Banking

Le caratteristiche di un conto corrente business

Il conto corrente aziendale funziona sostanzialmente come un conto corrente destinato ai privati: si può aprire in filiale oppure online, prevede un codice IBAN, permette di effettuare pagamenti e ricevere addebiti, può essere collegato alle carte di credito.

Eppure, ci sono delle differenze sostanziali tra un conto corrente business e un conto corrente privato, soprattutto in termini di economicità, accesso agevolato ai finanziamenti e risparmio di tempo, anche per le operazioni ordinarie.

Scopriamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un conto corrente aziendale da un conto privato.

Le caratteristiche principali dei conti correnti aziendali

  • Si tratta spesso di conti correnti a zero spese o con spese di gestione contenute: le aziende effettuano quotidianamente operazioni bancarie, quindi possono contare su pacchetti all inclusive che non pongono limiti al numero di operazioni.
  • L’accesso a finanziamenti e servizi assicurativi è agevolato: gli istituti bancari offrono alle aziende titolari di un conto corrente condizioni privilegiate per accedere a prestiti e finanziamenti, ad esempio, per l’acquisto di attrezzature.
  • Il pagamento degli stipendi può avvenire tramite sistemi ad hoc: il conto corrente aziendale spesso prevede la possibilità di effettuare bonifici verso i propri dipendenti o collaboratori in modo semplice e veloce, gestendo le operazioni in blocco.
  • La gestione degli incassi è facilitata: ad esempio, molti conti aziendali offrono la possibilità di accreditare gli incassi del POS direttamente sul conto corrente e si occupano anche della riscossione delle RIBA (cioè le ricevute bancarie, modalità di pagamento molto diffusa tra le aziende).

Ci sono soggetti obbligati all’apertura di un conto business?

Per legge, l’obbligo del corrente bancario dedicato è previsto solo nei casi di contabilità ordinaria:

  • per le società di capitali, indipendentemente dal fatturato;
  • per le società di persone, le società di professionisti e le ditte individuali con un fatturato superiore a 400.000 euro.

Per i titolari di partita IVA, invece, non vige alcun obbligo di detenere un conto corrente dedicato all’espletamento della propria attività professionale.

In realtà nella prima bozza della Manovra di Bilancio 2020, era stato previsto l’obbligo di un conto corrente bancario dedicato anche per professionisti e semplificati. Il governo, in fase di approvazione definitiva del decreto fiscale 2020, che avrebbe dovuto contenere quest’obbligo, ha poi fatto marcia indietro su questa novità che avrebbe interessato 1,4 milioni di contribuenti forfettari e 2,2 milioni di contribuenti soggetti a tassazione ordinaria. Questa misura era stata introdotta per rendere più tracciabili le attività dei contribuenti e si inseriva, dunque, nel percorso intrapreso dal Governo per la lotta all’evasione.

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