetti fiscali ma anche quelli previdenziali, civilistici e di governance aziendale. 

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È possibile un amministratore di S.r.l. senza compenso?

La legge italiana permette che un amministratore svolga le proprie funzioni senza ricevere alcuna remunerazione, purché questa scelta sia correttamente formalizzata.

Questa scelta può essere motivata da diverse ragioni:

  • contenimento dei costi aziendali nelle fasi iniziali
  • l'amministratore è socio e preferisce ricevere solo dividendi
  • ragioni fiscali o strategiche personali
  • rapporti familiari o di fiducia particolari

Per essere valida, la gratuità del mandato deve essere formalizzata con:

  • dichiarazione scritta dell'amministratore
  • previsione esplicita nello statuto
  • delibera assembleare che sancisce l'assenza di remunerazione

Quali sono le conseguenze in termini di tassazione, deducibilità e governance? 

La scelta di un amministratore non retribuito può comportare implicazioni rilevanti su diversi piani.

Sul piano fiscale l’amministratore di una S.r.l. senza compenso non determina costi deducibili per la società, poiché non si generano spese da portare in diminuzione dell'utile imponibile. Tuttavia, questa situazione può attirare l'attenzione dell'Agenzia delle Entrate, soprattutto nelle società a ristretta base sociale dove gli amministratori sono anche soci di maggioranza. 

Come stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 1915/2008, il fisco può presumere che il mandato gratuito mascheri una distribuzione occulta di utili ai soci. Per evitare contestazioni è opportuno che la gratuità sia esplicitamente prevista nello statuto o in una delibera assembleare motivata.

Sul piano contributivo, l’amministratore senza compenso di una S.r.l. non è obbligato a versare i contributi INPS. La sua posizione è equiparata a quella di un socio di capitale che percepisce solo redditi da capitale. Di conseguenza, non matura posizione contributiva ai fini pensionistici per l'attività di amministrazione svolta. 

Sul piano della governance, la gratuità del mandato non riduce le responsabilità legali dell'amministratore. Questi rimane pienamente responsabile delle decisioni gestionali assunte e può essere chiamato a risponderne con il proprio patrimonio per eventuali danni causati alla società, ai soci, ai creditori sociali o a soggetti terzi. 

Gli obblighi di diligenza, correttezza e fedeltà previsti dall’articolo 2392 del Codice civile e seguenti permangono integralmente, indipendentemente dal fatto che l'incarico sia retribuito o meno. In caso di violazione dei doveri gestori, l'amministratore può essere soggetto ad azioni di responsabilità anche personale.

Come si calcola il compenso dell’amministratore di una S.r.l.?

Il calcolo del compenso dell'amministratore di una S.r.l. deve considerare diversi fattori:

  • dimensioni e complessità della società
  • fatturato e redditività
  • responsabilità e impegno richiesti
  • competenze specifiche necessarie
  • compensi di mercato per ruoli analoghi

La congruità del compenso dell'amministratore di una S.r.l. è importante per evitare contestazioni fiscali. L'Agenzia delle Entrate può ritenere compensi particolarmente elevati come una forma di distribuzione mascherata di utili.

Esempio pratico con foglio di calcolo del compenso dell’amministratore di una S.r.l.

Vediamo un esempio concreto di come può essere strutturato il compenso dell'amministratore unico in una S.r.l. di medie dimensioni, considerando le componenti più comuni.

VoceImporto
Compenso fisso annuo 38.000 €
Compenso variabile legato ai risultati8.000 €
Fringe benefits (auto, telefono)4.000 €
Compenso totale lordo50.000 €

Come viene tassato il compenso dell’amministratore di una S.r.l.?

La tassazione del compenso dell’amministratore di una S.r.l. segue regole specifiche che riguardano imposte dirette, contributi previdenziali e obblighi di ritenuta.

Classificazione fiscale e regole IRPEF

Come stabilito dall’articolo 50 del TUIR, il compenso dell’amministratore di una S.r.l. è classificato come reddito assimilato a lavoro dipendente. Questo significa che:

  • Si applica il principio di cassa, cioè il compenso è tassato nell'anno in cui viene percepito.
  • Vale il principio di cassa allargato, infatti i compensi pagati entro il 12 gennaio sono considerati percepiti nell'anno precedente.
  • Le aliquote IRPEF progressive si applicano sul reddito complessivo dell'amministratore.

Le aliquote IRPEF sono le seguenti:

  • 23% fino a 28.000 €
  • 35% da 28.001 € a 50.000 €
  • 43% oltre 50.000 €

Obblighi di ritenuta e deducibilità per la S.r.l.

La società che corrisponde il compenso agisce come sostituto d'imposta e deve:

  • Applicare le ritenute IRPEF al momento del pagamento.
  • Trattenere le addizionali regionali e comunali.
  • Versare le ritenute entro il 16 del mese successivo al pagamento tramite F24.
  • Rilasciare la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell'anno successivo.

Il compenso è deducibile per la S.r.l. come costo d'impresa, riducendo l'utile imponibile ai fini IRES. La deducibilità è subordinata a:

  • esistenza di una delibera assembleare che stabilisce il compenso
  • congruità dell'importo rispetto alle dimensioni e all'attività della società
  • effettivo pagamento del compenso
  • corretta documentazione e contabilizzazione

Compenso dell'amministratore di una S.r.l. e contributi INPS 

Per il compenso dell'amministratore di una S.r.l., i contributi INPS dipendono dalla posizione previdenziale dello stesso. Secondo le circolari INPS n. 24/2024 e n. 27/2025, le aliquote per la Gestione Separata sono:

  • 35,03% per amministratori senza altre coperture previdenziali, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata
  • 24% per amministratori già iscritti ad altre gestioni previdenziali o pensionati

La ripartizione dell'onere contributivo è:

  • 2/3 a carico della società, versati come costo aziendale
  • 1/3 a carico dell'amministratore, trattenuti dal compenso lordo

Per il 2025 sono previsti:

  • minimale di 18.555 € per accreditare 12 mesi ai fini pensionistici
  • massimale di 120.607 € oltre il quale non si versano contributi

I contributi vanno versati con modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso.

È possibile il compenso dell'amministratore di una S.r.l. esentasse?

Il compenso dell'amministratore di una S.r.l. esentasse non è previsto nella normativa italiana. 

Tuttavia, esistono strumenti che aiutano a ridurre il carico fiscale:

  • Welfare aziendale: servizi e prestazioni non monetarie possono essere esclusi dal reddito imponibile.
  • Rimborsi spese analitici: se documentati e inerenti, non costituiscono reddito.
  • Buoni pasto: entro determinati limiti giornalieri sono esenti da tassazione.

È doveroso sottolineare che tali agevolazioni devono essere utilizzate nel pieno rispetto della normativa fiscale e previdenziale.

Esempio pratico di tassazione del compenso dell’amministratore di una S.r.l. 

Analizziamo un caso concreto per vedere come si calcolano imposte e contributi sul compenso. Ipotizziamo che l'amministratore unico di una S.r.l. in regime di Gestione Separata riceva un compenso annuo di 40.000 € lordi. 

VoceCalcoloImporto
Compenso lordoDeliberato40.000 €
Contributi INPS (1/3 a carico dell’amministratore)40.000 × 35,03% × 1/3-4.671 €
Imponibile fiscale40.000 - 4.67135.329 €
IRPEF

28.000 × 23% = 6.440

7.328 × 35% = 2.565

Totale = 9.005

-9.005 €
Addizionali (stima media)~2,5% di 35.329-883 €
Netto percepito40.000 - 4.671 - 9.005 - 88325.441 €

Il costo totale per la società è di 49.341 €, che comprende il compenso e 2/3 dei contributi INPS. Il carico fiscale effettivo è del 37% circa sul compenso lordo.

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