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PSD2 e Open Banking: come sta cambiando il mondo bancario

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 218/2017, il 13 gennaio 2018 l’Italia ha recepito la direttiva europea PSD2 ( Payment Services Directive 2) sui pagamenti digitali, avviando quella che viene definita la “digital transformation” del mondo bancario.

Il 14 settembre 2019, poi, questa direttiva europea è effettivamente entrata in vigore, sebbene l’EBA, l’organismo dell’Unione europea che dal 1º gennaio 2011 ha il compito di sorvegliare il mercato bancario europeo, ha concesso alle banche una proroga di 15 mesi per adeguarsi.

Sono molti i meriti della PSD2; tuttavia, il principale consiste senza dubbio nella rivoluzione che ha saputo portare nel sistema bancario tradizionale e nel dare, in tal modo, impulso al cd. Open banking.

In questo articolo spiegheremo la portata, non solo giuridica, di questa direttiva sia nei confronti del sistema bancario che nei confronti dei consumatori, ma anche il significato dell’Open banking.

Cos’è e a cosa serve la PSD2

Sono essenzialmente tre i motivi per i quali la Commissione europea e il Parlamento europeo, assieme al sistema bancario, hanno approvato la PSD2:

  • la volontà di rilanciare l’economia nell’area EURO con condizioni che favoriscano più alti livelli di concorrenza all’interno del mercato dei pagamenti;
  • l’interesse a garantire una migliore protezione ai dati e alle credenziali dei clienti, agli ambienti operativi e alle transazioni;
  • la necessità di rispondere alle sollecitazioni di nuovi operatori interessati a entrare nel mercato delle prestazioni di pagamento con nuovi servizi.

Di fatto, la PSD2 prevede:

  • che il mercato dei pagamenti europeo si arricchisca di nuovi attori,
  • che alcuni degli attuali servizi di pagamento vengano estesi ai nuovi operatori,
  • che le ultime innovazioni in ambito tecnologico siano recepite e applicate per offrire più sicurezza alla clientela.

La PSD2 e l’accesso di nuovi attori nel sistema bancario tradizionale

Questa direttiva obbliga, per la prima volta, le banche europee ad aprire le proprie API (Application Program Interface) a società del FinTech (tecnologia applicata alla finanza) e altre aziende che si occupano di prodotti e servizi finanziari.

Questo cambiamento consente alle società esterne (le cosiddette terze parti) accesso ai dati di pagamento (ad eccezione della storia creditizia del singolo consumatore e delle informazioni di spesa, in ottemperanza al diritto alla privacy): in sostanza significa che ci sarà maggiore competizione nelle aree di tradizionale dominio delle banche. Di conseguenza la PSD2 sta cambiando e continuerà a cambiare in modo inarrestabile il classico modo di “fare banca”: il quadro non è ancora definitivo perché mancano alcune norme attuative e standard tecnici, ma si può dire che i lavori sono iniziati e saranno in corso ancora a lungo.

La PSD2 e i consumatori

Per quanto riguarda i consumatori, invece, a loro favore con la Psd2 viene introdotto un sistema di autenticazione ancora più sicuro.

Per accedere al proprio conto online o disporre un pagamento con bonifico o carta, infatti, il titolare del conto deve utilizzare almeno due tra i seguenti tre fattori di sicurezza:

  • conoscenza, ovvero qualcosa che solo l’utente conosce, ad esempio la password o il PIN;
  • possesso, ovvero qualcosa che solo l’utente possiede, ad esempio uno smartphone o una chiavetta/token;
  • inferenza, ovvero qualcosa che contraddistingue l’utente, per esempio la sua impronta digitale o altri dati biometrici.

Per i pagamenti online, disposti via internet o mobile, a questi fattori si aggiunge anche un ulteriore elemento, ossia un codice unico che ad ogni operazione collega il relativo importo e il beneficiario. Solo i pagamenti di piccolo importo, quelli ricorrenti o destinati a beneficiari di fiducia indicati dall’utente e i pagamenti di parcheggi e trasporti non rientrano nelle nuove regole della Psd2. Per questi, infatti, è sufficiente l’utilizzo di un solo fattore di sicurezza.

L’Open Banking: qual è la sua portata

La rivoluzione promossa dalla PSD2 sta sconvolgendo gli equilibri tradizionali del sistema bancario, e ha già posto le premesse per un nuovo modo di fare banca, più aperto, più accessibile, più facile, tanto per i clienti quanto per le imprese, che è stato battezzato open banking.

L’open banking è senza dubbio una delle principali novità introdotte dalla direttiva PSD2.
Attraverso le API aperte, si prevede la trasmissione di informazioni complete a terze parti che possono così entrare nel mercato finanziario eliminando barriere quali la burocrazia e i costi dell’infrastruttura tipica degli istituti di credito tradizionali.

Se guardiamo, ad esempio, agli acquisti online i principali cambiamenti riguardano per esempio lo shopping online che subirà una notevole riduzione di costi.

Tra i numerosi vantaggi legati all’Open Banking, uno dei principali è soprattutto la trasmissione diretta dei dati (p.e. saldo, movimenti e rendicontazione) a soggetti terzi, che renderà possibile pagare direttamente dal proprio conto in modo più veloce, senza commissioni e senza intermediari. Mentre al momento, infatti, l’acquirente deve ricorrere necessariamente alle carte di credito o prepagate per effettuare il pagamento online, con questo sistema potrà autorizzare direttamente il pagamento tramite il proprio conto, ovvero anche utilizzando conti correnti diversi, come nel caso di servizi di pagamento basati su carta (Card Initiation Service Provider -CISP) che consentono di far scegliere all’utente il conto corrente di addebito.

In tale contesto, si prevede l’ingresso nel mercato dei pagamenti digitali di nuovi operatori non riferibili al settore bancario, come ad esempio i prestatori di servizi dispositivi, cioè operatori che effettuano pagamenti per conto dell’utente (Payment Initiation Service Providers — PISP). Un esempio di applicazione di questi servizi è il trading online dove l’acquirente potrà direttamente effettuare una transazione senza l’impiego di una carta di credito e con addebito sul conto prescelto. Oppure si potrà ricorrere a fornitori di servizi con accesso alle informazioni (Account Information Service Providers — AIPS) per l’analisi e per l’aggregazione di informazioni ai fini, per esempio, di servizi relativi a prestiti online. Un ulteriore esempio, che va ad arricchire il nuovo panorama delineato dall’open banking, riguarda la rendicontazione contabile immediata che, grazie all’intermediazione di operatori terzi, diviene molto più semplice.

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