La conservazione digitale permette di mantenere nel tempo documenti informatici integri, leggibili e facilmente reperibili, nel rispetto delle regole previste dalla normativa. Vediamo quando è obbligatoria, quali documenti riguarda, come funziona e quali responsabilità comporta per aziende e professionisti.

Contenuti

Cos'è la conservazione digitale a norma?

La conservazione digitale permette di mantenere nel tempo i documenti informatici, preservandone autenticità, integrità, leggibilità e reperibilità.

Per essere a norma, il processo deve rispettare il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) e le Linee Guida AgID. Salvare un PDF su computer, server o cloud non basta: servono procedure e sistemi conformi ai requisiti previsti.

Conservazione digitale e archiviazione digitale: quali differenze?

L'archiviazione digitale serve a organizzare e memorizzare i file. La conservazione digitale, invece, segue regole precise per mantenerli validi e accessibili nel tempo.

AspettoArchiviazione digitaleConservazione digitale
FinalitàOrganizzare e memorizzare i filePreservare i documenti nel tempo
RequisitiPrevalentemente organizzativiNormativi, organizzativi e tecnici
ValoreNon garantisce da sola la conformitàPreserva integrità, autenticità, leggibilità e reperibilità
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Quando è obbligatoria la conservazione digitale?

La conservazione digitale è obbligatoria quando una norma lo prevede per determinati documenti. Salvare semplicemente un file non equivale alla conservazione a norma.

Per i documenti fiscali si applica il D.M. 17 giugno 2014; per la conservazione delle fatture elettroniche, l'art. 39 del D.P.R. 633/1972 prevede esclusivamente la modalità digitale.

L'obbligo varia in base al documento e alla normativa applicabile.

Quali documenti devono essere conservati digitalmente?

Per imprese e professionisti, tra i principali documenti interessati rientrano:

  • fatture elettroniche
  • documenti fiscali e contabili
  • libri e registri digitali, come il libro giornale
  • contratti e documenti informatici firmati
  • PEC e altri documenti soggetti a specifici obblighi
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Come funziona la conservazione digitale?

Secondo le Linee Guida AgID, la conservazione digitale segue un processo strutturato per preservare i documenti nel tempo.

Dal documento al pacchetto di conservazione

Il flusso può essere riassunto così:

documento informatico → metadati → pacchetto di versamento → controlli → 

pacchetto di archiviazione → conservazione → accesso/esibizione

I metadati identificano e descrivono il documento. Il file viene poi inserito in un pacchetto di versamento, sottoposto ai controlli previsti e trasferito nel pacchetto di archiviazione. Firma, sigillo elettronico e riferimento temporale contribuiscono, quando previsti, a garantirne integrità e autenticità.

Chi è responsabile della conservazione digitale?

La conservazione richiede ruoli e responsabilità ben definiti. Tra gli elementi centrali ci sono il responsabile della conservazione e il manuale di conservazione.

Il responsabile della conservazione

Il responsabile della conservazione definisce e supervisiona il processo. Per i soggetti privati, la nomina è richiesta quando la legge prevede obblighi di conservazione.

Alcune attività operative possono essere affidate a soggetti esterni, senza però confondere il responsabile con il fornitore del servizio.

Cos'è il manuale di conservazione?

Il manuale di conservazione descrive ruoli, responsabilità, documenti gestiti, processo, sistema utilizzato e misure di sicurezza. Deve inoltre indicare eventuali deleghe e le modalità di gestione ed esibizione dei documenti.

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Per quanto tempo devono essere conservati i documenti?

L'art. 2220 del Codice civile prevede che scritture contabili e fatture siano conservate per 10 anni. L'art. 22 del D.P.R. 600/1973 può estendere il termine se sono ancora in corso controlli o accertamenti fiscali.

DocumentoPeriodo di conservazione
Scritture e documenti contabiliGeneralmente 10 anni
Fatture elettronicheGeneralmente 10 anni, salvo termini fiscali più lunghi
Altri documenti digitaliIn base alla normativa applicabile

Conservazione digitale interna o servizio esterno?

Gestire la conservazione digitale internamente richiede competenze, procedure, infrastrutture e controlli adeguati. Affidarla a un fornitore esterno può ridurre il carico operativo, soprattutto per realtà con molti documenti o poche risorse dedicate.

Come scegliere un servizio di conservazione digitale?

Prima di scegliere, conviene valutare:

  • conformità ai requisiti normativi
  • sicurezza e continuità del servizio
  • possibilità di esportare o migrare i documenti
  • integrazione con fatturazione elettronica e contabilità
  • chiarezza su costi, assistenza e condizioni di cessazione del servizio

È utile verificare cosa succede ai documenti in caso di cambio fornitore, per evitare vincoli o difficoltà nel recupero dei dati.

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