MVP (Minimum Viable Product) è uno strumento che consente di testare le proprie idee di business con degli investimenti minimi. Scopri cos’è, perché è importante, i suoi vantaggi e come crearne uno ottimale, evitando gli errori più comuni.
MVP: significato e motivi per crearlo
L’MVP (Minimum Viable Product), o Prodotto Minimo Funzionante, è la versione iniziale di un prodotto, creato solamente con le sue funzionalità essenziali al fine di testarne il valore per mezzo di un’analisi di mercato. L’obiettivo è quello di raccogliere dei feedback reali dagli utenti con il minimo investimento possibile di tempo e di risorse.
Un MVP permette alle aziende di:
- Validare un’idea di business prima di investire in uno sviluppo completo;
- Ridurre i rischi finanziari, testando il prodotto con un pubblico reale;
- Accelerare il time-to-market, lanciando rapidamente una versione del prodotto o servizio funzionante;
- Raccogliere dati e feedback, migliorando l'articolo in modo iterativo.
Il ruolo dell’MVP nel ciclo di sviluppo di un prodotto
L’MVP è una parte fondamentale del metodo Lean Startup, il quale si basa sul ciclo Build-Measure-Learn (Costruisci, Misura, Impara). Questo approccio consente di sviluppare un prodotto in modo incrementale, evitando dei potenziali sprechi di risorse.
Ecco come l’MVP si inserisce all’interno del processo:
- Costruzione – Creazione di una versione minimale del prodotto;
- Misurazione – Raccolta di feedback da parte degli utenti;
- Apprendimento – Analisi dei dati per migliorare il prodotto e decidere se proseguire, modificare la strategia o interrompere lo sviluppo.
L’MVP aiuta le aziende a capire cosa può funzionare e cosa no, consente di adattare l'output alle esigenze reali del mercato senza dover sostenere degli investimenti eccessivi.
Differenza tra MVP, Prototipo e Proof of Concept (PoC)
L’MVP viene spesso confuso con altri strumenti di validazione come il Prototipo e il Proof of Concept (PoC). Tuttavia, è bene tenere presente che esistono delle differenze importanti tra questi concetti:
Caratteristica | MVP (Minimum Viable Product) | Prototipo | Proof of Concept (PoC) |
Scopo | Testare il prodotto con utenti reali | Valutare il design e l’usabilità | Verificare la fattibilità tecnica di un’idea |
Stato di sviluppo | Versione minima funzionante | Modello iniziale, spesso non funzionante | Esperimento tecnico, non un prodotto finito |
Target | Utenti finali | Stakeholder interni o investitori | Team di sviluppo e tecnici |
Output | Dati e feedback reali | Iterazioni sul design e sull’usabilità | Conferma tecnica della fattibilità |
In sintesi, mentre il PoC serve a verificare se un’idea è effettivamente realizzabile e il Prototipo ne esplora l’aspetto visivo nonché funzionale, l’MVP è, invece, il primo passo verso la realizzazione di un prodotto reale.
Tipologie di MVP e quale scegliere
Non esiste un solo modo per creare un Minimum Viable Product: a seconda del tipo di prodotto o servizio che si vuole andare a sviluppare, delle risorse disponibili e del livello di validazione richiesto, è possibile adottare diverse strategie. Ogni approccio ha i suoi punti di forza e i suoi limiti, quindi è importante scegliere il modello che più si adatta alle tue esigenze.
1. Single Feature MVP
Un single feature MVP si concentra esclusivamente su una funzionalità principale, senza aggiungere degli elementi superflui. L’idea alla base è quella di testare l’efficacia di una sola caratteristica del prodotto prima di effettuare degli ulteriori investimenti.
Questo approccio è utile per le startup che vogliono validare un’idea di business andando a ridurre notevolmente i costi iniziali. Creare un prodotto troppo complesso fin da subito, infatti, potrebbe rendere difficile capire cosa può funzionare e cosa no. Un MVP con una singola funzionalità, invece, permette di raccogliere dei feedback più mirati.
Esempio di Single Feature MVP
Un esempio di single feature MVP può essere quello di Instagram, che in origine era un’app chiamata “Burbn” con molte funzionalità, tra cui il check-in nei locali e la condivisione di foto. Analizzando il comportamento degli utenti, i fondatori si accorsero che la funzione più utilizzata era quella di pubblicare immagini tramite l’applicazione di filtri. Decisero, quindi, di semplificare l’app e di concentrarsi solo su quella specifica caratteristica, trasformandola nell’Instagram che conosciamo oggi.
2. Concierge MVP
Il Concierge MVP è un modello in cui il servizio viene erogato in modo manuale, invece, di essere automatizzato. In questa condizione, l’utente è consapevole della presenza di una persona dietro al servizio e non di un software e tale approccio permette di testare l’idea senza dover investire subito nello sviluppo di una piattaforma tecnologica.
Questo tipo di MVP è molto utile per validare dei servizi personalizzati, soprattutto in settori in cui la tecnologia può essere implementata solo dopo aver compreso in modo approfondito le reali esigenze dei clienti.
Esempio di Concierge MVP
Un esempio interessante di concierge MVP è rappresentato da Food on the Table, un’app per la pianificazione dei pasti che, prima di sviluppare un algoritmo automatico, operava attraverso il lavoro manuale del fondatore. Lui stesso intervistava i clienti, analizzava le loro esigenze alimentari e preparava manualmente le liste della spesa. Solo dopo aver validato l’idea, si è investito nello sviluppo di un’app che ha permesso di rendere il servizio scalabile.
3. Wizard of Oz MVP
Il Wizard of Oz MVP è simile al Concierge MVP, con un'importante differenza: gli utenti credono di interagire con un sistema automatizzato, mentre in realtà il lavoro viene svolto manualmente dal team. Questo modello permette di simulare il funzionamento di un software o di un servizio prima ancora di svilupparlo in modo effettivo.
Questo approccio è utile nel momento in cui si vuole testare un’esperienza utente senza dover scrivere del codice o investire in tecnologia.
Esempio di Wizard of Oz MVP
Un esempio di Wizard of Oz MVP è quello di Zappos, il colosso dell’e-commerce di calzature negli Stati Uniti. Il suo fondatore, Nick Swinmurn, voleva verificare se le persone fossero effettivamente disposte ad acquistare delle scarpe online senza provarle fisicamente. Al fine di testare l’idea senza investire subito nella creazione di un e-commerce complesso, decide di scattare delle foto di scarpe nei negozi locali e di pubblicarle su un sito web molto semplice. Nel momento in cui un cliente effettuava un ordine, lui stesso andava ad acquistare le scarpe nel negozio fisico e procedeva alla spedizione. Questo esperimento ha confermato la validità del modello di business, giustificando gli investimenti successivi nella crescita dell’azienda.
4. Crowdfunding MVP
Un’altra strategia per testare la domanda di mercato senza sviluppare un prodotto completo è il crowdfunding. Attraverso piattaforme come Kickstarter o Indiegogo, le startup possono presentare il loro prodotto in fase di ideazione e raccogliere fondi dai potenziali clienti prima ancora di iniziare l’effettiva produzione.
Questo modello è particolarmente utile per i prodotti fisici o tecnologici, perché permette di verificare l’interesse del pubblico senza dover sostenere costi. Inoltre, se una campagna di crowdfunding ha successo, la startup ottiene sia una validazione di mercato sia il capitale necessario per il successivo sviluppo.
Esempio di Crowdfunding MVP
Un caso emblematico di crowdfunding MVP è Pebble, lo smartwatch che ha raccolto oltre dieci milioni di dollari su Kickstarter prima ancora di essere realizzato. Questo risultato ha permesso di dimostrare l'esistenza di una forte domanda per il prodotto, rendendo possibile il suo sviluppo su larga scala.
5. Demo Video MVP
Un MVP può anche essere un semplice video dimostrativo che illustra il funzionamento di un prodotto senza che questo sia stato effettivamente sviluppato. Se il video genera un alto interesse e raccoglie un numero significativo di iscrizioni o di pre-ordini, allora si può procedere con la realizzazione effettiva.
Questo modello è particolarmente efficace nel momento in cui si vuole andare a testare la domanda per un determinato software o per un servizio innovativo.
Esempio di Demo Video MVP
Uno degli esempi più famosi di Demo Video MVP è Dropbox. Prima di sviluppare il software, il team ha creato un breve video in cui mostrava il funzionamento del servizio di cloud storage. Questo contenuto ha suscitato un grande interesse tra gli utenti, portando a un’immediata crescita della lista d’attesa e confermando che l’idea aveva un forte potenziale di mercato.
Quale MVP scegliere?
La scelta dell’MVP da adottare nella propria strategia dipende da diversi fattori, come il tipo di prodotto, il budget a disposizione e il livello di validazione che si desidera ottenere.
Tipologia di MVP | Quando sceglierlo? |
Single Feature MVP | Se vuoi testare una funzionalità senza sviluppare un prodotto complesso. |
Concierge MVP | Se vuoi validare un servizio manualmente prima di automatizzarlo. |
Wizard of Oz MVP | Se vuoi simulare un sistema automatizzato senza uno sviluppo tecnologico iniziale. |
Crowdfunding MVP | Se hai bisogno di finanziamenti e vuoi testare la domanda di mercato. |
Demo Video MVP | Se vuoi verificare l’interesse degli utenti prima di scrivere effettivamente del codice. |
Come creare un Minimum Viable Product (MVP) passo dopo passo
Lo sviluppo di un MVP non è solo una questione tecnica, ma un processo strategico che richiede una chiara comprensione del mercato, oltre che degli utenti. L’obiettivo è costruire una versione essenziale del prodotto, testarla con un pubblico reale e migliorarla sulla base dei feedback raccolti.
Vediamo, quindi, quali sono i passi fondamentali per creare un MVP efficace.
1. Identificazione del problema e del mercato
Ogni prodotto di successo nasce dalla risoluzione di un problema concreto. Prima di investire risorse nello sviluppo, è, quindi, fondamentale chiedersi:
- Qual è il problema che voglio risolvere?
- Chi sono i potenziali utenti?
- Esistono già delle soluzioni simili sul mercato?
Per rispondere a queste domande, è utile condurre un’analisi di mercato attraverso dei sondaggi, delle interviste e delle ricerche sui competitor. Questo aiuterà a definire meglio il proprio pubblico di riferimento e a validare l’idea prima ancora di costruire effettivamente il prodotto.
Ad esempio, Airbnb è nato per rispondere alla difficoltà di trovare alloggi economici in città durante gli eventi più affollati. I fondatori hanno individuato questa esigenza e hanno creato una soluzione mirata per un pubblico ben specifico.
2. Definizione delle funzionalità essenziali
Un MVP efficace non deve essere una versione semplificata del prodotto finale, ma una soluzione minima in grado di fornire valore agli utenti. Definire le funzionalità essenziali significa individuare gli elementi chiave che permettono di testare l’idea senza sviluppare le feature non necessarie.
Per farlo, è utile:
- Creare una lista delle funzionalità desiderate;
- Classificare le feature in essenziali e non essenziali;
- Scegliere solo quelle necessarie per risolvere il problema principale.
Ad esempio, quando Uber ha lanciato il suo MVP, la piattaforma consentiva solo di connettere autisti e passeggeri al fine di richiedere una corsa effettuando il pagamento online. Varie funzionalità come la suddivisione del costo della corsa, la selezione del tipo di veicolo e il rating degli autisti sono state introdotte solo in un momento successivo.
3. Creazione dell’MVP
Una volta definite le funzionalità chiave, è il momento di creare un MVP funzionante. Grazie agli strumenti digitali oggi disponibili sul mercato, è possibile sviluppare un prodotto con risorse limitate senza dover scrivere del codice da zero.
Alcuni strumenti consigliati in questa fase sono:
- Figma - utile per progettare delle interfacce utente e dei prototipi interattivi;
- Webflow - permette di creare siti web e landing page senza bisogno di saper programmare;
- Bubble - ideale per sviluppare web app senza scrivere codice.
Se il prodotto è un’app o una piattaforma online, è possibile iniziare con una landing page che spiega il servizio e che raccoglie le email di utenti interessati. Se si tratta di un servizio, si può partire con una gestione manuale (Concierge MVP) prima di automatizzare il processo.
Ad esempio, Groupon ha avviato il proprio MVP con un semplice blog su WordPress, in cui venivano pubblicate le offerte e i coupon venivano inviati manualmente via email ai singoli clienti. Solo in seguito è stata sviluppata una piattaforma completa.
4. Lancio e validazione dell’MVP
Dopo aver creato l’MVP, il passo successivo è metterlo alla prova con gli utenti reali. Il lancio deve essere mirato a raccogliere feedback e ad analizzare le reazioni del mercato.
Per farlo, è importante:
- Effettuare il test con un gruppo ristretto di utenti (beta testing);
- Monitorare le metriche chiave come il tasso di conversione, la retention e l’engagement;
- Raccogliere dei feedback qualitativi attraverso sondaggi e interviste.
Se l’MVP viene accolto in modo positivo, si può procedere con l’ottimizzazione e il miglioramento del prodotto. Se, invece, emergono delle criticità, è fondamentale capire se il problema riguarda il prodotto, il posizionamento o il pubblico target.
Ad esempio, quando LinkedIn ha lanciato il proprio MVP, si trattava di una piattaforma molto semplice che permetteva solo di creare un profilo professionale e di connettersi con altri utenti. Analizzando il comportamento degli iscritti, il team ha capito quali funzionalità aggiungere al fine di aumentare il valore del servizio.
5. Iterazione e miglioramento continuo
L’MVP non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Una volta raccolti i dati e i feedback dagli utenti, il passo successivo è iterare il prodotto, migliorandolo progressivamente.
Il processo di iterazione segue il ciclo Build-Measure-Learn (Costruisci, Misura, Impara):
- Costruisci - implementa modifiche basate sui feedback ricevuti;
- Misura - analizza i risultati attraverso delle metriche chiave;
- Impara - ottimizza il prodotto e continua il ciclo fino a ottenerne una versione scalabile.
Per esempio, Facebook ha iniziato come una piattaforma esclusiva per gli studenti di Harvard. Dopo aver analizzato l’engagement degli utenti, il team ha deciso di espandere il servizio ad altre università e poi al pubblico globale, aggiungendo nuove funzionalità in modo graduale.
Esempi di MVP di successo
Molte delle aziende più famose al mondo sono nate grazie a un MVP ben strutturato: hanno iniziato con una versione essenziale del loro prodotto al fine di testare il mercato prima di investire in uno sviluppo su larga scala. Vediamo alcuni esempi concreti di startup che hanno utilizzato diverse strategie per validare la loro idea di business.
Dropbox: un MVP basato su un video demo
Strategia: Validazione dell’interesse per mezzo di un video dimostrativo prima dell’effettivo sviluppo.
Quando il team di Dropbox ha avuto l’idea di un servizio di cloud storage semplice e intuitivo, si è trovato di fronte a una sfida: come dimostrare il valore del prodotto senza costruire un’infrastruttura complessa e costosa?
Per risolvere questo problema, hanno creato un video demo in cui mostravano come funzionava effettivamente il servizio, anche se in realtà il prodotto non esisteva ancora. Il video ha avuto un impatto straordinario, facendo crescere la lista d’attesa degli utenti interessati da 5.000 a 75.000 in una sola notte.
Perché questo approccio ha funzionato?
- Ha permesso di validare la domanda senza investire budget in sviluppo;
- Ha raccolto un gran numero di iscrizioni, dimostrando l’interesse del pubblico;
- Ha aiutato il team a raccogliere finanziamenti, potendo contare su prove concrete della domanda di mercato.
Airbnb: un MVP basato su un sito semplice
Strategia: Creazione di un sito minimale per testare la domanda di mercato.
I fondatori di Airbnb, Brian Chesky e Joe Gebbia, avevano difficoltà a pagare l’affitto del loro appartamento a San Francisco. Notarono, però, che, durante le conferenze di importanti aziende, trovare degli alloggi economici in città era un problema molto diffuso. Decisero, quindi, di mettere in affitto tre materassi gonfiabili all’interno del loro soggiorno e offrirono la colazione agli ospiti.
Per testare se l’idea potesse funzionare su scala più ampia, crearono un sito web semplice, chiamato “Air Bed & Breakfast”, dove gli utenti potevano prenotare delle stanze da privati, invece che negli hotel. Il sito inizialmente non aveva alcuna automazione: ogni prenotazione veniva gestita in modo manuale.
L’esperimento funzionò e le prime prenotazioni arrivarono rapidamente, dimostrando che esisteva effettivamente un mercato per questo tipo di servizio. Da quel momento, i fondatori iniziarono a migliorare il portale e a espandere il modello su scala globale.
Perché questo approccio ha funzionato?
- Ha permesso di validare la domanda con un investimento economico minimo;
- Ha dimostrato che le persone erano disposte a pagare per soggiornare nelle case di altri;
- Ha permesso ai fondatori di raccogliere dei dati reali e di migliorare di conseguenza l’esperienza utente.
Buffer: un MVP basato su una landing page
Strategia: Test dell’interesse con una landing page prima dello sviluppo del prodotto.
Buffer, il famoso strumento per programmare post sui social media, ha iniziato con un MVP estremamente semplice: una landing page.
Il fondatore, Joel Gascoigne, voleva testare se le persone fossero disposte a pagare per un servizio che permettesse loro di programmare i post su Twitter. Invece di sviluppare il prodotto fin da subito, ha, quindi, creato una pagina web con:
- Una breve descrizione del servizio;
- Un pulsante che invitava gli utenti a registrarsi;
- Una seconda pagina con i piani tariffari per vedere se le persone erano disposte a sostenere quel costo.
Dopo aver ricevuto numerose registrazioni e aver dimostrato che esisteva una domanda per quel tipo di servizio, ha iniziato lo sviluppo del software vero e proprio.
Perché questo approccio ha funzionato?
- Ha permesso di validare l’idea senza investire nello sviluppo;
- Ha identificato il pricing model giusto in base alle risposte degli utenti;
- Ha attratto i primi clienti prima ancora che il prodotto fosse pronto.
Errori comuni da evitare durante lo sviluppo di un MVP
Uno degli errori più comuni nello sviluppo di un MVP è partire con un prodotto troppo complesso. Aggiungere troppe funzionalità all’inizio rallenta lo sviluppo e rende difficile capire cosa può davvero funzionare. Instagram, ad esempio, è nato come un’app con molte funzioni, ma i fondatori si accorsero che gli utenti usavano soprattutto il caricamento delle foto. Eliminando il superfluo, crearono un prodotto di successo.
Un altro errore è ignorare i feedback degli utenti. Un MVP serve per raccogliere dei dati reali, non per confermare delle idee preconcette. I fondatori di Twitter, membri dell’azienda Odeo, stavano inizialmente lavorando a una piattaforma di podcasting, e si orientarono verso un social di microblogging vedendo come gli utenti interagivano con il prodotto. Senza ascoltare il mercato, si rischia di costruire un prodotto che nessuno vuole effettivamente.
Infine, molte startup non pianificano una strategia di crescita. Airbnb superò questo ostacolo sfruttando Craigslist per dare visibilità agli annunci sulla sua piattaforma, attirando utenti senza investire subito in pubblicità. Un MVP deve essere il punto di partenza per un prodotto scalabile, non un esperimento fine a sé stesso.
FAQ
Come posso validare l’idea del mio MVP prima di investire nello sviluppo completo?
La validazione dell’idea può avvenire attraverso sondaggi, interviste e test con un prototipo. Creare una landing page che descrive il prodotto e raccoglie le email degli utenti interessati è un ottimo metodo per misurare l’interesse del pubblico. Un altro approccio è realizzare un video demo, come fece Dropbox, per testare la reazione del mercato prima di sviluppare il software.
Quanto costa un MVP?
Il costo dipende dalla complessità del prodotto e dagli strumenti utilizzati. Un MVP semplice può essere sviluppato con strumenti no-code, come Webflow o Bubble, riducendo i costi a poche centinaia di euro. Se, invece, è necessario uno sviluppo software personalizzato, il costo può variare da qualche migliaio fino a decine di migliaia di euro. L’importante è investire solo il minimo necessario al fine di testare l’idea.
Come posso raccogliere e utilizzare efficacemente il feedback degli utenti sul mio MVP?
Osservare come gli utenti interagiscono con il prodotto è fondamentale. Strumenti come Google Analytics, Hotjar o Mixpanel permettono di tracciare il comportamento, mentre interviste e sondaggi aiutano a capire le esigenze reali del pubblico. Il feedback raccolto deve essere successivamente analizzato al fine di iterare e di migliorare progressivamente il prodotto, mantenendo un approccio il più possibile flessibile.
Quanto tempo devo impiegare per creare il mio MVP?
Un MVP dovrebbe essere sviluppato nel minor tempo possibile, in genere tra due settimane e tre mesi, a seconda della complessità. Se richiede più tempo, probabilmente è troppo elaborato per poter essere considerato un MVP. L’obiettivo è testare rapidamente l’idea e raccogliere dei dati utili per un completo sviluppo successivo.
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