Accounting

Fatturazione alla Pubblica Amministrazione

Dal 1 Gennaio 2019 è entrata in vigore la fatturazione elettronica obbligatoria in Italia, con alcune dovute eccezioni (come ad esempio l’esenzione per il regime forfettario). Essa era stata anticipata alcuni anni prima con la fatturazione elettronica obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione: il principale tentativo in Italia, e presto in tutta Europa, per combattere l’evasione fiscale.
Vediamo perciò oggi quali sono gli obblighi per le partite iva, come si compone una fattura elettronica verso la PA e come è possibile emetterla con Finom.

La fatturazione elettronica verso la PA e l’SDI

Così come per la fatturazione elettronica verso le aziende, le fatture elettroniche verso la PA una volta inviate passeranno al vaglio dell’SDI cioè il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. L’SDI ha il compito di verificare la correttezza della fattura inviata e, se accettata, inviarla poi all’ente di PA a cui è destinata. Se invece la fattura non fosse considerata corretta verrà rimandata indietro al mittente e considerata non emessa. Chi ha emesso la fattura dovrà perciò provvedere a modificare la fattura e inviarla nuovamente.

La numerazione della fattura elettronica verso la PA

Non c’è un obbligo specifico sulla numerazione delle fatture elettroniche alla PA, se non quelli classici di avere numeri univoci per ogni fattura, ma il nostro consiglio è di differenziare queste fatture con una specifica dicitura come “1PA, 2PA,…” oppure “1/PA, 2/PA,…” ecc.

Split Payment (scissione del pagamento)

Una delle caratteristiche della fatturazione alla PA è la scissione di pagamento ovvero lo split payment. Lo split payment è un meccanismo secondo cui l’IVA viene esposta in fattura ma viene poi detratta dal totale e non pagata dalla PA al privato ma versata direttamente dall’ente pubblico all’erario. Lo split payment, disciplinato dall’art. 17-ter del DPR 633/72, prevede perciò che Il fornitore emetta la fattura evidenziando l’IVA a debito ed il cliente destinatario della fattura corrisponderà una somma al netto dell’IVA.
Quasi tutte le PA impongono obbligatoriamente lo split payment come metodo di pagamento: non è cioè obbligatorio per legge ma spesso viene imposto dall’ente pubblico come unico metodo.

CIG e CUP

Il CIG (Codice Identificativo di Gara — 10 cifre alfanumeriche) e il CUP (Codice Unico di Progetto — 15 cifre alfanumeriche) sono codici che garantiscono la tracciabilità delle fatture per la PA e sono relativi ad opere pubbliche, bandi e gare. Non sono obbligatori ma la PA potrebbe rifiutare il pagamento se dovessero essere mancanti.

Tempistiche e modalità di accettazione delle fatture alla PA

La principale differenza nella fatturazione alla PA rispetto alla fatturazione ad aziende private riguarda il fatto che gli enti pubblici posso rifiutare le fatture ricevute, chiedendo ai loro fornitori delle modifiche. Ovviamente anche l’SDI, prima di inoltrare la fattura all’ente pubblico, può rifiutare la fattura per errori formali all’interno della stessa, perciò è necessaria una doppia attenzione.
Il processo di invio della fattura elettronica alla PA prevede i seguenti step:

  1. Invio della fattura elettronica
  2. ricezione da parte dell’SDI che ha 5 giorni di tempo per accettarla o respingerla
  3. Se la fattura viene accettata dall’SDI, viene inviata alla PA che ha 15 giorni di tempo per accettarla o respingerla
    Se la fattura viene rifiutata dall’SDI, viene rimandata indietro ed è considerata non emessa
  4. Se la fattura viene accettata dalla PA entro 15 giorni, si riceverà una ricevuta di consegna da parte della PA e il ciclo sarà considerato concluso.
    Se la fattura viene rifiutata dalla PA entro 15 giorni, si riceverà una notifica di rifiuto con richiesta di modifica della fattura ed essa sarà considerata come non emessa: dovrà perciò essere modificata e emessa di nuovo.
    Se la fattura viene inviata ma la PA non dà alcuna risposta entro 15 giorni, si riceverà una notifica di decorrenza termini. Questa notifica sta ad indicare per entrambi i soggetti semplicemente il fatto che l’SdI considera chiuso il processo relativo a quella specifica fattura. Ciò non esclude tuttavia la possibilità per la PA ricevente di contestare nel merito la fattura e richiedere una nota credito all’emittente senza che a questo sia pervenuto il preventivo messaggio di notifica esito (e quindi anche successivamente al termine di 15 gg).

Come fare una fattura alla PA con Finom

Fare una fattura alla Pubblica Amministrazione con Finom è molto semplice:

  1. Cliccare su “Nuova fattura” dalla dashboard principale e poi su “nuovo cliente” dall’editor della fattura

2. Selezionare “Pubblica amministrazione” come tipo di cliente
3. Iniziare a scrivere le prime 3 lettere della Pubblica Amministrazione o della partita Iva
4. Selezionare dal menù a tendina l’ente pubblico scelto

5. Salvare il cliente
6. A questo punto compilare la fattura inserendo tutti i campi necessari, come data della fattura, scadenza, modalità di pagamento, prodotti venduti, ecc
7. Selezionare il metodo di pagamento dell’IVA: viene preimpostato il metodo dello split payment ma è possibile modificarlo cliccandoci sopra

8. Se necessario, è possibile aggiungere in fondo alla fattura il CIG e il CUP: basta cliccare il fondo su “Aggiungi il documento di riferimento” e selezionare il tipo di documento e poi i codici di riferimento.

È ora possibile inviare la fattura, cliccando in alto a destra su “Salva e continua”. Dalla pagina che si aprirà, sarà possibile inviare la fattura elettronica cliccando su “Invia fattura elettronica”.
Tutti gli aggiornamenti sulla fattura appariranno direttamente in quella stessa pagina e invieremo per ogni aggiornamento una notifica via email.

Se hai dei dubbi, delle domande o dei suggerimenti puoi scriverci nella chat del sito oppure inviarci un’email a hello@finom.co

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