La contabilità ordinaria e semplificata rappresentano due modalità diverse di gestione amministrativa. In questo articolo analizziamo caratteristiche, obblighi e differenze operative per aiutarti a scegliere il regime più adatto alla struttura, nonché alle esigenze della tua attività.
Che cos'è la contabilità ordinaria?
La contabilità ordinaria è il sistema di rilevazione più completo previsto dalla normativa italiana. Richiede la tenuta della partita doppia e include registri come il libro giornale, gli inventari, le scritture IVA e il bilancio d'esercizio.
Consente di monitorare con precisione la situazione economica, patrimoniale e finanziaria, risultando il regime ordinario adottato dalle imprese strutturate e da chi desidera un controllo approfondito sulla gestione.
Scopri il nostro conto businessChe cos'è la contabilità semplificata?
La contabilità semplificata è un regime pensato per le imprese di dimensioni ridotte che rientrano nei limiti di ricavi stabiliti dalla legge. Prevede obblighi amministrativi minori e la gestione si concentra su registri IVA, nonché sui prospetti che documentano incassi, pagamenti, acquisti e corrispettivi.
È una modalità più leggera rispetto all'ordinaria, utile quando l'attività non necessita di un sistema contabile articolato.
Quali sono le differenze tra contabilità ordinaria e contabilità semplificata?
Le due modalità rispondono a esigenze diverse. La contabilità ordinaria offre una visione completa dell'attività grazie alla partita doppia e alla registrazione dettagliata di ogni operazione. La semplificata, invece, prevede obblighi più leggeri ed è pensata per la contabilità per piccole imprese.
| Aspetto | Contabilità ordinaria | Contabilità semplificata |
| Chi può utilizzarla | Obbligatoria per società di capitali e imprese sopra i limiti di ricavi previsti dalla legge. Facoltativa per realtà minori. | Per imprese individuali e società di persone entro i limiti dell'art. 18 DPR 600/1973. Non si applica ai professionisti. |
| Quando non è ammessa | Sempre ammessa, spesso obbligatoria | Per le imprese commerciali non è consentita oltre 500.000 € (servizi) o 800.000 € (beni), calcolati sui ricavi dell'anno precedente |
| Sistema contabile | Completo, basato su partita doppia | Semplificato, con registri IVA, incassi/pagamenti e acquisti/corrispettivi |
| Libri obbligatori | Libro giornale, inventari, registri IVA, documenti per il bilancio | Registri IVA, incassi/pagamenti, acquisti/corrispettivi; possibile inventario dei cespiti |
| Bilancio | Bilancio d'esercizio obbligatorio | Nessun bilancio formale richiesto |
| Livello di dettaglio | Alto, con analisi economica, patrimoniale e finanziaria | Inferiore, centrato sulle operazioni rilevanti ai fini fiscali |
| Determinazione del reddito | Principio di competenza | Principio di cassa (art. 66 TUIR), con alcune eccezioni di competenza |
| Carico amministrativo | Più elevato | Più leggero e meno costoso |
In quali casi scegliere contabilità ordinaria o semplificata?
La scelta tra contabilità semplificata e ordinaria dipende dalla struttura dell'attività, dal volume dei ricavi e dal livello di controllo amministrativo che si desidera ottenere. Ecco quando ciascun regime può risultare più vantaggioso.
Quando conviene la contabilità ordinaria?
La contabilità ordinaria è conveniente per:
- attività che gestiscono molti costi e vogliono una rilevazione analitica tramite partita doppia
- imprese che necessitano di un controllo strutturato sull'andamento complessivo dell'attività
- chi desidera una maggiore credibilità verso banche e investitori grazie al bilancio d'esercizio
Quando conviene la contabilità semplificata?
La contabilità semplificata è conveniente per:
- piccole imprese con ricavi entro i limiti previsti dall'art. 18 DPR 600/1973
- attività con operazioni limitate, che non necessitano di un sistema contabile complesso
- chi desidera ridurre costi di gestione e adempimenti amministrativi
Quando il passaggio da contabilità ordinaria a semplificata è una buona scelta?
Il passaggio da contabilità ordinaria a semplificata può essere conveniente quando l'attività rientra di nuovo nei limiti di ricavi previsti dalla normativa e non necessita più di un sistema contabile complesso. Questa scelta permette di ridurre costi, adempimenti e carico amministrativo, mantenendo comunque una gestione ordinata tramite i registri IVA e i movimenti di cassa.
L'operazione opposta, cioè il ritorno alla contabilità ordinaria, diventa, invece, utile quando l'impresa cresce, affronta operazioni più articolate o ha bisogno di una visione completa del proprio andamento economico e patrimoniale. In questi casi un quadro più dettagliato aiuta la pianificazione e rafforza il rapporto con banche e investitori.
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