Un POS aziendale permette di accettare pagamenti con carta, contactless e altri strumenti digitali. Per scegliere quello più adatto, valuta tipologia, costi, tempi di accredito, mobilità e condizioni del provider. Vediamo cosa considerare prima della scelta.
POS aziendale: cos'è e come funziona?
Il POS aziendale è il terminale che consente a negozi, professionisti e altre attività di accettare pagamenti elettronici. Quando il cliente effettua il pagamento, il dispositivo invia la richiesta di autorizzazione al circuito e, se l'operazione viene approvata, registra l'incasso.
Con un POS puoi accettare diversi metodi di pagamento, tra cui:
- carte di debito e di credito
- pagamenti contactless
- wallet digitali tramite smartphone o smartwatch
Il terminale POS viene usato soprattutto per i pagamenti in presenza, mentre per gli acquisti online si ricorre in genere a POS virtuali, gateway di pagamento o link di pagamento.
Quali tipi di POS per aziende esistono?
Le principali soluzioni sono:
- POS fisso, collegato alla cassa e adatto a postazioni di pagamento stabili
- POS portatile o cordless, utilizzabile in diversi punti del locale
- POS mobile, con connessione dati e adatto anche all'uso fuori sede
- SoftPOS, trasforma uno smartphone compatibile in un terminale di pagamento
- POS virtuale, pensato per gestire pagamenti online o a distanza
Come richiedere un POS aziendale?
Puoi richiedere un POS a una banca o a un provider specializzato, spesso anche online. Con myPOS, ad esempio, la procedura prevede la registrazione, l'identificazione tramite app e il controllo dei dati dell'esercente.
In genere, i passaggi sono:
- Inserimento dei dati dell'attività.
- Identificazione del titolare o del rappresentante.
- Invio dell'eventuale documentazione richiesta.
- Attivazione del servizio.
A seconda del provider, possono essere richieste anche alcune informazioni aggiuntive sull'attività. SumUp, ad esempio, può richiedere documento d'identità, selfie e, in alcuni casi, la prova dell'indirizzo, i dati REA, l'atto costitutivo o lo statuto.
Una volta completati i controlli, il POS può essere configurato e utilizzato per accettare i pagamenti. Se scegli una soluzione da smartphone, l'attivazione può avvenire direttamente tramite app, senza installare un terminale fisico.
Quanto costa un POS aziendale?
Il costo varia in base al provider e alla formula scelta. Alcune soluzioni prevedono un canone fisso, altre puntano soprattutto sulle commissioni applicate a ogni pagamento POS.
Tra le principali voci di spesa rientrano:
- acquisto o noleggio del terminale
- canone mensile
- commissioni sulle transazioni
- attivazione e installazione
- eventuali costi per assistenza, connettività o recesso
SumUp propone un piano senza canone con commissione dell'1,95%, mentre myPOS parte dall'1,20% senza costo mensile. Nexi SmartPOS prevede 29 € al mese, 79 € di installazione e commissioni da 0,99% per alcune carte europee. Axerve offre formule da 17 € + IVA al mese, in base al transato.
Per confrontare le offerte, considera il costo complessivo in rapporto agli incassi previsti.
Credito d'imposta sulle commissioni POS
Nel valutare il costo effettivo del POS, considera anche l'eventuale credito d'imposta sulle commissioni. Possono beneficiarne imprese e professionisti che nell'anno precedente hanno registrato ricavi o compensi non superiori a 400.000 €.
L'agevolazione consente di recuperare il 30% delle commissioni pagate sulle transazioni con consumatori finali effettuate con carte e altri strumenti elettronici tracciabili. Il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 con il codice tributo 6916.
Scopri il servizio di fatturazione gratuitoIl POS è obbligatorio per aziende e professionisti?
L'obbligo di accettare pagamenti elettronici è stato introdotto dall'articolo 15, comma 4, del Decreto Legge 179/2012. Commercianti, imprese e professionisti che vendono prodotti o prestano servizi devono quindi consentire ai clienti di pagare con carta, salvo i casi di oggettiva impossibilità tecnica.
Dal 30 giugno 2022, se un cliente chiede di pagare con carta e l'esercente rifiuta, può essere applicata una sanzione di 30 €, a cui si aggiunge il 4% dell'importo della transazione rifiutata.
Per questo, oltre ai costi, conviene valutare anche l'affidabilità del terminale, la qualità della connessione e l'assistenza tecnica.
Accredito degli incassi POS: come funziona?
Dopo l'autorizzazione, l'importo viene registrato e trasferito sul conto indicato dall'attività. Tempi e modalità cambiano in base al provider e al conto collegato.
Nexi accredita in genere entro il giorno lavorativo successivo. Axerve trasferisce ogni giorno lavorativo gli incassi del giorno precedente. Con SumUp, sul conto aziendale l'accredito arriva entro le 7:00 del giorno successivo, mentre su un conto esterno servono in genere 1-2 giorni lavorativi. myPOS accredita invece sul conto aziendale myPOS in meno di 3 secondi.
Prima di scegliere, verifica quindi tempi, modalità ed eventuali costi e condizioni di accredito. App e dashboard permettono, inoltre, di controllare pagamenti, versamenti, rimborsi e storni.
Scopri di più su FinomContratto POS per aziende: cosa controllare prima di firmare?
Prima di sottoscrivere un contratto POS, conviene leggere con attenzione tutte le condizioni economiche e non fermarsi alla sola commissione pubblicizzata. Durata, rinnovo, eventuale permanenza minima e costi di uscita possono infatti incidere sul costo reale del servizio.
In particolare, verifica:
- costi di attivazione, noleggio, manutenzione e recesso
- commissioni previste per i diversi circuiti e tipi di pagamento
- eventuali vincoli di durata o rinnovo automatico
- condizioni per assistenza e sostituzione del terminale
- servizi aggiuntivi inclusi, come app di gestione, report o pagamenti a distanza
Prima di firmare, confronta quindi il costo complessivo del POS con l'uso che prevedi di farne e con il volume delle transazioni della tua attività.
POS e registratore telematico: cosa cambia nel 2026?
Dal 2026, chi utilizza un registratore telematico o un altro strumento per memorizzare e trasmettere i corrispettivi giornalieri deve, in linea generale, collegare a questo sistema i POS usati per accettare pagamenti elettronici, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.
Per un POS di nuova attivazione, o se cambiano i dati registrati, il collegamento va effettuato tra il 6° e l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'attivazione o alla variazione.
La procedura si effettua tramite l'area Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate. Chi non utilizza un registratore telematico può effettuare l'adempimento anche tramite la procedura “Documento Commerciale on line”.
POS mobile e pagamenti online: quale soluzione scegliere?
Il POS mobile è indicato per chi deve accettare pagamenti fuori dalla postazione di cassa, ad esempio professionisti, attività itineranti, ristoranti o servizi a domicilio. Può essere un terminale portatile oppure una soluzione che consente di usare direttamente uno smartphone compatibile.
Per vendite online o pagamenti a distanza, invece, servono strumenti come POS virtuali, gateway o link di pagamento. Chi vende sia in presenza sia online può combinare le due soluzioni e gestire i diversi incassi con lo stesso provider, se il servizio lo consente.
Per un POS mobile conviene valutare soprattutto connessione, autonomia della batteria e facilità d'uso.
Come scegliere il POS aziendale più adatto?
La scelta del POS aziendale dovrebbe partire dalle modalità di incasso e dall'organizzazione dell'attività. Un esercizio con una postazione di cassa stabile avrà esigenze diverse rispetto a un ristorante, a un professionista o a un'attività che opera anche online.
Prima di scegliere, considera:
- numero e frequenza delle transazioni
- necessità di POS fisso, portatile o da smartphone
- tempi di accredito degli incassi
- costi e condizioni contrattuali
- eventuale utilizzo da parte di più addetti
- integrazione con e-commerce o altri sistemi di pagamento
- strumenti disponibili per monitorare incassi e operazioni
- qualità dell'assistenza offerta
Confronta quindi più soluzioni in base all'utilizzo effettivo e alle esigenze operative della tua attività.
FAQ
Quanto costa un POS per un'azienda?
Il costo varia in base al provider e può includere acquisto o noleggio del terminale, canone mensile e commissioni sulle transazioni.
È possibile avere un POS senza canone mensile?
Sì. Alcuni POS per aziende non prevedono un canone fisso e applicano soprattutto commissioni sui pagamenti, oltre all'eventuale costo del terminale.
Quale POS scegliere per un'attività che vende anche online?
Puoi usare un POS fisico per i pagamenti in presenza e affiancarlo a POS virtuale, gateway o link di pagamento per le vendite online.
Leggi gli altri articoli:
- Prestito infruttifero: cos’è, come funziona e quando conviene
- Tassazione del premio di produzione: regole e novità nel 2026
- Codice tributo 1701: come funziona, quando si usa e come si registra
- Codice tributo 8904 - Cos’è e come si usa per il ravvedimento
- Codice IVA N4: come usarlo correttamente nella fatturazione elettronica
Ultimi articoli

Fare impresa a Milano: cosa serve per avviare la tua attività

Tipi di società: ecco quanti ne esistono in Italia

Che attività aprire nel 2026: 25 idee di business

Conto corrente per associazioni: confronto tra soluzioni per no profit, ASD e Terzo Settore

Costo del software di fatturazione elettronica: una guida completa per l'Italia (2026)

Aprire la Partita IVA conviene? Quando farlo e quanto costa

Migliori carte di credito aziendali nel 2026: confronto completo




