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Contributo a fondo perduto per autonomi e imprese: come fare per richiederlo

Come avevamo già anticipato in questo articolo, il Decreto Rilancio prevede il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a supporto delle imprese e dei lavoratori autonomi che abbiano registrato un calo di ricavo e di redditi derivanti dai mesi di lockdown.

Vediamo ora nello specifico da chi è costituita la platea dei beneficiari e quali sono i requisiti e le modalità di accesso a questo indennizzo.

La platea dei beneficiari e i requisiti di accesso all’indennizzo

Secondo quanto previsto dall’art.25 del Decreto Rilancio,  sono tre le categorie che possono accedere al contributo a fondo perduto, purché siano titolari di partita IVA:

  • Le imprese commerciali;
  • Le imprese agricole;
  • I lavoratori autonomi.

Sono invece esclusi da questo indennizzo:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
  • gli enti pubblici, gli intermediari finanziari, i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti alle casse di previdenza obbligatoria;
  • i soggetti che, secondo quanto previsto dal decreto Cura Italia, hanno diritto a specifiche indennità, come il bonus di 600 euro di cui abbiamo diffusamente parlato qui.

La procedura per ottenere l’indennizzo a fondo perduto

Per ottenere questo contributo va presentata un’istanza telematica all’Agenzia delle Entrate(anche attraverso un intermediario abilitato) dal 15 giugno al 13 agosto. Ci sarà più tempo, invece, nel caso in cui il richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto: in questo caso, l’istanza può essere presentata dal 25 giugno al 24 agosto.

Una volta eseguiti i controlli preliminari sull’istanza per la verifica dei requisiti di cui abbiamo parlato sopra, il contributo a fondo perduto verrà erogato dal Fisco mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale del beneficiario.

In attesa che venga avviata questa istanza, raccomandiamo di iniziare a eseguire questi controlli preliminari:

  • Verifica del requisito dei ricavi nel 2019;
  • Accertamento dell’inesistenza di clausole di esclusione;
  • Verifica dell’ammontare dei ricavi registrati nel mese di aprile 2019, per poterli confrontare con quelli di aprile 2020;
  • Simulazione del contributo spettante.

Un esempio su come calcolare il valore del contributo a fondo perduto

Per rendere più chiaro quanto spiegato finora, facciamo un esempio.

Supponiamo che l’impresa del signor Verdi  abbia ottenuto, per il 2019, ricavi per 1, 5 milioni e che nel mese di aprile 2019 abbia fatturato 120.000 euro mentre ad aprile 2020 abbia registrato solo 10.000 euro di fatturato.

Il contributo a fondo perduto sarà pari a 11.000 euro, corrispondente al 10% della differenza tra i 120.000 euro di aprile 2019 e i 10.000 euro di aprile 2020.

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