Il concetto di dare e avere è uno dei pilastri fondamentali della contabilità e consente di gestire efficacemente i conti aziendali o personali. In questa guida spiegheremo in modo semplice cosa sono dare e avere in partita doppia, come si usano nei conti e quali sono gli esempi pratici.
Dare e avere: spiegazione semplice
In contabilità, con il metodo di scrittura a partita doppia, si definiscono "dare" e "avere" le due sezioni contrapposte utilizzate per la registrazione contabile. Questo metodo consiste nel registrare le operazioni simultaneamente su due serie di conti al fine di determinare il reddito di un dato periodo amministrativo.
I termini dare e avere risalgono alla partita doppia di Luca Pacioli (XV secolo) e derivano dal punto di vista del commerciante che redige i conti. Chi dà beni, denaro o servizi genera un movimento in dare, mentre chi riceve o ha un obbligo genera un movimento in avere.
Nei registri contabili, “dare” si colloca sempre nella colonna sinistra e “avere” in quella destra. Questa distinzione, ancora oggi utilizzata, è alla base della registrazione sistematica di tutte le operazioni economiche.
Per esempio, un’acquisizione di beni strumentali viene registrata in dare nel conto Macchinari, e in avere nel conto Banca o Debiti verso fornitori. Questo riflette la logica contabile e non una semplice entrata o uscita di cassa.
Scopri il nostro conto businessContabilità dare e avere: struttura e principi
Le scritture contabili a partita doppia si basano su uno schema a forma di T, con a sinistra dare per le attività e i costi e a destra avere per le passività e i ricavi. Ogni operazione contabile si riflette in modo speculare, al fine di consentire una visione precisa e coerente delle finanze aziendali.
Supponiamo che la vostra azienda acquisti merci da un fornitore. In tal caso, registrerete l’aumento delle merci in dare e l’aumento del debito in avere. Tali movimenti vengono annotati in ordine cronologico nel cosiddetto libro giornale.
Per registrare correttamente un’operazione contabile, è essenziale riconoscere in quale colonna collocare il movimento. La regola generale prevede che un’operazione si registri in:
- Dare quando genera l’aumento di un’attività, come l’acquisto di un bene o l’incasso da un cliente, o la diminuzione di una passività, come l’estinzione di un debito.
- Avere determina l’aumento di una passività, come un contratto di prestito, o la diminuzione di un’attività, come il pagamento a un fornitore.
Riconoscere correttamente questi movimenti richiede familiarità con la natura dei conti e con il tipo di operazione in corso.
Dare e avere in partita doppia
Nel sistema della contabilità a partita doppia, come accennato, ogni operazione deve essere registrata due volte, rispettivamente in dare e in avere, per lo stesso importo. Così facendo è possibile:
- tenere costantemente sotto controllo l’equilibrio tra risorse impiegate e fonti di finanziamento
- costruire bilanci affidabili
- prendere decisioni consapevoli
- interpretare i dati aziendali
Facciamo un esempio concreto. Supponiamo di dover registrare l’acquisto di un computer del valore di 1000 €, che abbiamo pagato con bonifico. La scrittura contabile sarà:
Dare | Avere |
Attrezzature informatiche: 1000 € | Banca: 1000 € |
Differenza tra dare e avere
La differenza tra dare e avere risiede nella natura dei conti movimentati:
- Dare registra incrementi di attività e costi.
- Avere registra incrementi di passività, ricavi e patrimonio netto.
Quando si effettua una registrazione è fondamentale sapere in quale colonna inserire l’importo. Un errore comune è scambiare una voce di entrata come attività quando è invece una passività. La chiarezza su questi concetti riduce il rischio di errori nei registri contabili e nei software gestionali.
Dare e avere: esempi pratici
Vediamo ora come si usano concretamente in contabilità dare e avere e come si effettuano le registrazioni contabili.
Una fattura di acquisto di merci verrà registrata nel seguente modo:
Dare | Avere |
Merci c/acquisti | Debiti verso fornitori |
Per una fattura di vendita, invece, la registrazione è la seguente:
Dare | Avere |
Crediti verso clienti | Ricavi da vendite |
Se viene effettuato un pagamento a un fornitore, si procede nel seguente modo:
Dare | Avere |
Debiti verso fornitori | Banca |
Un incasso da cliente si registra come segue:
Dare | Avere |
Banca | Crediti verso clienti |
Un caso particolare è rappresentato dagli ammortamenti, che si registrano come segue:
Dare | Avere |
Ammortamenti | Fondo ammortamento |
Stato patrimoniale e dare e avere
Una sezione fondamentale del bilancio d’esercizio è lo stato patrimoniale, che fornisce una fotografia della situazione economica e finanziaria dell’azienda in un dato momento. I concetti di dare e avere si collegano direttamente allo stato patrimoniale mediante la registrazione delle attività e delle passività.
Le attività aziendali, come cassa, banca, crediti e magazzino, sono elementi patrimoniali che aumentano in dare e diminuiscono in avere. Viceversa, le passività, come debiti verso fornitori o mutui, aumentano in avere e diminuiscono in dare. Anche il patrimonio netto si comporta come una passività, aumentando in avere con l’utile e diminuendo in dare con la perdita.
Ogni registrazione contabile incide direttamente sulla composizione dello stato patrimoniale, modificando l’equilibrio tra ciò che l’azienda possiede e ciò che deve. Comprendere questo collegamento permette di valutare meglio la solidità finanziaria dell’impresa e analizzare l’evoluzione della sua situazione economica nel tempo.
Dare e avere nel bilancio d’esercizio
Nel bilancio d’esercizio si riepilogano le operazioni contabili per mostrare l’andamento economico e finanziario dell’impresa.
Nel conto economico, i costi si registrano in dare e i ricavi in avere, mentre nello stato patrimoniale le attività stanno in dare e le passività in avere.
Influenza sul conto economico e sul patrimonio netto
La differenza tra ricavi (avere) e costi (dare) nel conto economico determina l’utile o la perdita d’esercizio, che si riflette direttamente sul patrimonio netto:
- Utile (ricavi > costi) → aumenta il patrimonio netto.
- Perdita (costi > ricavi) → diminuisce il patrimonio netto.
Questa connessione garantisce che ogni operazione economica modifichi sia il risultato d’esercizio che la situazione patrimoniale, mantenendo l’equilibrio contabile.
Conti finanziari e conti economici: classificazione
I conti finanziari rilevano entrate e uscite di denaro, crediti, debiti, immobilizzazioni. I conti economici misurano il risultato della gestione in termini di costi e ricavi. È importante che la distinzione tra conti finanziari ed economici sia chiara, per comprendere l’impatto delle operazioni aziendali.
Quando usare dare e avere nella contabilità quotidiana
In contabilità saper utilizzare correttamente dare e avere è fondamentale per:
- registrare fatture, incassi e pagamenti in modo preciso e accurato
- compilare i registri IVA
- gestire ammortamenti, mutui, stipendi, ratei e risconti
Strumenti utili includono software gestionali con piani dei conti preimpostati, ma è comunque importante comprendere la logica sottostante.
Prima di effettuare una registrazione, per evitare di commettere errori, è consigliabile verificare sempre la natura del conto, ossia se si tratta di un'attività, una passività, un costo o un ricavo. Questo aiuta a stabilire se il movimento vada inserito in dare o in avere.
Nel lavoro manuale, l’uso di schemi a T può facilitare la visualizzazione dei movimenti e ridurre il rischio di commettere errori di trascrizione. È importante anche aggiornare i registri costantemente, evitando di accumulare operazioni che poi rischiano di essere dimenticate o annotate in modo impreciso.
Per la contabilità digitale, invece, può essere utile:
- impostare controlli automatici nei software gestionali
- verificare periodicamente il piano dei conti; eseguire backup regolari dei dati
- controllare che tutte le voci siano correttamente collegate ai rispettivi documenti, quali fatture, ricevute e bonifici
Una buona padronanza di dare e avere riduce gli errori contabili, migliora la rendicontazione e favorisce la trasparenza gestionale, facilitando i controlli fiscali.
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